Ordigni bellici rinvenuti sulle Dolomiti: al via la campagna di

2026/08/04

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TRENTO. E' iniziata in questi giorni l'attività di bonifica da ordigni operata dal 2° reggimento Genio Guastatori della Brigata Alpina "Julia", impegnati ad alta quota nelle operazioni di neutralizzazione dei residuati bellici rinvenuti sulle Dolomiti, mirata a tutelare l'incolumità della collettività, garantire la piena libertà di movimento a escursionisti, alpinisti e operatori della montagna e preservare la delicatezza dell’ambiente alpino.

"La particolarità di queste attività risiede nella necessità di coniugare spiccate capacità di intervento sui residuati bellici - scrive l'Esercito in una nota ufficiale -, indispensabili per l’individuazione e la messa in sicurezza dei manufatti, con solide competenze alpinistiche, essenziali per muoversi ed effettuare interventi tecnici in zone impervie, ad altitudini elevate e su terreni particolarmente impegnativi".

Gli operatori Cmd (Conventional Munition Disposal) dell’Esercito hanno già completato la neutralizzazione di quattro ordigni in diverse località. Tra le principali figura quella condotta nel comprensorio del Menador, suggestivo percorso storico - militare situato all'interno del territorio comunale di Caldonazzo, dove hanno provveduto a inertizzare un proietto di bombarda da 90 mm risalente alla Prima Guerra Mondiale, individuato casualmente all'interno di un dirupo a seguito di un incidente stradale (Qui articolo).

Un altro significativo intervento ha interessato il settore tra Cima del Frate e Forcella Fierollo, nel comune di Bieno, in Valsugana, dove sono stati rimossi vari proietti d’artiglieria da 75 mm, ripristinando la piena fruibilità di un frequentato tracciato alpinistico. Parallelamente, le squadre dell'Esercito sono impegnate in Val de Je, all’interno del Parco Naturale di Sennes, nel comune di Marebbe, per la neutralizzazione di una granata d’artiglieria da 75/13 risalente al secondo conflitto mondiale.

Le complesse operazioni sul campo rappresentano il frutto di un'articolata e collaudata pianificazione fra le diverse istituzioni locali, resa possibile dal costante coordinamento tra i Commissariati del Governo di Trento e di Bolzano e il Comando Territoriale Nord dell’Esercito con sede a Padova.

La stagione estiva costituisce il periodo operativo ideale per intervenire nell'ambiente dolomitico, poiché consente di sfruttare le migliori condizioni meteorologiche per operare in quota. Il contesto operativo rimane tuttavia estremamente complesso, caratterizzato da ambienti impervi, fondi boschivi, balze rocciose e zone segnate dal progressivo ritiro e dalla fusione dei ghiacciai. Propriamente questi mutamenti ambientali favoriscono il costante affioramento dei residuati, che emergono sia in modo puntuale sia in vaste porzioni di territorio.

"L'efficacia dell'intera campagna - conclude l'Esercito - si regge su una solida rete di cooperazione e supporto che coinvolge il Nucleo Elicotteri del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco della Provincia Autonoma di Trento, gli elicotteristi dell’Esercito del 4º reggimento AVES "Altair" di Bolzano, le Forze dell’Ordine impegnate nel garantire la cornice di sicurezza a valle e i team del Soccorso Alpino operativi in quota. Tale dispositivo permette di raggiungere celermente i luoghi dei rinvenimenti e di approcciare i manufatti in totale sicurezza anche nelle aree più inaccessibili".

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