Dalla Leopolda nel 2025 all’obiettivo 3% alle Politiche con il Progetto Civico Italia (PCI), che sembra poter mettere in difficoltà i piani riformisti dell’ex rottamatore

Alessandro Onorato

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"Vi chiedo un applauso altrettanto forte per un altro di quelli bravi… È un ottimo assessore ai Grandi Eventi, al Turismo e alla Moda del Comune di Roma ed è un promettente politico". È il 4 ottobre 2025, edizione tredicesima della Leopolda, a parlare è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che così introduce, in termini diremmo entusiastici (Uno che inizia le proprie manifestazioni e chiama Achille Lauro… Non è che si fa introdurre da Al Bano e Romina) Alessandro Onorato, assessore alle Grandi Varie ed Eventuali della Capitale.
"Er Beppe Conte der Pd", ci viene descritto malignamente da chi, il contesto è dovuto, non lo ama. Una certa fisionomia in effetti si riscontra; l’eloquio da sottobosco romano, il fighettismo da sottobosco romano, il capello liscio e lungo di chi è nato a Ostia ma avrebbe preferito Roma Nord, l’abbigliamento curato anche quando casual, quel sentore di aria fritta che si diffonde nell’aere quando ‘er Conte’ dei Democratici, chissà perché vicino a Goffredo Bettini, prende parola. Quest’anno, peraltro, alla Leopolda non ci sarà e almeno lì non prenderà parola, perché un anno dopo lo Stratosferico Assessore è già diventato un renziano nemico del popolo, con quel suo progetto, Progetto Civico Italia (PCI), che sembra poter mettere in difficoltà i piani riformisti dell’ex rottamatore. Uno, Renzi, che non ama la concorrenza, neanche quella piccina.
‘Er Conte’, da ora in poi soltanto Conte Bis per rapidità, si è presentato sulla scena politica nazionale con una certa burbanza, oltretutto, con una certa immaginazione. Fantasia al potere, o quasi: “Se ci candideremo alle politiche supereremo tranquillamente il 3 per cento” ha detto Onorato a Rai Radio1, ospite di “Un giorno da pecora”, dove si è già autoassegnato la potenziale delega a ministro dello Sport, preferita, dice a quella del Turismo: "A meno che non si possa accorpare". Insomma, Onorato non si è ancora candidato ma già ha pronta la sua scrivania governativa. Anche lui è in una sorta di bettiniana e contiana modalità irenico-pacifista. Lo spunto arriva sempre dall’Ucraina, va da sé. "Io non amo quei politici che fanno i fighi" sulle armi in Ucraina, ha detto Onorato. "Calenda è uno di questi, lo dico con simpatia, lui continua a dire ‘armi a oltranza, andiamo al fronte’, è contro gli obiettori di coscienza, ma il massimo che ha difeso è il motorino a piazza Euclide. Forse è il caso di non scherzare, alle nuove generazioni va lasciato un mondo di pace".
C’è sempre quel dettaglio, che sfugge agli aspiranti Mister Italia, che la pace si fa in due e che il signor Vladimir Putin non ha alcuna intenzione di rinunciare a ciò che crede essere suo di diritto, ovvero un pezzo dell’Ucraina. Ma tant’è. Pronta la replica, via Twitter o come si chiama ora, di Carlo Calenda: "L’organizzatore di eventi (e partitini) di Goffredo Bettini parla di Ucraina e fa già ridere così. ‘Andiamo al fronte’ non solo non l’ho mai detto ma segnalo che gli ucraini non hanno mai chiesto a noi di combattere per loro. Suggerirei ad Onorato di rimanere nella sua ‘area di conforto’, e parlare di concerti, aiuole e tornei di golf". La liberal democrazia non è un pranzo di gala.
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