Otto figli e il rischio di restare senza casa: “Commenti agghiaccianti”

2026/07/20

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Redazione

Redazione 20 luglio 2026 13:35

La storia di una famiglia con otto figli minorenni che cerca casa riaccende a Bologna il dibattito sulle politiche abitative e sul sostegno ai nuclei numerosi. 

"Questo messaggio non è solo contro il Comune. È contro la cattiveria di certi giudizi", scrive Giovanni Favia sui social, intervenendo dopo la diffusione della vicenda. Nella "cittápiùprogressistad’italia, nel giro di trenta minuti, i commenti più votati erano tutti di critica sferzante ai genitori, colpevoli, secondo molti, di aver fatto tanti figli. Praticamente una vittimizzazione secondaria". Favia si scaglia in particolare contro le reazioni apparse sotto la notizia: “Mi sono immaginato quella coppia, già provata da tutti i loro problemi quotidiani e dal non sapere sotto quale tetto dormire, leggere quei commenti giudicanti e pieni di bile - continua - trovo quei commenti agghiaccianti".

L'ex 5 stelle, tornando recentemente in campo, in vista delle elezioni amministrative del 2027, riflette anche sulla denatalità. "Quei due genitori andrebbero ringraziati in un paese che ha un tasso di fertilità che ci porterà alla rovina. Siamo passati dal 'fare figli è un merito' al ‘fare figli è una colpa’. Sono scelte loro, non fanno male a nessuno e, se hanno un ISEE basso, vanno aiutati, come lo Stato aiuta tossicodipendenti, disoccupati e persone senza tetto. E non giudica: aiuta chi è in difficoltà", prosegue Favia.

"Qui, invece, che colpa avrebbero, se non quella di aver fatto qualcosa che comporta per loro mille sacrifici e rinunce personali e che, in futuro, porterà solo che un beneficio a tutta la società? Perché un Paese senza bambini è un Paese senza futuro", conclude.

Ugolini: "Distanza tra gli annunci e la realtà"

Sulla vicenda interviene anche la consigliera regionale ed ex sfidante di Michele de Pascale, Elena Ugolini, che concentra le critiche sulle politiche abitative dell'amministrazione: "Colpisce il contrasto tra la Bologna raccontata dall’amministrazione Lepore e quella che vivono tante famiglie. Da una parte i tagli di nastro per nuovi progetti di cohousing, come quello dell’ex Clinica Beretta, destinati a percorsi costruiti su criteri altamente selettivi; dall’altra una famiglia con otto figli che rischia lo sfratto senza trovare risposte adeguate".

Secondo Ugolini, "è difficile non vedere la distanza tra una politica che comunica molto e una realtà che continua a lasciare indietro chi ogni giorno lavora, cresce dei figli e chiede semplicemente di poter vivere con dignità".

"Il tema non è essere contrari a nuove forme di abitare condiviso - precisa - Il problema è capire quali siano oggi le vere priorità. Se sei un’attivista e rientri in determinati percorsi può capitare che venga costruito un progetto abitativo su misura; se sei una normale famiglia numerosa, anche con otto figli, rischi di trovarti sola di fronte allo sfratto".

"In una città che affronta un inverno demografico sempre più grave, questa è una sperequazione che non possiamo accettare. Le famiglie vanno sostenute con i fatti, non con gli slogan", aggiunge Ugolini.

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Ugolini chiede quindi un cambio di impostazione nelle politiche abitative, a partire dall'accesso all'edilizia residenziale pubblica: "Servono punteggi che valorizzino realmente la natalità, le giovani coppie e le famiglie numerose, riconoscendo il valore sociale di chi sceglie di mettere al mondo e crescere dei figli".

"Un Comune lungimirante investe sulle famiglie, perché investire sulle famiglie significa investire sul futuro della comunità", conclude Ugolini.

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