Un commissario straordinario dotato di poteri speciali, un piano eccezionale di assunzioni e la costituzione dell’Azienda ospedaliera autonoma. Sono le misure chieste dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, per accelerare l’apertura del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, la cui entrata in funzione, secondo l’ultimo cronoprogramma ufficiale, non è prevista prima del 2028.
«Siamo arrivati ai primi di settembre e l’ospedale San Cataldo continua a essere un monumento all’inefficienza e ai ritardi della Regione», attacca Perrini. Per il consigliere regionale è «inaccettabile» che una struttura considerata strategica per la sanità ionica rimanga ancora inutilizzata mentre aumentano le liste d’attesa e il personale sanitario è sottoposto a turni particolarmente gravosi.
Perrini ricostruisce una vicenda segnata, a suo giudizio, da continui rinvii e da previsioni di apertura progressivamente slittate. «In tutti questi anni abbiamo assistito ad annunci e promesse rimaste al palo», afferma l’esponente di Fratelli d’Italia. Il consigliere richiama anche l’impiego temporaneo degli spazi esterni della struttura durante i Giochi del Mediterraneo.
«L’unica utilità che il San Cataldo ha avuto finora – sostiene – è stata mettere a disposizione il grande parcheggio per la logistica dei Giochi. Per fortuna abbiamo avuto la manifestazione, altrimenti anche quell’area sarebbe rimasta inutilizzata. Ma Taranto non ha bisogno di un semplice parcheggio: serve un ospedale perfettamente operativo», chiosa Perrini. L’appunto è indirizzato direttamente al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, al quale l’esponente di opposizione chiede «un atto di discontinuità con il passato».
La proposta è quella di nominare immediatamente un commissario straordinario che si occupi esclusivamente del completamento del San Cataldo. Una figura che, nelle intenzioni del consigliere, dovrebbe disporre di poteri specifici per accelerare i lavori residui, le procedure di collaudo, le certificazioni e il reclutamento del personale. «I cittadini di Taranto non possono più attendere – aggiunge Perrini –. Se Decaro ha a cuore la tutela della salute pubblica e la dignità del nostro territorio – afferma -, prenda in mano la situazione senza ulteriori indugi. Il tempo degli annunci è finito: servono fatti concreti per l’immediata apertura del San Cataldo».
Accanto alla nomina del commissario, Perrini rilancia la costituzione dell’Azienda ospedaliera autonoma San Cataldo, guidata da un proprio direttore generale e separata dalle altre incombenze affidate all’Asl di Taranto. Il nuovo assetto, secondo il rappresentante di Fratelli d’Italia, dovrebbe essere accompagnato da un piano straordinario di reclutamento. «Servono medici, infermieri e operatori sanitari per garantire un’adeguata risposta alla domanda di salute», sottolinea Perrini.
Il personale rappresenta infatti uno dei nodi centrali per l’avvio del nuovo presidio: non sarà sufficiente completare gli impianti e installare le apparecchiature, ma occorrerà garantire organici adeguati per rendere operativi reparti, servizi diagnostici e attività di emergenza. La ultime previsioni ufficiali sono state illustrate nel maggio scorso durante una seduta congiunta delle commissioni Sanità e Bilancio del Consiglio regionale.
La relazione tecnica depositata dall’Asl di Taranto stabilisce due diverse scadenze. La struttura dovrebbe essere completata, arredata, dotata delle grandi apparecchiature e delle necessarie certificazioni tra giugno e ottobre del 2027. L’attivazione vera e propria del nuovo ospedale è invece indicata entro il primo trimestre del 2028, quindi tra gennaio e marzo. Un orizzonte temporale che Perrini considera troppo lontano rispetto alle attuali difficoltà della sanità tarantina e alla lunga attesa che accompagna la realizzazione dell’opera.
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