Conceicao, nuova idea: così può cambiare la Juve! E quel gesto inosservato dice tutto

2026/09/09

Categories: sports

9 settembre 2026, 07:32 

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C’è un frangente di Juventus-Milan che rappresenta in maniera piuttosto nitida la sua crescita. Sul piano mentale e della leadership: quando Gatti realizza l’1-1, il suo primo pensiero è quello di riportare il pallone a centrocampo. Se fosse dipeso da lui non ci sarebbe stato tempo per esultare. Chico Conceiçao, dopo il pareggio, era convinto di poter ancora battere il Milan, di riuscire completare una rimonta simile a quella perfezionata dalla Roma il giorno prima contro l’Atalanta. Un segnale di maturità importante, un attimo da grande giocatore di una grande squadra.

L’atteggiamento c’è: impeccabile come sempre. Ma stavolta è lui a voler prendere per mano i compagni, anche per come si sono messe le cose in questo momento. L’emergenza infortuni imperversa in casa Juve: oggi può essere il giorno del ritorno in campo di Weston McKennie, sì, ma da qui ai prossimi tre mesi i bianconeri dovranno fare a meno di giocatori come Yildiz, Thuram e Locatelli. A questi si è aggiunto pure Boga, che ne avrà per un mese circa.

Chico Conceicao, il volto più positivo della Juve

Ecco allora che contro il Sassuolo si prefigura un cambio di gerarchie: Conceiçao, se non dovesse essere schierato McKennie dall’inizio (oggi ipotesi complicata, anche se mancano ancora quattro giorni alla sfida del Mapei Stadium), rappresenterebbe l’identikit del giocatore più esperto sulla trequarti bianconera. Quello con più Juve sulle spalle: naturalmente più di Alajbegovic, ovviamente più di Nico Gonzalez e pure di Kolo Muani, alla ricerca di un gol che lo aiuterebbe a sbloccarsi anche sul piano psicologico. La stessa cosa che spera di vivere anche Chico: i due pali colpiti contro Parma e Milan denotano coraggio e personalità.

L'unico con più dribbling...

Ci ha provato, in tutti i modi, a sbloccare entrambe le partite. Anche da fuori area, anche con lampi che avrebbero meritato maggiore fortuna. Quella che si era faticosamente costruito a Frosinone con l’assist pennellato per la testa dell’amico Bremer. Chico è senza dubbio il volto più positivo della nuova Juve: ogni pallone che transita nel reparto offensivo lo trova sempre sul pezzo. Costantemente pronto a dar vita ad un’azione potenzialmente pericolosa. Spalletti gli chiede di andare oltre il compitino e Conceiçao ci sta riuscendo, non soltanto provando. In Serie A l’unico ad aver tentato più dribbling di lui è Giorgi Kvernadze del Frosinone: 15-14 per il georgiano.

Sta bene e gode della massima fiducia da parte di tutto il mondo Juve: ora non ha mai paura di azzardare la giocata, di andare a creare superiorità numerica saltando l’uomo. Manca ancora soltanto un dettaglio a Chico: il gol. No, non è una minuzia per il suo ruolo. Il conteggio da quando veste la maglia bianconera non è lusinghiero rispetto a quanto crea in ogni singola partita: 11 in 85 partite disputate in tutte le competizioni. Pochi.

Ma sa benissimo di poter fare di più e non smette di ripeterselo: «Il calcio è così, sto migliorando nel tiro. Però questi due pali mi fanno riflettere: per pochi centimetri tutti avrebbero potuto definirmi un bomber. Questo è il calcio, lo so, devo migliorare per fare questi 5-10 centimetri a destra o sinistra e segnare: è questo quello che voglio».

Conceicao capopolo: "Cos'ha fatto il Milan più di noi? Niente"

Anche l’impatto ai microfoni ha subito un cambiamento. Una svolta verso un Conceiçao certamente più assertivo: «Penso che avremmo meritato di vincere, questa è la verità. Ma chiedo: cosa ha fatto il Milan più di noi? Niente. Abbiamo colpito un palo con l’occasione che ho avuto io. Avremmo meritato la vittoria, ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo continuare il nostro cammino, la strada è lunga». Ragiona da capopopolo, sapendo di dover fare di più. E cercando di essere un esempio di mentalità per i compagni: buon sangue familiare non mente, certo, ma ha già l’impronta carismatica del giocatore di spessore. Di chi sa di dover essere decisivo, soprattutto d’ora in avanti: senza Yildiz il primo a cui Spalletti busserà alla porta sarà sempre Chico.

C’è un frangente di Juventus-Milan che rappresenta in maniera piuttosto nitida la sua crescita. Sul piano mentale e della leadership: quando Gatti realizza l’1-1, il suo primo pensiero è quello di riportare il pallone a centrocampo. Se fosse dipeso da lui non ci sarebbe stato tempo per esultare. Chico Conceiçao, dopo il pareggio, era convinto di poter ancora battere il Milan, di riuscire completare una rimonta simile a quella perfezionata dalla Roma il giorno prima contro l’Atalanta. Un segnale di maturità importante, un attimo da grande giocatore di una grande squadra.

L’atteggiamento c’è: impeccabile come sempre. Ma stavolta è lui a voler prendere per mano i compagni, anche per come si sono messe le cose in questo momento. L’emergenza infortuni imperversa in casa Juve: oggi può essere il giorno del ritorno in campo di Weston McKennie, sì, ma da qui ai prossimi tre mesi i bianconeri dovranno fare a meno di giocatori come Yildiz, Thuram e Locatelli. A questi si è aggiunto pure Boga, che ne avrà per un mese circa.

Chico Conceicao, il volto più positivo della Juve

Ecco allora che contro il Sassuolo si prefigura un cambio di gerarchie: Conceiçao, se non dovesse essere schierato McKennie dall’inizio (oggi ipotesi complicata, anche se mancano ancora quattro giorni alla sfida del Mapei Stadium), rappresenterebbe l’identikit del giocatore più esperto sulla trequarti bianconera. Quello con più Juve sulle spalle: naturalmente più di Alajbegovic, ovviamente più di Nico Gonzalez e pure di Kolo Muani, alla ricerca di un gol che lo aiuterebbe a sbloccarsi anche sul piano psicologico. La stessa cosa che spera di vivere anche Chico: i due pali colpiti contro Parma e Milan denotano coraggio e personalità.

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