La pettorina, una maglietta, i jeans. "Signora, vuole donare la spesa a un alunno che ha bisogno di una mano?" chiede Ilaria Bononi, la sportina già pronta, il volantino, la voglia di aiutare che si legge tutta in quel sorriso. E Francesca Ferraresi, le matite colorate in una bella scatola di cartone, dice sì. "Sono qui a comprare astucci e quaderni per conto di mia figlia. Si chiama Giulia Ferroci, 37 anni, ci tiene molto", precisa. Clic, lo scatto ferma i volti della solidarietà. Via vai di auto nel parcheggio, carrozzerie che scintillano nel sole di settembre, ipercoop Il Castello. I volontari sono lì, è mattina presto, non c’è tempo da perdere. E’ il grande ritorno di ’Dona la spesa’, giornata solidale nei negozi Coop Alleanza 3.0, mattina e pomeriggio non stop dedicati alla raccolta di materiale scolastico per le famiglie in difficoltà con bambini e ragazzi che studiano. Ormai la campanella è dietro l’angolo, martedì si va a scuola.
Davanti all’ingresso – oltre le casse scaffali, il banco dei surgelati, macelleria e bontà – Ilaria Bononi, volontaria della Caritas di Pontelagoscuro ("Facciamo tante iniziative, siamo la squadra di don Luciano Domeneghetti) è in buona compagnia. A fermare i clienti, giovani e meno giovani, c’è Giovanni Zanella, 28 anni, anche lui volontario. "Faccio parte dell’associazione il Papavero, sempre di Pontelagoscuro", precisa con orgoglio. Il loro ramo è la scuola. E’ stata fondata da insegnanti, laureati che si occupano di educazione e formazione scolastica ed extrascolastica. "Facciamo doposcuola, aiutiamo gli alunni a fare i compiti, abbiamo anche uno spazio per i giovani", precisa, mentre allunga la sportina a Tomas Marvelli, il volto abbronzato, i capelli lucidi, ancora freschi di barbiere. "Faccio un giro tra gli scaffali, comprerò il materiale scolastico che più mi piace", annuncia. "Dona la spesa", ripetono l’invito i due volontari. Che sono in buona compagnia. Ieri, nei 230 punti vendita della cooperativa, oltre 250 associazioni ed enti del terzo settore erano schierati per accogliere le donazioni. Nei cartoni astucci e matite, pennarelli e quadernoni.
C’è un paragrafo da cancellare, quello della dispersione scolastica. "Le spese per l’istruzione dei figli sono un ostacolo che incide sulla possibilità di guardare con serenità al futuro", dice Ilaria. Diari negli scatoloni, per tornare in classe con il sorriso. Luciano Salmi, 86 anni, si fa avanti con il suo sacchetto. "Sono nato il 21 giugno del 1940, quando la distruzione della guerra arrivò a Ferrara. So cosa vuol dire avere fame, fare sacrifici", e stringe la mano ai volontari. Antonio Bragaglia passa spingendo il carrello: "Scelgo le cose che secondo me sono più utili agli alunni". "Ogni anno sono qui", esclama Leonardo Marchi, giusto il tempo di allungare le sportine per allontanarsi verso il weekend. Non sono soli Ilaria e Giovanni, pochi mentri, lungo la galleria i negozi che scorrono, un muro di scatoloni, alcuni già pieni. Schierate Alessandra Randoli, Erika Droghetti e Elisa Bartoletti. Shopper compostabili che passano di mano. Pennarelli, pastelli, zaini, quaderni, diari, risme di carta. Nel 2025 sono stati raccolte nei 221 negozi della cooperativa coinvolti dall’iniziativa 171mila confezioni di materiale scolastico, distribuite a 258 associazioni. "Un piccolo grande gesto che può fare la differenza". Con le matite di Luciano, 86 anni, più di un alunno disegnerà il futuro.
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