Parco eolico vicino alla masseria: ricorso al Tar contro il via libera

2026/09/20

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La tutela del paesaggio rurale, del sistema delle masserie e delle terre del vino Primitivo è il principale motivo del ricorso presentato al Tar contro il parco eolico «Contrada Sparpagliata, Donne Masi e Tostini», autorizzato nei territori di Manduria, Avetrana ed Erchie. Il ricorso è stato proposto contro la Regione, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Ambiente, nei confronti della «Yellow Energy Srl», titolare dell’autorizzazione. A impugnare gli atti è la «PV-Scouter Srl» con sede a Castellaneta, proprietaria della storica masseria «Gian Angelo», in agro di Manduria.

La società contesta la realizzazione degli aerogeneratori e delle relative opere di connessione: torri alte 180 metri, collocate in un territorio pianeggiante e quindi visibili a grande distanza. Il progetto 12 torri per 72 megawatt, oltre a un sistema di accumulo da 40 megawatt nel territorio di Erchie. Durante l’iter erano arrivati pareri contrari da Regione, Arpa e Ministero della Cultura, ma il Consiglio dei ministri aveva espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale, considerando prevalente l’interesse all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili. La Regione aveva quindi rilasciato l’Autorizzazione unica lo scorso 19 febbraio. Le dimensioni delle strutture e la conformazione pianeggiante della zona, sostiene la società ricorrente, non consentirebbero alcuna efficace mitigazione visiva.

Nel ricorso viene richiamato il parere negativo della Soprintendenza speciale per il Pnrr del Ministero della Cultura che aveva segnalato la notevole vicinanza e l’eccessiva interferenza visiva con le masserie Bosco, Ruggiano, Ruggianello e Gian Angelo. I tecnici del Ministero avevano inoltre osservato che gli aerogeneratori sarebbero visibili anche dalla strada statale 7 ter, classificata come strada a valenza paesaggistica, producendo insieme alle torri già presenti un consistente «effetto selva». L’impatto sulla proprietà non sarebbe limitato solo alla presenza delle torri ma anche il passaggio di un cavidotto attraverso il giardino interno della masseria Gian Angelo, incidendo direttamente sulle pertinenze del complesso storico. Il giardino si estende per circa 1,4 ettari ed è delimitato da muretti a secco. Proprio questi manufatti rappresentano un altro elemento centrale delle contestazioni. Le norme del Piano urbanistico generale di Manduria sottopongono infatti a tutela tutti i muretti a secco, anche se parzialmente distrutti, vietando la demolizione delle antiche strutture in pietra. La società ricorrente sostiene che né l’autorizzazione regionale né la decisione del Consiglio dei ministri abbiano approfondito adeguatamente il possibile impatto delle opere. L'impianto eolico interessa un’area agricola fortemente legata alla coltivazione della vite e alla produzione del Primitivo, uno dei principali elementi economici, culturali e identitari del territorio. La diffusione di grandi impianti eolici e fotovoltaici nelle terre del Primitivo è stata già motivo di protesta da parte delle istituzioni locali e delle associazioni di categoria.

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