Operazione ’Zenigata’. Arrivata a Ravenna una nuova droga sintetica molto pericolosa

2026/07/29

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Si chiama Mdmb-Pinaca. Le verifiche partite dal sequestro di un ragazzo sospettato di avere sottratto 25 chili di hashish a 4 giovani a Porto Corsini.

Si chiama Mdmb-Pinaca. Le verifiche partite dal sequestro di un ragazzo sospettato di avere sottratto 25 chili di hashish a 4 giovani a Porto Corsini.

Si chiama Mdmb-Pinaca. Le verifiche partite dal sequestro di un ragazzo sospettato di avere sottratto 25 chili di hashish a 4 giovani a Porto Corsini.

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L’inchiesta era partita da una pagina dell’applicazione cinese ‘Potato Chat’ sulla quale venivano pubblicati listini, foto delle sostanze e istruzioni per gli ordini. E si è trasformata una delle più importanti indagini antidroga degli ultimi anni della squadra Mobile ravennate. Tanto che nel complesso ha portato a 13 arresti in flagranza, al sequestro di circa 72 chili tra hashish, marijuana, cocaina, codeina liquida e sigarette elettroniche con derivati della cannabis e a più di 38 mila euro ritenuti provento dello spaccio. Tra lo stupefacente finito sotto chiave, figura anche l’Mdmb-Pinaca: un cannabinoide sintetico ad altissima potenza e molto pericoloso che a Ravenna si è probabilmente affacciato solo ora. Non solo: l’incipit dell’indagine è più che inquietante tanto da avere lasciato presagire l’esistenza di un gruppo di giovani dediti allo spaccio con modalità definite da gangster (un procedimento poi passato alla Dda di Bologna). Ottobre 2024: un giovane era stato fatto salire su un’auto da quattro ragazzi, sequestrato, malmenato e minacciato con una pistola perché accusato di avere sottratto 25 chili di hashish custoditi a Porto Corsini.

L’indagine, coordinata dal pm Raffaele Belvederi, ha permesso di ricostruire una ramificata organizzazione dedita allo spaccio con un sistema di vendita che sfruttava social network e applicazioni di messaggistica criptata attraverso il canale denominato ‘la selezione di Lupin’. Non a caso l’operazione è stata battezzata ‘Zenigata’, dal nome del celebre ispettore dei cartoni animati. In totale sono 20 gli indagati; ieri mattina sono state eseguite tre misure cautelari: due agli arresti domiciliari e un obbligo di dimora sul territorio comunale con divieto di uscire la notte (tra le 21.30 e le 6.30) emesse dal gip Janos Barlotti rispettivamente a carico di un 23enne di Ravenna (avvocato Francesco Papiani), un 29enne di Faenza (avvocati Lorenzo e Giacomo Valgimigli) e un 22enne di Ravenna (avvocato Giorgio Vantaggiato).

Le indagini erano scattate nel marzo 2025 quando gli investigatori avevano individuato il canale di vendita. Una volta identificato il possibile gestore dell’e-commerce, gli inquirenti avevano iniziato a ricostruire l’intera filiera. I primi riscontri erano arrivati già nell’aprile 2025 con l’arresto di due giovani italiani incensurati trovati con mezzo chilo tra hashish e marijuana e oltre 2.000 euro. Erano scattate intercettazioni telefoniche e ambientali. E a luglio 2025 era stati arrestati altri due giovani ravennati ritenuti rispettivamente corriere e magazziniere: entrambi incensurati, erano stati sorpresi mentre con la vettura di uno dei due erano intenti a trasportare marijuana; la perquisizione era stata estesa anche al deposito dove erano stati scovati circa 9 chili di hashish e infiorescenze di marijuana sigillate in pacchetti sottovuoto. Erano stati rinvenuti pure due flaconcini di codeina liquida e diverse confezioni di sigarette elettroniche all’aroma di marijuana. In seguito altri giovani erano stati denunciati in quanto ritenuti driver o magazzinieri.

Nel settembre 2025 in arresto era finito un ferrarese che, a seguito di perquisizione a Goro, era stato trovato con un chilo e mezzo tra hashish e marijuana. Sempre in quel mese erano stati sequestrati cinque chili di hashish suddivisi in 50 panetti da 100 grammi: in tale occasione era stato arrestato un giovane foggiano fermato a Forlì da una pattuglia della Stradale su indicazione dei colleghi ravennati subito dopo essersi rifornito. Nello stesso mese erano stati eseguiti altri due arresti in prossimità della stazione di Livorno: in quella occasione uno dei principali indagati, pedinato dalle Narcotici ravennate e labronica, aveva fatto una consegna a domicilio: sotto chiave c’erano finiti circa 11 chili tra hashish e marijuana. A fine ottobre 2025 a Cotignola erano stati arrestati un giovane italiano e uno romeno: incensurati, rispettivamente magazziniere e driver. A seguito di perquisizione, erano stati sequestrati circa 21 chili tra hashish e marijuana, oltre a 19 mila euro.

L’ultima fase dell’indagine ha visto l’esecuzione nell’aprile 2026 di dieci decreti di perquisizione realizzati in diverse località della provincia nonché a Borgo Tossignano e a Cesena: in tale contesto erano stati arrestati altri due giovani italiani trovati uno con 16.5 chili di hashish e l’altro con 130 grammi di marijuana, 207 grammi di hashish e 1,2 grammi di cocaina oltre a 1.500 euro. Altre cessioni erano state ricostruite a Imola, Granarolo, San Giovanni in Marignano, Dozza, Classe, Conselice, San Savino, Barbiano e Santa Maria Spallicci. Il gip tra le varie cose nella sua ordinanza ha sottolineato che non si tratta di ’droga parlata’, come si suole indicare nel gergo giudiziario lo stupefacente dedotto dalle intercettazioni. Nel nostro caso cioè, grazie alle intercettazioni, gli inquirenti hanno potuto osservare in diretta le cessioni: ovvero scambi di involucri a fronte della consegna di danaro.

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