“Per gli allevatori estate bruciata da caldo e siccità, la pioggia

2026/08/22

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TRENTO. "L'estate è stata dura ed è vero, ci aspetta un periodo complesso, ma niente panico. Speriamo che la speculazione già in atto non crei troppi danni". 

Se la Coldiretti aveva già lanciato un vero e proprio "Sos" (qui l'articolo), le parole del presidente della Federazione Provinciale Allevatori Giacomo Broch rinforzano il concetto: l'allarme c'è, ma guai a perdere lucidità e sangue freddo

"Partiamo dal presupposto che come è sotto gli occhi di tutti è stata un'estate difficile, molto calda, ancora più asciutta. In varie zone del territorio trentino - racconta Broch a il Dolomiti - non è scesa una goccia di pioggia per qualcosa come 20-22 giorni consecutivi. Il risultato? Quasi tutti hanno problemi legati alla quantità di foraggio prodotta e raccolta. Val di Sole, val di Non, Fiemme, Fassa, questi territori sono tutti accomunati da una disponibilità di risorsa molto minore rispetto al recente passato". 

Pascoli e alpeggi sono stati letteralmente "bruciati" dalla siccità. "Le alte temperature e le scarse precipitazioni hanno creato una situazione particolarmente difficile in quota: non solo la mancanza di acqua, risorsa non secondaria, ma anche la non-produttività dei prati, ingialliti e a volte inutilizzabili. In alcune zone, come per esempio nei dintorni di Brentonico, i pastori sono scesi a valle già da qualche giorno proprio per l'impraticabilità dei pascoli". 

E i grattacapi di oggi rischiano di trasformarsi nei problemi (grandi) di domani: "Il problema principale - riprende Broch - riguarda la disponibilità di foraggio, che normalmente si produce per farne grandi scorte in vista di autunno ed inverno. Ma quasi ovunque come detto le scorte sono molto al di sotto di quanto stimato, o di quanto raccolto gli scorsi anni: parliamo di cali del 40, 50, in alcuni casi anche del 60%. Se fosse un problema diciamo della nostra provincia, o della regione, non sarebbe un dramma: si va sul mercato e il foraggio si acquista da chi lo produce in pianura. Ma la situazione è preoccupante proprio perché la scarsità di prodotto non riguarda solo noi, ma sostanzialmente tutto l'arco alpino, dalla Svizzera alla Lombardia, alla Lessinia fino al Bellunese. E quando una criticità è generalizzata, il rischio è quello di un'impennata dei prezzi, se non di una vera e propria speculazione da parte degli agricoltori della pianura. Nel bene o nel male, ne sapremo di più tra un paio di mesi".  

Le spese "pazze" degli allevatori non riguardano peraltro solo il foraggio. Si stima un aumento del 30% dei costi energetici, e complice la crescita del costo dell'energia e delle materie prime comincia a farsi strada l'idea che per alcuni allevatori possa convenire, da un punto di vista economico, abbattere dei capi. "Dalle nostre parti devo dire - spiega Broch - che questa soluzione estrema al momento non è contemplata; ho sentito alcune voci di allevatori che potrebbero averlo fatto in Svizzera e Austria, ma è tutto da verificare". 

Per invertire la tendenza o per cancellare le difficoltà di un'estate caldissima e siccitosa non bastano certo, purtroppo, alcuni giorni di pioggia come quelli che stiamo vivendo: "Serve a poco il maltempo ora, dal nostro punto di vista. Aiuta un po' nelle malghe, questo sì. Si tratta di una sorta di boccata d'ossigeno per non avere carenze sistemiche di acqua in quota, e perché i prati possono un po' 'ammorbidirsi'. Ma quello che è perso non si recupera più. Siamo al terzo taglio di fieno, la stagione inizia ad accorciarsi e qui ci si ferma". 

Quel che è certo è che senza acqua e foraggio non solo non è possibile garantire la permanenza degli animali in montagna, ma si rischia di mettere in crisi la stessa continuità produttiva delle aziende. "La crisi climatica sta rendendo sempre più difficile programmare le attività agricole e zootecniche. Cosa possiamo fare ora? Monitoriamo, seguiamo l'evolversi della situazione, confidiamo nella correttezza di tutti e sul fatto che si possa evitare di mettere in moto una speculazione che avrebbe effetti deleteri per tutti. Navighiamo a vista e speriamo per il meglio". 

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