Ora DanielMaldini si scrive e si legge tutto attaccato  - L’Unione Sarda.it

2026/09/20

Categories: world-news

Il protagonista.

21 settembre 2026 alle 00:23

Sotto i riflettori. Come gli era successo solo ai tempi del Milan, quando si affacciava alla prima squadra rossonera con quel cognome pesante sulle spalle che - soltanto a sentirlo pronunciare dallo speaker di San Siro - trasmetteva emozioni speciali ma anche aspettative, troppe aspettative, inevitabilmente. Nel frattempo, ha cambiato cinque squadre tra Spezia, Empoli, soprattutto Monza, Atalanta e Lazio prima di sbarcare nell’Isola e riprendersi la scena, soprattutto in campo, ma non solo. Non è stata una settimana semplice da gestire, per lui e per il Cagliari in generale. Il suo gol a Udine non è un caso, ha detto l’allenatore Pisacane nel post gara. Non lo è nemmeno il fatto che abbia segnato per la prima volta in Serie A in tre partite di fila, magari. E non lo è pure la chiamata in Nazionale di Mancini che ha chiuso un occhio su quanto successo due weekend fa a Milano pur di poterlo visionare dal vivo per due settimane intere. Così oggi DanielMaldini resta il figlio di una leggenda, certo, ma si scrive e legge tutto attaccato.

Step by step

Talento cristallino, alla soglia dei 25 anni (li compirà proprio il giorno di Cagliari-Juventus, l’11 ottobre) sembra aver trovato l’ambiente e il contesto tecnico-tattico ideali per poter finalmente metterlo a reddito. E la fiducia incondizionata di Pisacane se l’è conquistata sin dal primo allenamento. Bravo il tecnico napoletano a trovargli da subito una posizione ideale per il suo estro, bravo lui a sfruttarla. Primo step, quello più naturale, superato a occhi chiusi, dunque. È in corso ora una metamorfosi mentale, sulla quale sta battendo forte l’allenatore, che poi è quella che può portarlo a diventare un attaccante completo e tra i più incisivi anche in chiave azzurra.

Il Principe Guerriero

Non solo giocate sopraffine e gol pesanti, ma anche tanto lavoro sporco in fase difensiva per garantire sempre e comunque gli equilibri della squadra. E il suo contributo senza palla - paradossalmente - è fondamentale quanto quello sotto porta. Un Principe Guerriero, insomma. Magari quel capocannoniere che il Cagliari cerca da anni e che aveva trovato solo in parte con Roberto Piccoli (arrivato a quota dieci). In sole quattro partite di cui tre dall’inizio, Maldini ha già segnato quasi la metà dei gol realizzati da Sebastiano Esposito (sette) in un campionato intero la scorsa stagione. E oggi è il simbolo del Cagliari che sogna l’Europa a occhi aperti.

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