Il segreto della pelle luminosa è un peeling speciale che imita i normali processi di desquamazione della pelle

2026/10/09

Categories: lifestyle

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Pelle più luminosa e levigata? È il momento di scoprire il peeling enzimatico

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Viso e corpo

Se l’obiettivo è quello di una pelle più uniforme e levigata, il peeling enzimatico potrebbe rivelarsi una scelta migliore rispetto al quello chimico, perché lavora più a livello superficiale. Non promette una pelle perfetta ma, in assenza di grosse problematiche, può benissimo trovare il suo posto nella skincare routine

di Emanuela Ghislotti | 09 Ottobre 2026

Emanuela Ghislotti

Esfoliare è un passaggio non negoziabile della skincare. Non solo serve ad eliminare le cellule morte, ma migliora l’assorbimento degli ingredienti e dona luminosità al viso. Ci sono però diversi approcci all’esfoliazione, che vanno dallo scrub meccanico al peeling chimico al peeling enzimatico. Se l’obiettivo è lo stesso, è il come ci si arriva che fa la differenza. E utilizzare un esfoliante a base di enzimi è sicuramente uno dei modi più delicati per ottenere una pelle luminosa senza essere troppo aggressivi. Un altro motivo per cui è la soluzione preferita da chi ha pelle sensibile, reattiva o con couperose.

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Lo scrub meccanico esfolia attraverso l’azione manuale e l’utilizzo di microgranuli che rimuovono le cellule morte della pelle di viso e corpo. Di solito è la scelta per chi ha una pelle del viso ispessita o per le zone meno delicate, come il corpo. Il peeling chimico invece, è un trattamento esfoliante che usa l’azione degli acidi – AHA e BHA – e si può fare come trattamento domiciliare o, per un’esfoliazione più profonda, dal medico estetico. Agisce su rughe, macchie, discromie e texture della pelle. Se non ci sono grosse problematicheestetiche però, gli enzimi rimangono ancora la soluzione migliore per avere una pelle luminosa senza (possibili) effetti collaterali.

Come funziona il peeling enzimatico al viso?

A differenza dello scrub, il peeling enzimatico viso non affida l’esfoliazione all’attrito (azione meccanica). Utilizza enzimi proteolitici capaci di agire sulle proteine che contribuiscono alla coesione delle cellule dello strato corneo.

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Tra quelli più studiati troviamo papaina e bromelina, rispettivamente derivate da papaya e ananas. La loro azione imita, in parte, i normali processi di desquamazione della pelle. Gli studi su questo tipo di esfoliazione sono pochi e i risultati non possono essere equiparati a quelli dell’esfoliazione chimica.

C’è poi un altro aspetto da considerare. Gli enzimi possono perdere attività in funzione di pH, temperatura e condizioni di conservazione. Anche il rischio di irritazione o sensibilizzazione va considerato. Sono potenzialmente più delicati, ma per essere sicuri è importante rispettare alcune condizioni che non alterano la formula.

Si può usare su pelle sensibile?

È una delle associazioni più frequenti quando si parla di questo trattamento. Ma delicato non significa necessariamente adatto a qualsiasi pelle sensibile. Sicuramente l’assenza di granuli elimina l’azione meccanica dello scrub, che potrebbe essere troppo aggressiva, soprattutto se si massaggia in maniera vigorosa.

Questo può rendere il peeling enzimatico viso pelle sensibile interessante per chi non tollera bene l’attrito. Non basta però la presenza di papaina o bromelina a garantirne la tollerabilità.

Uno studio sugli enzimi ( WP Smith et al, Topical proteolytic enzymes affect epidermal and dermal properties, International Journal of Comsetic Science, febbraio 2007) evidenzia proprio la necessità di valutare formulazione, stabilità e possibile irritazione. Una pelle con couperose, rosacea, dermatite o barriera compromessa merita quindi maggiore cautela. In questi casi conviene evitare il fai da te aggressivo e chiedere consiglio al dermatologo.

E poi anche la frequenza fa la differenza. Una pelle sensibile può reagire male a un’esfoliazione troppo frequente, indipendentemente dall’attivo utilizzato.

Come usare il peeling enzimatico?

La risposta breve è: dipende dalla formula. Lo si può trovare sotto forma di maschera viso da risciacquare, trattamento leave-in come siero viso o crema corpo, oppure nel detergente. Non esiste quindi una regola universale in merito all’uso del peeling enzimatico.

In generale, i prodotti domiciliari si applicano sulla pelle pulita rispettando il tempo di posa previsto. E, dopo il risciacquo con acqua fresca, si completa la routine con prodotti idratanti e lenitivi. Meglio evitare di associare nella stessa routine più esfolianti, perché la combinazione di scrub, acidi, retinoidi ed enzimi può aumentare il rischio di irritazione. Durante il periodo di utilizzo inoltre, la protezione solare resta fondamentale. L’esfoliazione modifica lo strato superficiale della pelle, quindi non è il momento di trascurare l’SPF.

Il principio vale anche per un detergente peeling enzimatico. In questo caso il contatto con la pelle è generalmente più breve, perché l’azione esfoliante avviene durante la detersione, ma la sua azione non è comunque da sottovalutare.

Qual è la differenza tra un peeling enzimatico e uno chimico?

La differenza tra peeling enzimatico e chimico riguarda soprattutto il modo in cui si ottiene l’esfoliazione.

Nel primo caso entrano in gioco enzimi proteolitici. Nel secondo invece, si utilizzano sostanze chimiche (alfa e beta-idrossiacidi) capaci di modificare la coesione delle cellule dello strato corneo o di produrre un’esfoliazione controllata a profondità differenti.

I peeling chimici hanno alle spalle una letteratura clinica molto più ampia. Gli AHA, per esempio, sono stati studiati per fotodanneggiamento, iperpigmentazione, acne e altre condizioni dermatologiche.

C’è poi la questione di quanto l’esfoliazione lavori in profondità, e questo dipende dal tipo di acido, dalla concentrazione, dal tempo di contatto e dalla formulazione. I peeling superficiali agiscono soprattutto a livello epidermico, mentre quelli più profondi possono raggiungere strutture dermiche.

Il peeling enzimatico, invece, nasce soprattutto come trattamento cosmetico superficiale. La sua attrattiva sta quindi nella possibilità di esfoliare senza ricorrere a un’azione abrasiva. Non è migliore né peggiore rispetto al peeling chimico, sono semplicemente diversi.

I benefici

I benefici del peeling enzimatico sono immediati e riguardano soprattutto la superficie cutanea. Poiché elimina le cellule morte in superficie, l’incarnato appare immediatamente più liscio, uniforme e luminoso. L’esfoliazione può inoltre migliorare temporaneamente la sensazione di morbidezza e rendere meno evidente una texture irregolare.

Ma non tutti i prodotti sono uguali: cambiano infatti enzima, concentrazione, veicolo, frequenza di applicazione e formulazione. E, come anche per il peeling chimico, non è detto che il miglior peeling enzimatico viso sia necessariamente quello con la percentuale più alta di enzimi.

Anche corpo, gambe, braccia e decollété possono trarre benefici dal peeling enzimatico. Soprattutto sul corpo infatti, la pelle può apparire ruvida soprattutto quando la desquamazione superficiale tende ad accumularsi. Un’esfoliazione delicata può contribuire a migliorare la sensazione al tatto.

Courtesy Reforma

Il peeling enzimatico corpo può quindi rappresentare un’alternativa allo scrub tradizionale quando si preferisce evitare l’azione dei microgranuli. Anche qui, però, la parola chiave resta delicatezza. Zone irritate, appena depilate o con alterazioni della barriera non sono il terreno ideale per un trattamento esfoliante.

Come scegliere il peeling enzimatico in farmacia

Chi cerca un peeling enzimatico farmacia troverà formule molto diverse tra loro. Maschere, detergenti, creme e trattamenti leave-on possono contenere enzimi da soli o associati ad altri attivi. La prima cosa da controllare è quindi l’INCI. Papaina e bromelina sono tra gli enzimi proteolitici più utilizzati, ma la loro presenza non dice da sola quanto sarà efficace una formula.

Bisogna considerare anche il resto della composizione. Acidi, profumo e altri attivi possono modificare la tollerabilità complessiva del prodotto. La stabilità rappresenta inoltre un aspetto particolarmente importante per gli enzimi. La loro attività può risentire delle condizioni chimico-fisiche della formulazione e della conservazione. Non esiste quindi una classifica assoluta del miglior peeling enzimatico viso. Esiste il prodotto più adatto alla propria pelle e alla frequenza con cui si desidera esfoliarla.

Il peeling enzimatico è adatto a tutti?

Potenzialmente sì, il peeling enzimatico è adatto a tutti. In pratica, come sempre quando si parla di esfoliazione, è importante considerare lo stato della pelle. Se ci si trova in presenza di una barriera cutanea compromessa infatti, nessun tipo di esfoliazione va bene.

Una pelle sana può inserirlo nella routine con una frequenza calibrata sulle proprie esigenze. Una pelle reattiva dovrebbe invece procedere con maggiore cautela, soprattutto se utilizza già retinoidi, acidi o altri attivi potenzialmente irritanti.

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