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Del mercato dell'Inter e della rosa che sta allestendo la dirigenza nerazzurra per la prossima stagione ha parlato Sebastiano Vernazza sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: Dumfries se ne è andato al Real Madrid, sono arrivati Stones e Spence, e la trattativa per Jones resta viva. Il saldo tecnico del mercato dell’Inter, non quello economico, è in attivo e ciò significa che, nella corsa scudetto, la squadra di Cristian Chivu rimane davanti a tutti, come forse non lo è mai stata nel passato recente, nelle stagioni con Conte e Inzaghi.
Non sarà facile compensare la perdita di Denzel Dumfries, anche se l’Inter lo ha già fatto nell’ultima annata, quando l’olandese si fermò tra novembre e febbraio. In campionato nessun problema, in Champions sì: se ci fosse stato un Dumfries nel pieno delle possibilità, l’Inter non sarebbe caduta ai playoff contro il Bodo. Oggi la forza d’urto e la fisicità di Dumfries non sono replicabili, ma surrogabili sì. Il migliore interista del precampionato è stato Andy Diouf, scelto da Chivu come sostituto dell’olandese. Diouf ,un centrocampista, ha la gamba e la tecnica per solcare la fascia, deve acquisirne la testa, i tempi e i modi. Dovrà imparare a difendere e a spalmarsi su 80 metri di corsia, ma nella fase di non possesso Dumfries non era un mostro, anzi. In più è stato acquistato Djed Spence, una specialista delle fasce, destra o sinistra non fa troppa differenza. Spence può alternarsi con Diouf o, all’occorrenza, sostituire Dimarco dall’altra parte. L’uscita di Dumfries è stata bilanciata.
Al centro della difesa non ci sono più Acerbi e De Vrij e se assumiamo loro come metro, non c’è pista, John Stones appartiene a un’altra dimensione. Il ritorno di Benjamin Pavard equilibra l’algebra pura, due uscite due entrate. Stones eleva al quadrato lo standard del reparto. A un certo punto, nei piani di Pep Guardiola, Bastoni avrebbe dovuto affiancare Bastoni e Akanji nel Manchester City. I tre si congiungeranno a Milano. Stones ha 32 anni, nel 2025-26 ha perso molte partite per infortuni muscolari. Andrà dosato, ma alzerà il mento all’Inter. Così come Curtis Jones, se firmerà, aggiungerà funzioni al centrocampo dell’Inter. Jones è un Mkhitaryan di dodici anni più giovane, un universale che sa fare tutto, una replica moderna del numero 8 del calcio che fu.
Napoli, Juve e Milan si sono rafforzate, seppure in misura diversa, e tanti cambiamenti avranno bisogno di tempo per essere assimilati. Roma e Como sono fondate su identità di gioco decise, come l’Inter medesima, immutabile nel suo 3-5-2. Stones, Spence e forse Jones renderanno l’Inter di nuovo competitiva in Europa. Lo scudetto 2026 ha medicato l’onta dello 0-5 nella finale Champions del 2025, ma è necessario risalire la piramide della coppa più importante. Ecco, in Italia la concorrenza può sperare che l’Inter si dedichi alla Champions più di quanto non abbia fatto l’anno scorso, anche perché non sussiste più l’obbligo dello scudetto riparatore. Sarà l’Inter, con le sue scelte, a definire la nuova Serie A. Nessuno in campionato è al suo pari se sommiamo la definizione del gioco e la qualità dei giocatori. E Chivu non è più un’incognita. Se l’Inter individua lo scudetto come obiettivo numero uno, il discorso ci sembra chiuso.
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