OpenAI, un dipendente saudita arrestato dall’Fbi: “Nascondeva un registratore in ufficio”

2026/10/13

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Abdulrahman Alfozan avrebbe nascosto il dispositivo all’interno di della carta igienica

OpenAI ha riferito che un suo dipendente, un cittadino saudita di 35 anni, è stato arrestato dall’Fbi negli Usa a seguito del ritrovamento di un dispositivo di registrazione che era stato nascosto negli uffici dell’azienda. “Abbiamo scoperto un sofisticato dispositivo di registrazione nascosto all’interno di uno dei nostri uffici. Abbiamo utilizzato i nostri modelli per analizzare il dispositivo e risalire alla sua provenienza, individuando che era stato piazzato da un dipendente alcuni giorni prima. Abbiamo segnalato il caso all’Fbi e siamo grati agli agenti e ai pubblici ministeri che hanno agito rapidamente per procedere all’arresto. L’indagine dell’Fbi è ancora in corso e continueremo a sostenere il loro lavoro”, ha riferito OpenAI in un post su X, aggiungendo che “al momento non abbiamo indicazioni che questa persona abbia avuto accesso in modo improprio o abbia sottratto pesi dei modelli, codice sorgente o dati dei clienti”. “Il dipendente è stato licenziato”, aggiunge l’azienda.

“Prendiamo molto sul serio la protezione della nostra tecnologia, dei nostri dati e delle nostre persone, considerandola una questione di importanza nazionale. Il nostro programma di sicurezza è progettato per proteggere da un’ampia gamma di attori minacciosi, dai rischi interni ai criminali informatici fino agli Stati-nazione, e questo caso è un esempio di come l’intelligenza artificiale possa aiutare ad affrontare queste sofisticate minacce alla sicurezza”, si legge ancora nel post si OpenAI.

We discovered a sophisticated recording device that was hidden inside one of our offices. We used our models to understand the device and where it had come from, identifying that a specific employee had planted it a few days earlier. We referred the matter to the FBI, and we’re grateful to the agents and prosecutors who moved quickly to make an arrest. The FBI’s investigation is ongoing and we will continue to support their work. At this time, we have no indications of this individual inappropriately accessing or exfiltrating model weights, source code, or customer data. The employee was terminated. We take protecting our technology, data, and people seriously, and as a matter of national importance. Our security program is designed to protect against a wide range of threat actors, from insider risks to cybercriminals to nation states, and this case is an example of how AI can help address these sophisticated security threats.

— OpenAI Newsroom (@OpenAINewsroom) October 13, 2026

Il registratore nascosto nella carta igienica

Il dispositivo di registrazione è stato rinvenuto il 30 settembre in una sala conferenze nascosto in della carta igienica e inserito in una porta USB sul retro di un televisore. È quanto risulta da una denuncia penale presentata presso il tribunale federale di San Francisco, secondo cui il dipendente, identificato come Abdulrahman Alfozan, è stato arrestato venerdì. Stando a quanto risulta dalla denuncia, sebbene la sala conferenze in cui è stato rinvenuto il dispositivo di registrazione non fosse dotata di telecamere al momento dell’installazione, le riprese delle telecamere a circuito chiuso all’interno degli uffici dell’azienda hanno rivelato che Alfozan si è trovato nei pressi della sala conferenze in una mezza dozzina di occasioni il mese scorso, nonostante non avesse alcuna autorizzazione ad accedere a quell’area. L’azienda ha successivamente installato una telecamera nella sala che, secondo l’Fbi, la scorsa settimana ha ripreso Alfozan mentre entrava e controllava dietro il televisore dove era installato il dispositivo di registrazione. 

La denuncia afferma inoltre che l’uomo avrebbe effettuato numerose ricerche sugli indirizzi degli edifici dell’azienda, sulle sale riunioni, sulla loro capienza e sui calendari. Prima del suo arresto della scorsa settimana, secondo la denuncia, Alfozan avrebbe lasciato una borsa incustodita in un’altra stanza dell’edificio, contenente il suo portafoglio, i documenti d’identità e un altro dispositivo di registrazione. Martedì Alfozan è comparso per la prima volta in tribunale con l’accusa di aver utilizzato o tentato di utilizzare un dispositivo elettronico, meccanico o di altro tipo per intercettare comunicazioni orali.

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