ROMA – Ennesimo episodio di inaudita violenza nell’area ‘rossa’ del Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Padova, dove un uomo di 36 anni, in evidente stato di alterazione da sostanze stupefacenti, ha aggredito tre operatori sanitari e distrutto un ecografo prima di essere fermato dalle forze dell’ordine.
Il sindacato Ugl Salute esprime la massima vicinanza al medico e ai due infermieri rimasti contusi nell’aggressione e chiede con forza che si passi dalle parole a interventi strutturali e immediati a tutela di chi ogni giorno lavora in prima linea per salvare vite.
“L’episodio di Padova- dichiara in una nota il segretario nazionale di Ugl Salute, Gianluca Giuliano– è la cartina di tornasole di una situazione ormai insostenibile in tutto il Paese. Non possiamo accettare che i Pronto Soccorso italiani si trasformino quotidianamente in teatri di guerra. L’arresto dell’aggressore in applicazione del recente Decreto-legge a tutela delle professioni sanitarie dimostra che gli strumenti normativi per punire i responsabili ci sono, ma occorre fare un passo in più sul fronte della prevenzione: servono presidi fissi di Polizia attivi h24 in tutti i principali ospedali d’Italia. Chi cura non può vivere nell’angoscia di essere aggredito”.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza anche il segretario regionale della Ugl Salute Veneto, Stefano Tabarelli. “Agli operatori coinvolti a Padova- le sue parole- va tutta la nostra solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione, ma la misura è colma. Il personale sanitario del Veneto lavora già sotto una pressione enorme a causa delle carenze d’organico. Doversi difendere anche dalla violenza fisica di chi giunge nelle strutture in stato di alterazione è inaccettabile. Ringraziamo gli agenti del Posto Fisso di Polizia dell’ospedale e le Volanti per il tempestivo intervento che ha evitato conseguenze ancora più gravi, ma chiediamo alla Regione e ai vertici aziendali un tavolo urgente per potenziare i sistemi di sicurezza e garantire la piena incolumità di tutti i lavoratori”.
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