Roma, 3 ottobre 2026 – Un accesso all’università semplificato, gestito da una piattaforma nazionale online che mette a disposizione informazioni per l’orientamento alla scelta dei corsi secondo il proprio percorso scolastico e attitudini, e con integrati gli strumenti per presentare direttamente la candidatura. Oppure un sistema digitale opaco di selezione degli studenti, che applica algoritmi che possono essere discriminatori e creare divisioni sociali, oltre che fonte di ansia e pressione psicologica per la formazione di liste d'attesa e i rischi di rimanere senza alcun corso assegnato.
Sono i due modi con cui viene presentato il Parcoursup, il sistema francese per entrare all’università dedicato agli studenti che arrivano al diploma e vogliono proseguire nei vari percorsi di istruzione superiore. Da una parte c’è la descrizione delle istituzioni francesi che lo promuovono, dall’altra quella delle associazioni studentesche che lo contestano.
La piattaforma
In Francia sono circa 900 mila i ragazzi e le ragazze che ogni anno passano dal sistema Parcoursup, la piattaforma nazionale di pre-iscrizione all’università e agli altri percorsi post-diploma che è stato introdotto nel 2018 e permette di candidarsi a più di 25 mila corsi di istruzione superiore attraverso un unico sistema e un solo calendario comune. Si rivolge agli studenti delle scuole superiori che stanno preparando il baccalauréat, l’equivalente del diploma, e agli studenti che lo hanno già conseguito e vogliono iscriversi per la prima volta all’università o riorientarsi. Non riguarda invece gli studenti che ripetono il primo anno, i candidati internazionali extra-Ue soggetti alla procedura specifica di ammissione, né chi vuole iscriversi a corsi all’estero. Può essere usato in alcuni casi anche per chi riprende gli studi dopo diversi anni di stop dalla scuola.
Cosa è il Parcoursup
C’è un portale ufficiale del ministero dell’Istruzione dedicato al Parcoursup con ogni informazione e spiegazione sulla piattaforma, a partire dal meccanismo per usarlo che appare relativamente semplice. Gli studenti possono consultare le schede dei corsi, raccolgono informazioni su contenuti, costi, posti disponibili, selettività, criteri di valutazione, possibilità di prosecuzione degli studi e sbocchi professionali, quindi costruiscono il proprio dossier e formulano le proprie preferenze senza doverle ordinare. Successivamente ricevono in risposta le proposte di ammissione e quindi possono scegliere dove iscriversi.
Le istituzioni: non seleziona i candidati
Secondo le istituzioni francesi, Parcoursup non seleziona direttamente i candidati e non stabilisce una graduatoria nazionale, ma sono le commissioni create dai singoli istituti, composte principalmente da docenti, ad analizzare i dossier dei vari studenti sulla base dei criteri e degli elementi pubblicati sulla piattaforma. Parcoursup svolge solo il ruolo di piattaforma unica che trasmette le candidature, invia le proposte e raccoglie le risposte agli studenti.
Gli studenti: riproduce disuguaglianze sociali
Ma proprio su come funzioni questo sistema si concentra una parte importante delle contestazioni. Le organizzazioni studentesche accusano il meccanismo del Parcoursup di riprodurre disuguaglianze sociali, perché gli istituti possono conoscere la scuola di provenienza dei candidati, quindi portando a favorire gli studenti dei licei più prestigiosi e dei quartieri più ricchi rispetto a quelli delle periferie o delle aree svantaggiate. Altre critiche riguardano la pressione esercitata dalle liste d’attesa, l’incertezza sulle ammissioni e la percezione di criteri e meccanismi poco trasparenti, il tutto a fronte della strutturale carenza di disponibilità di posti nelle università pubbliche francese.
Secondo i gruppi studenteschi che criticano Parcoursup, la piattaforma nazionale non risolverebbe la carenza di capacità degli atenei, ma organizzerebbe l’esclusione di una parte dei diplomati, e sarebbe un ulteriore elemento problematico del sistema di istruzione francese che soffre anche per il sovraffollamento delle classi, la carenza di insegnanti e la riduzione degli investimenti nella scuola pubblica.
Il rebus algoritmo
Le istituzioni respingono tutte le principali accuse, a partire dal negare l’esistenza del presunto algoritmo che deciderebbe chi entra perché la piattaforma non esamina i dossier degli studenti. Inoltre, sostengono le autorità, ogni istituto e corso deve pubblicare criteri e modalità di analisi e, al termine della procedura, rendere conto del proprio funzionamento. Anche chi resta senza una risposta con proposte di iscrizione, secondo il governo, non viene abbandonato ma, da luglio, operano delle specifiche Commissioni di accesso all’istruzione superiore, incaricate di aiutare i candidati che ne fanno richiesta a trovare una soluzione.
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