New York, 20 luglio 2026 – Il Mondiale è terminato con la vittoria della Spagna. Capolavoro di De La Fuente, che ha avuto la meglio su Scaloni e ha regalato la seconda stella alle Furie Rosse, dopo il successo in Sudafrica nel 2010. Se nella prima giornata del Mondiale era arrivato un deludente 0-0 contro Capo Verde, che aveva fatto un po' storcere il naso agli addetti ai lavori, con il passare dei giorni la Spagna è diventata una macchina perfetta. Nella seconda giornata la vittoria per 4-0 contro l'Arabia Saudita, quindi il successo per 1-0 contro l'Uruguay nella terza e il passaggio del turno da prima nel girone. Tris ai sedicesimi contro l'Austria e vittoria di misura contro il Portogallo agli ottavi nel segno di Merino. Contro il Belgio, Unai Simon ha subito il primo e unico gol di tutto il Mondiale, ma la Spagna è riuscita comunque ad avere la meglio: 2-1. La semifinale contro la Francia è stata praticamente la partita perfetta: 2-0 e completamente annullato l'attacco composto da Mbappé, Dembelé e Olise. Contro l'Argentina, in finale, la partita è andata avanti fino ai supplementari e a deciderla è stato Ferran Torres al 106'. Al triplice fischio è partita la festa degli spagnoli e Pedri ha portato avanti la tradizione: tirare un rigore contro suo papà. È un gesto che fa dopo ogni trionfo e ha un significato ben preciso: Fernando Gonzalez (il papà del centrocampista del Barcellona) da ragazzo giocava in porta e stava per diventare un giocatore professionista. Ad un certo punto, però, il padre (il nonno di Pedri) morì, così Fernando fu costretto ad abbandonare il calcio per gestire l'azienda di famiglia insieme alla mamma e ai fratelli. Dopo ogni vittoria, quindi, Pedri decide di battere un rigore contro suo papà per omaggiarlo per i tanti sacrifici fatti e per avergli permesso di realizzare il suo sogno di diventare un giocatore professionista. E, perché no, anche per permettergli di rivivere un po' quelle sensazioni di quando era ragazzo e sognava di diventare un portiere professionista. Fernando Gonzalez ha dovuto abbandonare il calcio troppo presto, ma il destino gli ha permesso di vivere tutti i successi attraverso suo figlio, che è diventato uno dei migliori centrocampisti al mondo.
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