22 settembre 2026, 08:11
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TORINO - Più forte della “sfiga” e pure dei “gufi”, la Juve di Luciano Spalletti. Fa effetto pensare che, se non ci fosse stata la sosta, i bianconeri in questi giorni si sarebbero ritrovati a preparare una nuova partita con nove calciatori infortunati, in una escalation tragicomica di infortuni che si vanno a sommare di continuo. L’ultimo è il dito rotto della mano destra di Kolo Muani, caduto male durante la vittoria sull’Atalanta di domenica sera, fasciato sul momento e poi valutato con attenzione attraverso esami strumentali: una frattura sulla quale intervenire subito, per il quinto intervento chirurgico, tra quelli già effettuati e quelli ancora da svolgere, a calciatori della Juventus in cinque giornate di campionato.
Kolo Muani, l'operazione
Ieri è stato operato, appunto, Kolo Muani al J Medical dal dottor Loris Pegoli, specialista della chirurgia della mano e del polso, come spiegato nel comunicato ufficiale del club: «Durante il primo tempo della partita di domenica contro l’Atalanta, Randal Kolo Muani ha subito un trauma al quinto dito della mano destra. Gli esami effettuati dopo la gara hanno evidenziato una frattura della falange prossimale e pertanto si è reso necessario un intervento chirurgico di osteosintesi. L’operazione è perfettamente riuscita e il calciatore sarà regolarmente a disposizione».
Juve, il fulmine abbattuto dalla Continassa
Alla fine è andata ancora bene ai bianconeri, almeno per il francese, considerato il fulmine che si è abbattuto alla Continassa con l’infortunio di Grabara, un altro grave ko traumatico a cui seguirà intervento chirurgico in settimana. L’unico modo per tentare di esorcizzare la sfortuna è provare a sdrammatizzare, come ha fatto Spalletti, tra il serio e il faceto con il suo stile genuinamente toscano: «Prima della partita con l’Atalanta abbiamo deciso all’ultimo di non scendere in campo per l’allenamento, perché con tutto quello che succede in questo momento abbiamo detto “non scendiamo neanche gli scalini dello spogliatoio, meglio se stiamo dentro...”», una battuta in cui c’è tutto il periodo che i bianconeri stanno vivendo, con una infermeria che resta piena, ma che, anche grazie alla sosta, andrà progressivamente a svuotarsi, nonostante i gravi infortuni traumatici costringeranno Yildiz, Thuram, Locatelli e Grabara a tornare verso la fine del 2026 nel caso del talento turco e nel 2027 per quanto riguarda gli altri.
Scherzi a parte
Robe da “Scherzi a parte” anche quando, a margine dell’incontro a Lissone tra gli allenatori di Serie A e il team arbitrale guidato da Orsato, Spalletti è quasi scivolato dopo aver salutato i cronisti, per poi riderci su con chi lo aveva involontariamente urtato mentre andava a caccia di selfie: «Era fallo eh... M’ha dato una legnata!», ha detto il tecnico di Certaldo, sorridendo e posando per le foto con tutti.
Del resto la Juve vincente e convincente con l’Atalanta consente a Spalletti di approcciarsi alla lunga sosta per le Nazionali con uno spirito positivo: è quasi un peccato fermarsi adesso che i bianconeri avevano trovato il ritmo e il piglio giusto, nei risultati e nel gioco sul campo, però forse è anche meglio così per provare a recuperare, oltre a Kolo Muani che sarà a disposizione alla ripresa, anche Cambiaso e Cabal, mentre per gli altri, compresi Boga e Ekhator attesi per i primi di novembre, ci vorrà ancora tempo. Così la Juve di Spalletti può continuare a lavorare, anche se senza undici calciatori convocati dalle rispettive Nazionali: più forte della iella. E degli spifferi.
TORINO - Più forte della “sfiga” e pure dei “gufi”, la Juve di Luciano Spalletti. Fa effetto pensare che, se non ci fosse stata la sosta, i bianconeri in questi giorni si sarebbero ritrovati a preparare una nuova partita con nove calciatori infortunati, in una escalation tragicomica di infortuni che si vanno a sommare di continuo. L’ultimo è il dito rotto della mano destra di Kolo Muani, caduto male durante la vittoria sull’Atalanta di domenica sera, fasciato sul momento e poi valutato con attenzione attraverso esami strumentali: una frattura sulla quale intervenire subito, per il quinto intervento chirurgico, tra quelli già effettuati e quelli ancora da svolgere, a calciatori della Juventus in cinque giornate di campionato.
Kolo Muani, l'operazione
Ieri è stato operato, appunto, Kolo Muani al J Medical dal dottor Loris Pegoli, specialista della chirurgia della mano e del polso, come spiegato nel comunicato ufficiale del club: «Durante il primo tempo della partita di domenica contro l’Atalanta, Randal Kolo Muani ha subito un trauma al quinto dito della mano destra. Gli esami effettuati dopo la gara hanno evidenziato una frattura della falange prossimale e pertanto si è reso necessario un intervento chirurgico di osteosintesi. L’operazione è perfettamente riuscita e il calciatore sarà regolarmente a disposizione».
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