Open Space: il cane, il miglior amico del videogiocatore

2026/10/11

Categories: gaming

Ciecamente fedeli, anche quando non ce lo meriteremmo; sempre pronti a difenderci, a consolarci e ad accoglierci al nostro rientro facendoci le feste per strapparci un sorriso e rendere meno grigie anche le giornate più buie, in cui tutto sembra precipitare e in cui si pensa di aver toccato il fondo. E in cambio non vogliono nulla, se non un pizzico d'amore, cura e del buon cibo, e magari un po' di coccole che non fanno mai male. Se lo chiedete a me, accogliere un cane è una delle decisioni migliori che si possano prendere nella vita, e ve lo dice uno che, per motivi mai compresi, ha passato l'infanzia terrorizzato da ogni cane che gli abbaiava di fianco per strada.

C'è chi non può, e quello è un altro discorso, e chi lo fa in maniera superficiale, pensando di avere a che fare con un peluche da manovrare a comando, e non con un essere vivente, ma c'è un motivo se il cane viene spesso definito il migliore amico dell'uomo. Dell'uomo sì, inteso come specie umana, ma anche del videogiocatore. Con un "curriculum" così, i nostri amati amici a quattro zampe non potevano che trovare tanto spazio anche all'interno del mondo videoludico, a volte con ruoli da veri e propri protagonisti, altre rendendo ancora più memorabili e coinvolgenti delle epiche avventure.

Quando vedi un cane così come fai a non portarlo con te?

In questo appuntamento con Open Space, mi sono divertito a provare a ricordare alcuni tra i cani - e specie più o meno affine - più memorabili che hanno graziato le lande del videogioco. Quella che segue non vuole essere una lista onnicomprensiva e nemmeno una classifica, ma solo uno spunto per chi avesse voglia di accarezzare virtualmente questi adorabili animali, che se esiste un account Twitter chiamato "Can You Pet the Dog?" seguito da quasi 500.000 persone, ci sarà un motivo. Prendete il guinzaglio e andiamo a farci questa bella passeggiata!

Cani e GDR, un binomio vincente

Forse è a causa dei party numerosi, forse è per la loro natura di viaggi in cui avere un compagno d'avventura in più fa sempre bene, ed ecco che i giochi di ruolo sono il terreno più fertile per l'apparizione di cani con vocazioni più o meno da protagonisti. E se si parla di GdR è giusto partire da Final Fantasy, che con la sua lunga storia ha ospitato diversi animali memorabili, partendo da Red XIII di Final Fantasy VII che non sarà proprio un cane tradizionale ma, visto che è lui stesso a definirsi tale, entra di diritto in questa lista.

Angelo cannone, la mossa speciale di RInoa in Final Fantasy VIII in tutto il suo splendore.

C'è poi Torgal, che accompagna in battaglia Clive, il protagonista della storia epica medioevale di Final Fantasy XVI, in cui è possibile giocare solo nei panni del protagonista ma che non poteva comunque farsi mancare un aiutante a quattro zampe. Menzione d'onore per Angelo, il cane di Rinoa in Final Fantasy VIII, sia per la sua utilità nelle mosse speciali della ragazza che per il suo nome completo, Sant'Angelo di Roma, nonostante si tratti di una cagnolina! Restando in zona GdR giapponesi, impossibile non citare Koromaru, lo shiba inu di Persona 3, tornato anche nel recente remake; ma anche in Occidente non ci siamo fatti mancare la nostra dose di cani partendo proprio dal Cane (questo il suo nome in-game) di Dragon Age: Origins, un Segugio da Guerra Mabari, vero e proprio membro del party e validissimo combattente.

Cani robot, ma sempre cani, come kei-9 in mass effect 3.

Nell'altra serie di Bioware, Mass Effect, uno pseudo cagnolino c'è, anche se robotico. Mi riferisco a KEI-9, nel terzo capitolo, ma è solo una piacevole aggiunta che non ha reali funzioni all'interno del gioco. Per Undertale e i suoi numerosi canetti ci sarebbe da scrivere un articolo apposito; cito solo l'Annoying Dog, il cagnolino bianco avatar dello stesso Toby Fox, sviluppatore del gioco; e un trattato tutto suo lo meriterebbe anche Dogmeat, il cane che rappresenta uno dei simboli più riconoscibili di Fallout, la serie di videogiochi postapocalittica oggi nelle mani di Bethesda.

Cani in guerra

La guerra, purtroppo, ha sempre fatto parte della millenaria storia dell'uomo e anche in questo caso i cani non potevano mancare. Tra i protagonisti del memorabile e orgogliosamente anti-bellico titolo di Ubisoft, Valiant Hearts: The Great War, c'è Walt, il Doberman Pincher di supporto medico durante il terrore della prima guerra mondiale; un faro di speranza, supporto e affetto in uno dei periodi più oscuri del secolo scorso. Di guerre moderne, invece, si parla per Riley di Call of Duty: Ghosts, membro a tutti gli effetti del team dei fantasmi, capace di scovare esplosivi ma anche di sgominare i nemici: una vera e propria macchina da combattimento.

può sembrare un paradosso, ma negli orrori della prima guerra mondiale è proprio Il cane a farsi portatore di un pizzico di umanità.

Forse, però, quando si parla di cani in missione una missione speciale la merita D-Dog, in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. Riconoscibile dalla benda sull'occhio destro, che condivide con il suo proprietario, questo cagnolino è molto utile per diversi scopi, come sa bene chi ha giocato l'ultima avventura a firma Kojima della serie di Metal Gear. Un dettaglio? Se Snake muore in combattimento, il povero DD è l'unico a mostrare una reazione, ululando per la disperazione; perciò fate attenzione quando giocate: non vorrete intristire un cagnolino, no?

Cani parlanti (o addirittura cantanti!)

I cani nei videogiochi non sono sempre animali da compagnia; anzi, spesso hanno caratteristiche assai più antropomorfe. Bill Grey in Star Fox, oltre ad essere un bulldog, rappresenta un validissimo pilota, mentre il Barista della serie Rhythm Paradise è sempre a disposizione per una bella chiacchierata tra un minigioco basato sul ritmo e l'altro.

Ma il vip di questa sezione non può che essere PaRappa the Rapper, protagonista dell'omonimo gioco, uno dei titoli cult della prima PlayStation; una gemma che andrebbe riscoperta, non fosse altro per lo stile artistico davvero unico e per il suo ruolo seminale rispetto al genere d'appartenenza.

Nintendogs e gli altri cani della casa di Mario

Nintendo merita una sezione tutta sua quando si parla di cani. Si parte obbligatoriamente con Nintendogs, un titolo che ha permesso a tanti bambini (e non solo a loro) di poter realizzare il sogno di accudire il proprio cucciolo su Nintendo DS con versioni dedicate alle varie razze canine. Un seguito su 3DS, Nintendogs + Cats, ha provato a replicarne la magia ma senza riscuotere lo stesso successo. Uno storico cane Nintendo è invece quello inconfondibile e sghignazzante che fa da sfondo alle sessioni di caccia in Duck Hunt, su NES, ricordato soprattutto per il suo utilizzo della NES Zapper, la pistola che portava le sale giochi in casa tanti anni fa.

The Top 25 Nintendo DS Games
Una delle killer app più efficaci di Nintendo Ds: Nintendogs, che non è riuscito a ripetere la magia su 3ds.

Qualcun altro? Oltre al già citato Bill di Star Fox ci sono Poochy di Yoshi's Island e Oatchi in Pikmin 4 ma il mio preferito è probabilmente il Poltercucciolo, il cucciolo fantasma di Luigi's Mansion, primo mini-boss nel secondo capitolo e poi alleato nel terzo. Non so voi, ma trovo l'immagine di Luigi mentre accudisce il suo cagnolino fantasma perfetta, nel comunicare tutto ciò che rende speciale la serie; non penso che Nintendo se ne sia scordata, visti i milioni di copie piazzate su Nintendo Switch, ma io un nuovo Luigi's Mansion lo vorrei prima di subito!

Guardate quanto è adorabile il poltercucciolo di luigi's mansion.

Sempre di Nintendo si parla, anche se in "comproprietà", entrando in argomento Pokémon, e lì di cani e canidi ce ne sono un'infinità a partire da Growlithe e Arcanine nella prima generazione. Mi piace però citare alcuni tra gli ultimi arrivati: Mabosstiff, evoluzione di Maschiff, protagonista della storyline relativa alle spezie di Pokémon Scarlatto e Violetto con il suo padrone, Pepe, alla disperata ricerca di una cura per guarire il suo inseparabile e fedele amico. Ci sono poi Greavard e Houndstone, due Pokémon spettro, e come spesso accade per le creature di questo tipo nascondono un'origine un po' triste e oscura, a simboleggiare i tanti cagnolini che non sono più tra noi.

Non proprio cani

Brevissima escursione in un tris composto da creature che, forse, non saranno esattamente cani, ma secondo me meritano comunque di far parte di questo elenco. Il primo è il "good boy" per antonomasia di Hades, Cerberus, l'amicone di Zagreus e guardiano dell'Ade pronto a farsi da parte senza ostacolarci nella nostra corsa per uscire dall'oltretomba. C'è poi Trico, daThe Last Guardian, forse il gioco meno celebrato di Fumito Ueda; titolo caratterizzato da uno sviluppo lungo ma che ha comunque tanto da dire.

Per finire, ho lasciato volutamente proprio uno degli ultimi arrivati: Kuu, di Beast of Reincarnation, il validissimo alleato di Emma nella lotta alla Piaga che sta corrompendo e distruggendo il mondo. Il gioco di Game Freak forse non sarà il capolavoro auspicato da molti, ma ne ho sentito parlare bene e sono particolarmente curioso di recuperarlo.

L'ultimo gioco di Game freak, Beast of reincarnation, mette al centro della trama il rapporto tra emma e kuu.

In chiusura, vi invito a quello di condividere il vostro cane virtuale preferito, che sia tra quelli che ho citato oppure no, sperando di non aver lasciato fuori la porta qualche amico a quattro zampe che non se lo meritava. Anche io, come penso diversi di voi, ho la mia bella "signorina" a farmi da migliore amica: una creatura speciale dal folto pelo nero che ha iniziato a colorarsi di sfumature bianche proprio mentre è successo lo stesso alla mia barba. Ecco, questo articolo lo dedico a lei, che mi ha lasciato un incolmabile vuoto dentro da quel maledetto giorno d'agosto in cui se n'è andata, senza preavviso e in poche ore; e anche a Pikachu, il mio cane di veneranda età - oltre sedici anni - che abbiamo salutato poco dopo, e già dal nome tradiva la passione di famiglia per Pokémon e videogiochi. Non ero in casa, in quel momento, e non so se riuscirò mai a perdonarmelo, mia cara Lilo; avrei voluto accompagnarti anche nel tuo ultimo viaggio, so che mi avresti voluto al tuo fianco. Mi mancherà non trovarti allungando la mano per una carezza mentre gioco in poltrona, spero di averti restituito almeno un decimo di quello che sei riuscita a darmi tu. Ciao, Lilo, grazie di tutto!

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