Palazzo Frisini, cantiere per il restauro. C’è una data: il via il 19 ottobre

2026/10/04

Categories: world-news

Palazzo Frisini prova finalmente a lasciarsi alle spalle un quarto di secolo di abbandono. L’edificio storico di via Mazzini, nato come brefotrofio, poi diventato scuola e infine rimasto per anni inutilizzato, tornerà al centro della vita cittadina con una nuova funzione: diventare la più grande residenza universitaria di Taranto, ma anche un luogo aperto alla città, alla cultura e alla socialità.

Il calendario indica una nuova data: il 19 ottobre dovrebbe partire l’attività di cantiere con gli interventi di bonifica degli ambienti interni.

Tra il 20 e il 25 novembre è previsto invece l’avvio dell’intervento vero e proprio di riqualificazione, consolidamento, restauro e ripristino funzionale.

La durata prevista è di 730 giorni, circa due anni, affidati all’impresa napoletana Costruzioni Cinquegrana dopo l’aggiudicazione dell’appalto da parte di Adisu Puglia, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario.

È un passaggio atteso da tempo, perché Palazzo Frisini ha conosciuto negli anni annunci, progettazioni e rinvii. Ora l’obiettivo è restituire alla città un complesso di circa 4mila metri quadrati distribuiti su tre livelli, recuperando la struttura senza cancellarne la memoria.

Il progetto prevede 92 posti alloggio per studenti e studentesse, distribuiti ai piani superiori, ma la vera scommessa è trasformare il piano terra in uno spazio capace di dialogare con il quartiere. Biblioteca, coworking, caffetteria, palestra, aule laboratoriali, postazioni multimediali e sale per teatro, musica e conferenze saranno parte di un sistema pensato non soltanto per chi abiterà lo studentato.

A completare il progetto ci sarà il cortile di comunità, concepito come uno spazio per mostre, iniziative e attività culturali, mentre sulla copertura è prevista una terrazza urbana, accessibile anche dall’esterno attraverso un ascensore dedicato, con la possibilità di ospitare eventi, esposizioni e incontri. L’idea di fondo è che Palazzo Frisini non debba diventare semplicemente un dormitorio universitario. La sua nuova vita dovrà produrre effetti anche fuori dalle sue mura, contribuendo a rimettere in movimento una parte di via Mazzini e del tessuto commerciale circostante. Durante il percorso progettuale, residenti e commercianti hanno più volte manifestato l’aspettativa di vedere finalmente riaperto un edificio che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento del quartiere. Non è casuale, dunque, che nel progetto sia stata privilegiata una configurazione aperta. I diversi ingressi dell’edificio vengono utilizzati per creare un piano terra permeabile, con le funzioni collettive organizzate intorno alla corte centrale. Una grande piazza protetta diventerà il luogo dell’incontro quotidiano, con la caffetteria in posizione centrale e spazi destinati alla lettura, all’arte, alle attività multimediali e al coworking.

Ai piani superiori troveranno posto gli studenti, organizzati in quattro cluster, due per livello, ciascuno dotato di aree comuni e spazi per la condivisione. Sono previste anche zone per il benessere e il tempo libero, dalla palestra agli ambienti dedicati alla musica e al teatro. Gli arredi saranno modulari, così da consentire una maggiore flessibilità nell’utilizzo degli ambienti. La filosofia progettuale è quella di intervenire sull’edificio storico senza snaturarlo.

Il progetto vincitore del concorso bandito da Adisu Puglia è dello studio napoletano Corvino+Multari, con Giovanni Multari, ordinario di Progettazione architettonica e urbana all’Università Federico II di Napoli.

L’apertura della residenza universitaria, se il cronoprogramma sarà rispettato, è prevista per la fine del 2028.

>> Home