17 luglio 2026, 07:34
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MILANO - La palla, avvelenata, rotola - insieme alle carte inviate dalla Procura di Milano - verso l’ufficio dell’avvocato Giuseppe Chinè. Toccherà al procuratore federale esaminare il faldone sull’inchiesta ribattezzata “Arbitropoli” dove però parte rilevante riguarda le “interferenze” da parte dell’Inter sulle scelte dell’ex designatore Rocchi. La giustizia sportiva ha altri parametri rispetto a quella ordinaria e intercettazioni stralciate dai pm milanesi possono invece essere oggetto di reato per Chinè. La lente di ingrandimento è evidentemente posizionata sulle pressioni di Giorgio Schenone, l’addetto dell’Inter ai rapporti con gli arbitri mosse a Riccardo Pinzani, oggi Referee Manager della Lazio, all’epoca dei fatti l’incaricato della Figc per la gestione dei rapporti tra Aia e club calcistici, quindi il filtro tra le società e Rocchi.
Inchiesta arbitri, quando decide Chinè
Soltanto a settembre Chinè deciderà se rinviare a giudizio oppure archiviare. Qualora dovesse procedere a livello sanzionatorio, si resterebbe nell’ambito dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva e, per come è sempre stato applicato finora, queste “interferenze” da parte dell’Inter potrebbero avere qualche profilo di criticità. Il nodo - allo stato di quanto emerso - è capire in cosa si sostanziavano. Qualora venissero evidenziate violazioni dei principi di lealtà e correttezza, oltre alle sanzioni per i dirigenti coinvolti (multe e inibizioni) l’Inter potrebbe rischiare nell’ipotesi peggiore 1 o 2 punti di penalizzazione nel prossimo campionato.
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Tutte le news di InterRocchi, le intercettazioni
Non sembrano invece sussistere le basi perché si cada nell’illecito sportivo (articolo 30), questo perché sembrano mancare il dolo specifico legato al fatto di voler alterare un risultato, che è poi lo stesso appiglio che sarebbe servito per giustificare la frode sportiva a livello penale. Detto questo, resta l’enorme e gravissimo danno di immagine per l’Inter e per la sua proprietà americana (il fondo Oaktree). Le intercettazioni emerse - al netto di quanto potrà accadere in sede di giustizia sportiva - restano oggettivamente bruttissime. Tra quelle emerse, quella potenzialmente più grave per l’Inter è legata al match col Verona del 3 maggio 2025 (caso vuole quello in cui scontò la squalifica Hakan Calhanoglu per i rapporti con gli ultrà emersi dall’inchiesta Doppia Curva).
«Siccome questi dell’Inter ci stanno rompendo il c… pesantemente, stavo pensando… Ma se noi invertissimo, e su Inter-Verona mettessimo Piccinini invece che Sozza?». La frase - come rivelato dal Corriere della Sera - è parte di un’intercettazione datata 29 aprile 2025 legata a una telefonata tra l’allora designatore Rocchi e Andrea Gervasoni, responsabile Var e pure lui iscritto nell’elenco degli indagati dell’inchiesta della Procura di Milano.
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Tutte le news di Inter"L'Inter rompe il ca**o a bestia"
Il pressing dell’Inter su quella designazione (alla fine sarebbe stato scelto Manganiello) è stato confermato anche in un dialogo tra Pinzani e il solito Rocchi. «Mi ha chiamato Schenone...», dice il primo ma non è una novità per Rocchi («lo so, rompono il… l’Inter questo motivo») ma Pinzani aggiunge un altro elemento che accentua la pressione nerazzurra su quella designazione: «Guarda, so che Marotta ne stava parlando con Viglione (capo dell’ufficio legislativo della Federcalcio, ndr)», ma anche questa informazione non suona come una novità per Rocchi: «Sì, mi hanno chiamato, mi hanno rotto i co..., te lo dico io».
Sempre sull’argomento, un’altra intercettazione, sempre risalente al 29 aprile 2025, in cui Rocchi conferma anche a Dino Tommasi di aver tolto Sozza: «l’Inter rompe il c… ancora a bestia, e preferisco metterci uno che è pulito con l’Inter», decisione che fa sbottare Tommasi: «è una cosa assurda che Sozza non possa più fare l’Inter».
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Tutte le news di InterMariani, Toro-Inter e Schenone
Sempre il Corriere della Sera ha fatto luce sulla designazione di Mariani per Torino-Inter del 20 aprile. «C’è la situazione per poterlo fare: stai bene te, stanno bene loro (riferendosi probabilmente al vantaggio in classifica sul Napoli, ndr), quindi zero problemi! Guarda, vo’ a vedere anche la Coppa Italia (Inter-Como dell’indomani 21 aprile, perciò a San Siro, ndr ), ma insomma, penso ci siano zero problemi!». Imbarazzante pure quanto accaduto prima di Bologna-Inter (20 aprile 2025). Rocchi dice a Gervasoni: «Loro vorrebbero Colombo, chiaramente, perché gli garba un mondo».
Problema è che il direttore di gara stecca e l’Inter si lamenta addirittura con Schenone il quale poi si sarebbe sfogato con Pinzani, come riportato da questi a Rocchi: «Mi ha detto Giorgio che (all’Inter, ndr) gli ha detto “oh, avete rotto il... Sozza non lo volete più, Doveri non lo volete più perché porta male, ora non volete più Colombo. Dovete andare a... Ora fanno bene a mandarvi degli arbitri di...”».
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Tutte le news di InterMILANO - La palla, avvelenata, rotola - insieme alle carte inviate dalla Procura di Milano - verso l’ufficio dell’avvocato Giuseppe Chinè. Toccherà al procuratore federale esaminare il faldone sull’inchiesta ribattezzata “Arbitropoli” dove però parte rilevante riguarda le “interferenze” da parte dell’Inter sulle scelte dell’ex designatore Rocchi. La giustizia sportiva ha altri parametri rispetto a quella ordinaria e intercettazioni stralciate dai pm milanesi possono invece essere oggetto di reato per Chinè. La lente di ingrandimento è evidentemente posizionata sulle pressioni di Giorgio Schenone, l’addetto dell’Inter ai rapporti con gli arbitri mosse a Riccardo Pinzani, oggi Referee Manager della Lazio, all’epoca dei fatti l’incaricato della Figc per la gestione dei rapporti tra Aia e club calcistici, quindi il filtro tra le società e Rocchi.
Inchiesta arbitri, quando decide Chinè
Soltanto a settembre Chinè deciderà se rinviare a giudizio oppure archiviare. Qualora dovesse procedere a livello sanzionatorio, si resterebbe nell’ambito dell’articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva e, per come è sempre stato applicato finora, queste “interferenze” da parte dell’Inter potrebbero avere qualche profilo di criticità. Il nodo - allo stato di quanto emerso - è capire in cosa si sostanziavano. Qualora venissero evidenziate violazioni dei principi di lealtà e correttezza, oltre alle sanzioni per i dirigenti coinvolti (multe e inibizioni) l’Inter potrebbe rischiare nell’ipotesi peggiore 1 o 2 punti di penalizzazione nel prossimo campionato.
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