Paura a Malpensa: bagagli in fiamme prima del decollo. Torna l’allarme per le batterie al litio in stiva - Il video

2026/08/16

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Tempestivo l'intervento dei vigili del Fuoco in pista. Se il rogo fosse scoppiato ad alta quota le conseguenze potevano esser più gravi

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Principio di incendio nel primo pomeriggio di domenica 16 agosto all’aeroporto di Milano Malpensa. Un contenitore pieno di bagagli da stiva — uno Unit Load Device in dotazione a una società di handling — ha improvvisamente preso fuoco mentre stava per essere caricato su un Airbus A321neo di British Airways. Il pronto intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato il peggio, spegnendo rapidamente le fiamme, ma il volo è riuscito a decollare verso Londra soltanto alle 16:07, con oltre due ore di ritardo rispetto all’orario previsto.

Le cause al vaglio: surriscaldamento o una batteria vietata

Gli accertamenti sulle cause del rogo sono tuttora in corso. Al momento, le ipotesi principali sono due. Una è un malfunzionamento del macchinario di movimentazione dei bagagli, complici le elevate temperature estive, l’altra l’autocombustione di un dispositivo al litio, ovvero l’esplosione o il surriscaldamento di una batteria lasciata sbadatamente all’interno di una delle valigie.

Se l’incendio si fosse sviluppato una volta che l’aereo era già in volo, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. Nonostante la maggior parte dei velivoli commerciali sia dotata di sistemi di soppressione antincendio nelle stive, questi meccanismi sono progettati unicamente per rallentare la propagazione delle fiamme e contenere l’incendio, non per estinguerlo completamente. A differenza di quanto avviene in cabina, dove l’equipaggio è addestrato a intervenire tempestivamente, il vano bagagli è inaccessibile durante la navigazione — un fattore di rischio estremamente critico, soprattutto nelle rotte aeree transoceaniche.

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Il nodo della sicurezza: fino a cinque dispositivi a passeggero

Il caso di Malpensa riaccende i riflettori su quella che l’industria aeronautica definisce ormai da mesi la principale minaccia per la sicurezza nei cieli. Tra smartphone, tablet, e-reader, smartwatch, sigarette elettroniche, power bank e cuffie wireless, la media attuale è di circa cinque dispositivi al litio per ogni viaggiatore.

Nonostante le normative internazionali vietino tassativamente l’imbarco di accumulatori e batterie al litio all’interno dei bagagli destinati alla stiva, i controlli degli addetti terra faticano a intercettare ogni singola infrazione. Un richiamo alla responsabilità per i passeggeri, che ribadisce l’importanza cruciale di trasportare sempre gli apparecchi elettronici ed i caricabatterie nel solo bagaglio a mano.

(video da X, del giornalista @jonsopel)

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