Una 48enne era convinta che il progressivo incurvamento della sua schiena fosse dovuto a un problema alla spina dorsale ma, dopo essersi sottoposta a radiografia, ha scoperto di avere una neoplasia. La paziente è stata presa in carico dall'équipe di Chirurgia toracica dell'Istituto tumori Giovanni Paolo II che, dopo gli approfondimenti diagnostici, ha deciso di rimuovere la massa
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Pensava che il progressivo incurvamento del tronco fosse dovuto alla scoliosi, ma una radiografia ha rivelato la presenza di un tumore di circa 3,5 chili che occupava quasi completamente la parte destra del torace. La paziente, una donna di 48 anni, è stata operata con successo all'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari. Gli approfondimenti diagnostici hanno accertato che si trattava di un tumore fibroso solitario, una neoplasia rara delle dimensioni di 30 per 25 per 25 centimetri. Nonostante fosse quasi priva di sintomi, la donna presentava una grave compressione della trachea, dei bronchi e di alcuni dei principali vasi sanguigni. La massa aveva inoltre spostato il mediastino verso sinistra e deformato progressivamente la parete toracica, provocando l'incurvamento attribuito inizialmente a un problema della colonna vertebrale.
L'intervento d'urgenza eseguito perfettamente
Il caso è stato valutato dal gruppo multidisciplinare di Oncologia medica toracica, che ha deciso di procedere immediatamente all'asportazione. L'intervento è stato eseguito dall'équipe di Chirurgia toracica diretta da Gaetano Napoli ed è durato nove ore. "Quando abbiamo preso in carico la paziente ci siamo trovati di fronte a una situazione anatomica di eccezionale complessità", spiega Napoli. "Pur in assenza di sintomi significativi, il tumore aveva compresso le principali strutture del torace, comprese le vie respiratorie e importanti vasi sanguigni. Ulteriori attese avrebbero comportato rischi elevati". La ricca vascolarizzazione della neoplasia esponeva la paziente anche a un elevato rischio di emorragia. Per isolare e rimuovere completamente la massa sono stati necessari diversi accessi chirurgici, tra cui una sternotomia mediana e più toracotomie. "Ogni manovra di mobilizzazione modificava gli equilibri emodinamici della paziente, mentre la neovascolarizzazione rendeva particolarmente complesso il controllo del sanguinamento", aggiunge Napoli. "È stato un autentico lavoro di squadra tra chirurghi toracici e anestesisti". Il tumore è stato asportato completamente. Il decorso post-operatorio è stato regolare e la donna è stata dimessa in buone condizioni cliniche cinque giorni dopo l'intervento.
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