Pamela Genini uccisa da Gianluca Soncin, la sorella Veronica: «Non accettiamo scuse, si deve vergognare di stare al mondo. Vogliamo l’ergastolo»

2026/10/05

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«Non accettiamo scuse. Vogliamo l'ergastolo, nessuno sconto di pena. Deve vergognarsi di stare al mondo». Veronica, la sorella di Pamela Genini, la giovane uccisa il 14 ottobre dell'anno scorso da Gianluca Soncin nella sua casa alla periferia di Milano, affida a un messaggio whatsapp la risposta alle scuse chieste oggi durante il processo dal 52enne. Il fratello della giovane vittima, invece, tramite il suo legale, ha detto di essere rimasto «indifferente», alle parole lette su un foglietto dall'imputato.

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Nessun commento da parte dell'avvocato Pietro Sartori che difende Soncin assieme alla collega Simona Lucera. Alle domante poste dai giornalisti ha replicato: «non ho alcuna dichiarazione da fare. Vi dico quello che ho sempre detto. La mia attività professionale si svolge in quest'aula e tutte le questioni vengono trattate lì".

Le urla di Pamela prima di morire

Nell'udienza di oggi, dopo i poliziotti e gli operatori del 118 che sono intervenuti nell'immediatezza del delitto, sono stati sentiti i vicini di casa che, la sera dell'omicidio, hanno sentito Pamela gridare «non lo farò più, ti amo». Hanno raccontato delle grida e della scena a cui hanno assistito, come un inquilino del palazzo di fronte, che ha visto Soncin colpire Pamela «due o tre volte» mentre lei era «accasciata» sul balcone e tentava di difendersi . «Ho cercato di intervenire e ho gridato 'cosa stai facendo?' La polizia è stata velocissima e, quando ha capito», sono entrati nella palazzina e hanno buttato giù la porta senza però riuscire a salvare la giovane.

L'istruttoria è durata tutto il giorno e l'avvocato Sartori più volte si è visto non ammettere dal presidente della Corte d'Assise Antonella Bertoja le domande in quanto superflue e non attinenti. Però, dopo aver insistito, è riuscito a fare in modo che Soncin si alzasse dal banco degli imputati e si avvicinasse a quello dei giudici e ai giurati per mostrare le due cicatrici che ha sul collo, ovvero l'esito del tentativo di togliersi la vita subito dopo l'aggressione ritenuto dalla Procura una messinscena.


Ultimo aggiornamento: lunedì 5 ottobre 2026, 18:42

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