Un terzo corpo è stato estratto dalle macerie della palazzina crollata nel rione Pistunina, nella zona sud di Messina. Il ritrovamento arriva dopo quello dei corpi di Carmelo Leone e della sorella Rosa e porta a tre il numero delle vittime accertate. L'identità della terza persona recuperata deve ancora essere confermata: è in corso il riconoscimento da parte dei familiari. Ma le ricerche non sono finite, perché altre tre persone risultano ancora disperse.
Mentre vigili del fuoco e soccorritori continuano a lavorare tra ciò che resta dell'edificio, l'inchiesta della Procura di Messina entra in una fase cruciale. Tre persone risultano indagate per il crollo della palazzina e hanno ricevuto un avviso di garanzia con invito a comparire.
Le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo quanto apprende Ansa, sarebbero i legali rappresentanti delle ditte impegnate nei lavori di ristrutturazione al piano terra dello stabile, dove doveva aprire una macelleria, e un tecnico. I reati contestati sono l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e la rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo i pm dunque la causa del crollo, sarebbe da ricercarsi nel cantiere aperto per il rimodernamento dei locali del piano terra. Da accertare anche se l'avvio delle opere sia stato comunicato, come prevede la lagge, al Comune e al Genio Civile. Il collasso strutturale ha le caratteristiche tipiche di un cedimento di strutture portanti ai piani inferiori la cui rottura potrebbe aver trascinato i piani soprastanti che sono implosi all'interno. C'è quindi l'ipotesi che durante i lavori qualcuno abbia abbattuto un pilastro o un muro portante determinando il crollo dell'intero edificio. L'obiettivo è capire se esista un eventuale collegamento tra quei lavori e il cedimento della struttura.
Al momento si tratta di un aspetto oggetto di accertamento e saranno le verifiche tecniche a chiarire la dinamica del crollo e le eventuali responsabilità. L'indagine è coordinata dalla Procura di Messina e viene condotta dai carabinieri del comando provinciale insieme al Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) dell'Asp e ai vigili del fuoco.Sequestrata l'area della palazzina crollata
I carabinieri di Messina, guidati dal colonnello Lucio Arcidiacono, hanno sequestrato l'area di via Giorgio La Pira 31, dove sorgeva la palazzina. Sono state inoltre impartite prescrizioni per la rimozione e il trasporto dei detriti. Con un'ordinanza del sindaco, l'area del parcheggio rosso dello stadio San Filippo è stata invece destinata allo stoccaggio delle macerie. Anche i detriti potrebbero essere importanti per ricostruire le cause del cedimento e comprendere da quale punto sia iniziato il collasso dell'edificio. La priorità degli inquirenti è ora preservare tutti gli elementi che potrebbero risultare utili all'inchiesta. Come spiegato dal procuratore, in questa fase il compito della Procura è assicurare «l'acquisizione genuina delle fonti di prova», necessarie per ricostruire la dinamica del crollo e individuare eventuali responsabilità individuali.
Il bilancio del crollo
Il bilancio del crollo della palazzina di Pistunina resta dunque drammatico e potrebbe non essere ancora definitivo. Fino a poche ore fa i dispersi erano Sara Leone, sorella di Carmelo e Rosa, Alessandra Frazzica, una commessa 21enne che lavorava nell'emprio del primo piano e Santino Magazzù, il marito di Rosa Leone. L'ultimo cadavere estratto sarebbe quello di una delle due donne.
Ultimo aggiornamento: sabato 1 agosto 2026, 20:33
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