Il Piano nazionale di ripresa e resilienza può essere un aiuto alla prossima manovra di Bilancio. L'ultimo decreto Accise e la sospensione del bollo auto per il 2027, firmato ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno infatti fatto venire allo scoperto l'esistenza di una nuova dote di risorse dagli "avanzi" degli investimenti compresi all'interno del Recovery italiano. Già un anno fa la rimodulazione del piano aveva portato economie, poi entrate tra le coperture della legge di Bilancio. A questo giro una parte delle risorse è stata al momento destinata a finanziare l'abolizione del bollo auto e altre misure entrate nel decreto licenziato mercoledì scorso dal cdm. L'apporto complessivo è di circa 1,6 miliardi, ossia la cifra dei residui delle risorse accertate a allo scorso febbraio. A luglio dalla piattaforma Regis conteggiava 800 milioni.
La dotazione Pnrr potrebbe però essere più consistente. Al momento i conteggi e la rendicontazione sono ancora sotto la lente dei tecnici del ministero dell'Economia. E dovranno poi passare per il confronto con Bruxelles sulle verifiche dell'ultima rata. Tra le stanze dei dicasteri e tra gli addetti ai lavori si calcola però che la cifra dei "risparmi" potrebbe aggirarsi tra 7 e 10 miliardi. Non di più. Erano infatti circolate cifra molto più consistenti.
Di fatto si tratta delle risorse accertate, sulle quali, trascorsa la scadenza del 30 giugno scorso, non sussistono obbligazioni giuridicamente vincolanti o necessarie per raggiungere gli obiettivi del Piano e che quindi possono essere utilizzate.
Le varie rimodulazioni del Recovery italiano sono state d'aiuto. Per alcuni investimenti sono stati ridotti target e obiettivi, lasciando però intatta la dotazione finanziaria. Una seconda categoria di spesa è quella legata a target che in realtà l'Unione europea non ha mai chiesto di raggiungere e che quindi non avevano obiettivi da rendicontare. Ci sono più le risorse non assegnate o legate a progetti che le amministrazioni attuatrici hanno deciso di definanziare.
Intanto il Piano italiano è andato a scadenza. Entro fine mese ci dovrà essere la rendicontazione definitiva sulla quale poter richiedere alla Commissione europea lo sblocco della decima e utlima rata. Un assegno da 28,4 miliardi di euro da incassare entro dicembre.
«Ad oggi posso confermare che, dei 687.000 interventi finanziati, ben 677.000 sono progetti conclusi», ha spiegato ieri il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, rispondendo in Senato a una interrogazione sull'ultima rata del Piano, « prima del 31 agosto, abbiamo già rendicontato alla Commissione europea 73 obiettivi, trasmettendo il relativo materiale. Com'è noto, la rendicontazione da parte nostra deve arrivare entro il 30 settembre. Posso tranquillamente affermare che il 23 settembre ho già convocato la cabina di regia, perché per quella data avremo avuto anche la rendicontazione degli 83 obiettivi che rimangono per arrivare ai 156 di cui alla decima rata».
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Gli assegni
I residui del Pnrr possono quindi nuovamente diventare un nuovo canale per gli interventi in manovra. Il pacchetto dei desiderata, d'altronde, va componendosi di giorno in giorno. L'abolizione del bollo auto, prevista solo per il 2027 dal decreto, potrebbe diventare strutturale in legge di Bilancio. La Lega sta mettendo a punto la sua proposta di revisione della legge Fornero, che permetta un canale di uscita a 64 anni di età anche per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 ed è nel sistema misto. La misura dovrebbe prevedere, per alcune categorie, il calcolo dell'assegno interamente con il contributivo, abbassando però l'importo minimo, oggi pari a tre volte l'assegno sociale. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, calcola in circa 80mila i lavoratori in uscita nel primo anno e in 180mila quelli che potenzialmente potrebbero optare per questo canale nel corso del triennio di sperimentazione. Il costo complessivo sui tre anni sarebbe di quasi 5 miliardi, 1,6 miliardi l'anno. «Oggi va fatta una flessibilità mirata, di scelta non solo anticipata, ma anche posticipata, a seconda delle mansioni e dell'attività», ha spiegato il sottosegretario, lanciando anche l'esortazione a rafforzare le pensioni minime, così da tutelarle dall'inflazione.

E ieri è stato anche il turno delle Regioni di presentare le proprie proposte al Mef. Ovviamente l'impatto della sospensione del bollo è stato uno dei temi sul tavolo, perché sono proprio le amministrazioni regionale a incassare il balzello. Altre richieste hanno riguardato l'incremento del Fondo sanitario nazionale, attenzione al Fondo nazionale trasporti, aumentando la dotazione e i fondi per la non autosufficienza, per evitare che le Regioni siano costrette ad anticipare, in attesa dei rimborsi statali, somme che ogni anno arrivano a circa 1 miliardo di euro.
Forse non per la manovra, ma per favorire la transizione energetica, è inoltre pronta a partire una interlocuzione con la Commissione europea. Lo spunto è stato fornito dalla stessa presidente dell'esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, che nel discorso sullo Stato dell'Unione, ha parlato della necessità di nuove risorse proprie per favorire la sicurezza energetica e la competitività.
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