Panucci: “Baresi, simbolo del Milan degli Invincibili. Campione eccezionale e uomo immenso”

2026/08/01

Categories: sports

Franco Baresi raccontò un aneddoto sul Milan degli Invincibili al Festival dello Sport di Trento nel 2024

Quando Baresi raccontava il segreto del 'Milan degli Invincibili': "Vinto grazie a tre fattori"

La dolorosa scomparsa di Franco Baresi, spentosi all'età di 66 anni, continua a scuotere le colonne portanti della storia rossonera. Direttamente da Perth, nella Western Australia, dove si trova al seguito della tournée pre-campionato del Diavolo, l'ex difensore Christian Panucci ha condiviso il proprio profondo dolore in un'intervista esclusiva sulle pagine de 'La Gazzetta dello Sport', ricordando gli anni vissuti al fianco del Capitano nell'ultimo glorioso tratto della sua carriera.

"Sono devastato", ha esordito Panucci senza nascondere la commozione. "Oltre al compagno di squadra più forte che io abbia mai avuto in carriera, era anche e soprattutto una persona eccezionale. Ci sentivamo e ci scrivevamo molto spesso. Non potrò mai dimenticare il messaggio che mi inviò il 12 aprile 2023 per il mio cinquantesimo compleanno: 'Caro Christian sono 50, ma hai lo spirito di un ventenne. Tanti auguri'. Poi c’è l’ultimo sms che gli ho inviato io, al quale purtroppo non ha mai risposto perché stava già troppo male".

Christian Panucci, ex difensore AC Milan, ha parlato di Franco Baresi

I viaggi in macchina a 19 anni: "Mi faceva sempre guidare"

L'ex terzino ligure ha poi riavvolto il nastro dei ricordi, tornando al suo sbarco nel mondo Milan quando era ancora un adolescente in rampa di lancio:

"Il primo ricordo che mi lega a Franco sono i viaggi da Milano a Milanello trascorsi insieme in macchina. Avevo solo 19 anni, ma lui mi faceva sempre guidare e non mi trattava mai come l'ultimo arrivato o come un giovane: per lui ero semplicemente un compagno di squadra come gli altri. Non mi ha mai urlato contro o rimproverato sul campo: bastava un suo singolo sguardo per farmi capire l’errore commesso. Se da giocatore era un campione eccezionale, l’uomo Baresi è stato, se possibile, ancora più immenso".

Un Capitano con la "C" maiuscola, la cui autorevolezza non dipendeva affatto dal pezzo di stoffa legato al braccio: "Era un grandissimo leader, ma non aveva alcun bisogno della fascia per dimostrarlo. Era naturale provare un rispetto totale per uno come Franco, persino all'interno di uno spogliatoio ricco di grandissimi campioni. Il suo atteggiamento quotidiano costringeva tutti noi ad alzare l'asticella. Negli allenamenti capivi la sua fame: non voleva mai perdere nemmeno le partitelle e trasmetteva la cultura del lavoro a chiunque lo circondasse".

La roccia che superava le difficoltà senza farle pesare

Secondo Panucci, la dote migliore dell'eterno numero 6 risiedeva nel suo straordinario equilibrio interno, una corazza morale formatasi attraverso le dure prove che la vita gli aveva riservato sin dall'infanzia.

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"Durante la sua vita ha affrontato tantissime difficoltà, ma le ha sempre superate con dignità e senza mai farle pesare a chi gli stava intorno. A Milanello aveva sempre e solo parole di sostegno per gli altri. Era forte come una roccia: grazie alla sua immensa personalità, si prendeva volentieri le responsabilità per tutto il gruppo".

Un mito senza tempo che non ha avuto bisogno di farsi pubblicità

Il tributo unanime che tutto il pianeta sta dedicando alla memoria del Capitano è la prova lampante del segno indelebile lasciato nella storia dello sport mondiale: "Avete fatto caso a come è stato celebrato dai siti internet più importanti del pianeta? Tanti giocatori oggi vivono facendosi pubblicità costante, anche dopo aver smesso. Lui invece è sempre rimasto silenzioso, eppure ha segnato un’epoca e nessuno lo ha dimenticato, nonostante abbia appeso le scarpe al chiodo quasi trent'anni fa. Ai milanisti mancherà tantissimo: se n’è andata la pietra miliare di quella muraglia rossonera che ha fatto la storia del Milan degli Invincibili".

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