Introduzione
Il mio viaggio nel Western Australia comincia nel più romantico dei modi: un “battesimo” aborigeno. È Darren “Capes” Capewell, discendente dei Malgana, a indicarmi il mio nuovo nome. Per tutta la durata della permanenza nella sua Terra io sarò “Wyrrigia”, l’Oceano. Il suo canto primordiale e il suono del didgeridoo sotto le stelle, nel bush di Monkey Mia, sono uno dei ricordi emotivamente più impattanti che mi porto a casa dai miei 8 giorni dall’altra parte del mondo.
Te ne accorgi subito che stai per affrontare un viaggio lontano. Lo schermo in aereo indica chiaramente la tratta. Roma-Perth no stop: un volo diretto di 16 ore (operato da Qantas, la compagnia di bandiera australiana) che dopo aver lasciato lo scalo di Fiumicino e attraversato Grecia, Egitto, Penisola Arabica, Oman, Maldive e chilometri di mare (tantissimi chilometri di mare) atterra nella Capitale del Western Australia, la “metropoli più isolata del mondo”.
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Quello che devi sapere
A Perth, la "City of Light" che è la metropoli più isolata del mondo
Affacciata sull’Oceano Indiano e, paradossalmente, più vicina a Bali che a Sydney, Perth è una città dalle due anime (LA CAPITALE DEL WESTERN AUSTRALIA TRA EREDITÀ ABORIGENA E MODERNITÀ). I grattacieli del Financial District fanno da sfondo ai sentieri di Kings Park, uno dei parchi urbani più grandi al mondo (da scoprire con una guida di The Hike Collective), per centinaia di anni luogo simbolo delle cerimonie aborigene. In città la statua del guerriero Yagan, simbolo della resistenza indigena contro la colonizzazione britannica, fronteggia la nuovissima sede della Edith Cowan University e Stories, un imponente polo gastronomico multilivello che ospita 9 bar, 3 ristoranti e una birreria. Ma è quando mi lascio alle spalle il bagliore della “City of Light” che inizia il vero viaggio nella natura più incontaminata di questa parte di Continente. Con oltre 20.000 chilometri di coste e una biodiversità unica, il Western Australia offre spettacoli naturali mozzafiato: un territorio aspro, scolpito da gole rocciose millenarie; una delle barriere coralline costiere più lunghe del mondo dove nuotare a stretto contatto con i “giganti gentili del mare”, gli squali balena. E poi migliaia di guglie calcaree che emergono dalle dune di sabbia gialla del deserto, una laguna rosa e imponenti pareti di arenaria rossa che si affacciano sulle anse del fiume Murchison.
LA CURIOSITÀ: Nel 1962, l'astronauta John Glenn divenne il primo americano a orbitare intorno alla Terra. Quando passò sopra il Western Australia, tutti gli abitanti di Perth accesero le luci di casa e i lampioni per salutarlo. Glenn vide la città brillare intensamente dallo spazio e la ribattezzò "City of Light"
DA FARE: Tour della street art di Perth con l'operatore locale Oh Hey! WA
Perth dal Kings Park
Le dune bianche di Lancelin
A poco più di 100 chilometri a nord di Perth troviamo una delle tappe naturalistiche più amate della Coral Coast: le Lancelin Sand Dunes. Imponenti colline di sabbia bianchissima famose per il forte contrasto visivo con il vicino Oceano Indiano, sono uno dei luoghi più noti in Australia dove praticare sandboarding, il cosiddetto "snowboard sulle dune". Queste immense dune di sabbia bianco-candida si estendono per oltre 200 ettari e presentano ripide discese con angoli fino a 45 gradi. L'accesso alle dune è gratuito ed è possibile noleggiare facilmente una tavola nei negozi locali.
LA CURIOSITÀ: Grazie all'incredibile contrasto cromatico, le dune di Lanclein erano usate dagli aborigeni come punto di orientamento visibile a molti chilometri di distanza.
Lancelin Sand Dunes
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Il deserto dei Pinnacoli
Situato nel Nambung National Park, a 200 chilometri a nord di Perth, il deserto dei Pinnacoli (Pinnacles Desert) è una straordinaria distesa composta da migliaia di colonne calcaree che si stagliano su sabbia color oro. Formatisi 3,5 milioni di anni fa dall'accumulo di frammenti di gusci e organismi marini (quando l'area era sommersa dall'oceano) successivamente modellati dall'erosione del vento e della pioggia, questi pilastri di pietra rappresentano, per la tradizione degli aborigenti Noongar, i resti di uomini risucchiati dalle sabbie mobili per aver violato la terra sacra (Werinitj). Il tramonto e l'alba offrono spettacolari giochi di luce che accendono la roccia di tonalità arancioni, mentre la notte, grazie alla totale assenza di inquinamento luminoso, è il momento più rinomato per lo stargazing, l'osservazione delle stelle. Considerati i primi astronomi della storia, con tradizioni di osservazione celeste che risalgono a oltre 65.000 anni fa, gli aborigenti australiani molto prima dei Greci e delle civiltà mesopotamiche utilizzavano il cielo notturno come un preciso calendario e una mappa fondamentale per la sopravvivenza nell'outback.
LA CURIOSITÀ: I pinnacoli sono rimasti nascosti sotto le dune di sabbia per millenni. Il vento ha svelato nuovamente queste formazioni solo intorno al 1650, quando i primi navigatori olandesi le avvistarono scambiandole inizialmente per le rovine di un'antica città.
DA FARE: Partecipare al Pinnacles Sunset Dinner and stargazing tour
Deserto dei Pinnacoli
Cervantes e la pesca dell'aragosta
Poco più a nord troviamo Cervantes, cittadina costiera che deve il suo nome a una baleniera americana che naufragò lungo la costa nel 1844. Porta d'accesso principale per il celeberrimo deserto dei Pinnacoli, è riconosciuta coma la "Capitale dell'aragosta". Al civico 37 di Catalonia Street troviamo Lobster Shack, premiato quest'anno come il miglior ristorante di aragoste del Western Australia. Qui, è possibile fare una passeggiata guidata sopra le vasche di lavorazione industriale per scoprire come i crostacei vengono pescati, selezionati e spediti vivi in tutto il mondo e, soprattutto, pranzare (o cenare) vista oceano. Simbolo del turismo gastronomico e della pesca locale (la prima al mondo a ricevere la certificazione di sostenibilità del Marine Stewardship Council nel 2000), la "Western Rock Lobster" (scientificamente nota come Panulirus cygnus) rappresenta la risorsa ittica più preziosa di questa parte di continente. Sia la pesca commerciale che quella ricreativa sono regolate da quote fisse: limiti di dimensione (massimo 3 chilogrammi), divieto di cattura delle femmine con uova e l'obbligo di usare nasse speciali dotate di sistemi per evitare di ferire altri animali (come i leoni marini).
LA CURIOSITÀ: Quando a metà del XX secolo nacque formalmente la cittadina di Cervantes, si pensò erroneamente che il nome omaggiasse il celebre scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte. Per questo motivo, tutte le strade della città hanno nomi spagnoli (es. Aragon Street, Seville Street).
DA FARE: Partecipare al Lobster Catching Tour di Lobster Shack
La pesca dell'aragosta di Lobster Shack
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Geraldton, la "Capitale del windsurf e del kitesurf"
Conosciuta come Jambinu in lingua Wajarri e forte di quasi 40mila abitanti, Geraldton rappresenta uno dei centri urbani principali e il fulcro economico della Coral Coast. Situata a 400 chilometri a nord di Perth, è famosa in tutto il mondo per essere la "Capitale del windsurf e del kitesurf" grazie alla presenza costante dei venti. Nata come porto di spedizione di lana e grano, Geraldton ha origini storiche che combinano una millenaria presenza indigena con la successiva colonizzazione ed esplorazione europea avvenuta nel XIX secolo. Il primo europeo ad esplorare la zona su cui sorge l'odierna città fu George Edward Grey nel 1839 che scoprì un giacimento di piombo lungo il corso del fiume Murchison. La miniera che venne aperta prese il nome di Geraldine in onore dell'allora governatore Charles Fitzgerald. La vista più completa sulla città e sulla baia si ha dall'HMAS Sydney II Memorial, un imponente monumento sul Mount Scott dedicato a un cacciatorpediniere australiano affondato durante la seconda guerra mondiale che commemora i 645 marinai dispersi con una cupola formata da 645 gabbioni d'argento.
LA CURIOSITÀ: Il Point Moore Lighthouse di Geraldton è un faro a righe rosse e bianche, alto 34 metri, acceso nel 1878. È il primo faro in metallo costruito sulla terraferma australiana, assemblato come un gigantesco meccano con pezzi prefabbricati in Inghilterra.
DA FARE: Passeggiare lungo il sentiero pedonale della Beresford Foreshore per ammirare la Horizon Ball dall'artista Lucy Humphrey (conosciuta localmente anche come "The Big Marble"), una sfera acrilica trasparente del diametro di 1,5 metri riempita con 1.800 litri d'acqua che, grazie alle proprietà fisiche di rifrazione, capovolge completamente la visuale del paesaggio permettendo di ammirare l'oceano a testa in giù.
Il Point Moore Lighthouse di Geraldton
Hutt Lagoon, il "lago rosa"
A poco più di 5 ore di auto a nord di Perth (e a una trentina di minuti a sud di Kalbarri), nei pressi della cittadina di Port Gregory, troviamo la Hutt Lagoon, il "lago rosa" del Western Australia, universalmente nota per la strordinaria colorazione confetto delle sue acque. Protagonista della zona è la Dunaliella salina, microalga celebre per la sua capacità di sopravvivere in ambienti a salinità estrema e per essere una delle fonti naturali più ricche di beta-carotene al mondo. Quando si trova in condizioni di forte stress salino e intensa radiazione solare, accumula enormi quantità di questo pigmento protettivo, colorando le acque di una suggestiva tonalità rosa-arancio. Nelle acque della laguna nuotano anche miliardi di piccoli crostacei chiamati Artemia Parthenogenetica (noti anche come "scimmie di mare") che, nutrendosi dell'alga, assumono una colorazione rosata accentuando visivamente la tonalità pastello del lago.
LA CURIOSITÀ: La Hutt Lagoon ospita l'impianto commerciale di microalghe più grande al mondo (esteso su circa 250 ettari). Qui l'alga viene coltivata artificialmente per estrarre il beta-carotene naturale, utilizzato a livello globale come colorante alimentare, integratore di vitamina A e ingrediente nei cosmetici.
DA FARE: Guidare lungo la George Grey Drive, la strada panoramica che costeggia il lago, per ammirare il paesaggio o prenotare un volo panoramico in piccoli aerei turistici per apprezzare il contrasto tra il colore del lago, le dune di sabbia e il blu dell'Oceano Indiano.
La Hutt Lagoon
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Il Kalbarri National Park
A circa 6 ore di auto da Perth, lungo la Coral Coast Highway, c'è una delle riserve naturali più affascinanti e geologicamente ricche d'Australia: il Kalbarri National Park. Situato su un'area di oltre 183.000 ettari, è caratterizzato da maestose gole in arenaria rossa e bianca scavate dal fiume Murchison e da imponenti scogliere che si tuffano direttamente nell'Oceano Indiano. Tra punti panoramici più suggestivi c'è sicuramente la Nature's Window (la "Finestra della Natura"), un'apertura naturale nell'arenaria che incornicia il panorama fluviale sottostante e lo Kalbarri Skywalk, una avveniristica piattaforma sospesa nel vuoto a 100 metri d'altezza (inauguarata nel 2020) che fuoriesce di 25 e 17 metri oltre il bordo del canyon regalando una vista mozzafiato sulla gola. Durante la primavera australe (da luglio a ottobre), il parco si accende con la fioritura di oltre 12.000 specie di piante selvatiche. Tra queste spiccano la "Zampa di gatto di Kalbarri" (Kalbarri catspaw) e orchidee rarissime che non crescono in nessun altro luogo del pianeta.
LA CURIOSITÀ: Nel 1629, in seguito al sanguinoso ammutinamento della nave olandese Batavia, due marinai ribelli furono abbandonati come punizione nei pressi della foce del Wittecarra Creek, sulla costa del Kalbarri National Park, diventando di fatto i primi europei a sbarcare permanentemente in Australia. Non furono mai più ritrovati.
DA FARE: Andare al Red Bluff, il punto più alto della costa del parco. Dal belvedere (il Red Bluff Lookout) si gode di una vista straordinaria sulle spiagge di arenaria rossa e, tra giugno e novembre, è un punto perfetto per avvistare le balene in migrazione.
La Nature's Window nel Kalbarri National Park
Shell Beach
A una cinquantina di chilometri a sud-est di Denham, nella riserva di Shark Bay (patrimonio Unesco per la biodiversità ospitata e per le caratteristiche geologiche), troviamo una delle meraviglie naturali più suggestive al mondo: Shell Bay. Si tratta di una delle pochissime spiagge in cui la sabbia è interamente sostituita da miliardi di minuscole conchiglie bianche che appartengono a una sola specie di piccolo mollusco, il Fragum erugatum (noto come "Cockle di Shark Bay"). Lunga decine di chilometri, con una profondità che arriva ai 10 metri, Shell Beach è una delle località più fotografate del Western Australia e fa da cornice a un'acqua limpidissima con un alto grado di salinità. In questo tratto di Oceano Indiano, infatti, si galleggia come nel Mar Morto.
LA CURIOSITÀ: All'inizio del Novecento, le conchiglie compattate venivano tagliate in blocchi calcarei (chiamati coquina) e utilizzate come mattoni per costruire gli edifici della vicina città di Denham perché leggeri, facili da tagliare e ottimi isolanti termici.
DA FARE: Dopo aver passeggiato lungo Shell Beach, visitare la chiesa anglicana di St. Andrew by the Sea e l'Old Pearler Restaurant di Denham edificati con i mattoni di conchiglie.
Shell beach
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Monkey Mia e l'incontro a riva con i delfini
845 chilometri di strada separano Perth da Monkey Mia, nella penisola di Peron, all'interno della riserva marina di Shark Bay, la prima zona del Western Australia ad essere stata inserita nella lista dei patrimoni Unesco nel 1991. Chiamata in lingua locale "Gutharraguda", che significa "due acque", questa zona è da oltre 40mila anni la casa degli aborigeni Malgana e Nhanda ed è stata usata per secoli come base per la pesca delle perle. Ed è proprio all'abitudine dei pescatori di dare da mangiare ai delfini che si deve l'avvicinamento alla riva di questi animali. Da oltre 60 anni, infatti, ogni mattina un gruppo di tursiopi dell'Indo-Pacifico (noti come "delfini dal naso a bottiglia") si avvicina spontaneamente a riva per interagire con gli umani e ricevere una piccola razione di cibo. Gli incontri sono gestiti in modo etico e protetto dai ranger del Parks and Wildlife Service. È severamente vietato toccare gli animali, nuotare con loro o dare cibo non autorizzato, mantenendo un approccio totalmente "hands-off". Solo a un ristrettissimo numero di delfini adulti (esclusivamente femmine con una storia tracciata) viene offerto del pesce: la quantità è limitata a circa il 10% del loro fabbisogno giornaliero per assicurarsi che continuino a cacciare autonomamente.
LA CURIOSITÀ: Il termine "Mia" è la parola aborigena per "casa", mentre l'origine del termine "Monkey" ("scimmia") è incerta. Molto probabilmente deriva dalle scimmie domestiche possedute dai primi pescatori di perle accampatisi nel luogo o dal nome della goletta "Monkey" che attraccò lì nel 1834.
DA FARE: Se durante il giorno Monkey Mia regala panorami mozzafiato, è al calar del sole che è possibile entrare in contatto con l'essenza di chi abita queste terre da migliaia di anni. Darren “Capes” Capewell, discendente degli aborigeni Malgana e proprietario di Wula Gura Nyinda Eco Adventures, propone il Didgeridoo Dreaming Night Tour, un'esperienza sotto il cielo stellato nel bush di Monkey Mia al suono di uno degli strumenti musicali più antichi del mondo.
Delfini a riva a Monkey Mia
Il Francois Peron National Park
Wulyibidi per i nativi Malgana, il Francois Peron National Park è un parco nazionale situato sulla penisola di Peron dove le dune di sabbia rosso fuoco dell'outback incontrano le spiagge di sabbia bianca e le acque turchesi dell'oceano. L'area, uno dei luoghi più selvaggi e cromaticamente spettacolari del pianeta, prende il nome dall'omonimo naturalista ed esploratore francese che fu zoologo nelle spedizioni in Australia guidate da Nicolas Baudin nel 1801 e nel 1803. Cape Peron è il punto più occidentale ed estremo della penisola. Noto per le falesie di sabbia rossa che si "tuffano" nel mare, regala una vista a 360 gradi sull'oceano. Tra i punti panoramici più suggestivi del parco anche lo Skipjack point. Dalle due piattaforme sospese sulla scogliera è possibile avvistare squali, dugonghi, mante, tartarughe, delfini e grandi banchi di pesci. Un sentiero escursionistico di un chilometro e mezzo (il Wanamalu Trail) si snoda lungo il ciglio della scogliera collegando Skipjack Point a Cape Peron.
LA CURIOSITÀ: Tra le dune del Francois Peron National Park vive il Thorny Devil ("diavolo spinoso"), una piccola lucertola dall'aspetto preistorico interamente ricoperta di spine coniche totalmente innocua. Si nutre esclusivamente di formiche: può ingerire 2500 insetti al giorno grazie alla sua lingua estroflessibile e appiccicosa restando fermo.
DA FARE: Prima di diventare un parco nazionale nel 1993, il Francois Peron Nationa Park era una gigantesca stazione per l'allevamento delle pecore. Oggi, presso la storica Peron Heritage Precinct, ci si può immergere in una vasca termale artasiana open-air. L'acqua caldissima (circa 40 °C) viene pompata direttamente dal sottosuolo e originariamente serviva per abbeverare il bestiame.
Francois Peron National Park
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Dirk Hartog Island e il progetto ecologico "Return to 1616"
Terminiamo il nostro viaggio nel Western Australia a Dirk Hartog Island che rappresenta il punto più a ovest dell'intero Continente e si estende per circa 80 chilometri di lunghezza. Data la sua posizione geografica, offre l'esperienza unica di ammirare l'ultimo tramonto sul territorio continentale australiano. Prima di diventare area protetta, l'isola ha vissuto epoche legate al commercio di perle e alla pastorizia ovina. Oggi l'intera superficie fa parte del fa parte del Dirk Hartog Island National Park ed è al centro di una delle iniziative di ripristino ambientale più ambiziose al mondo: il progetto ecologico "Return to 1616" che mira a riportare l'ecosistema dell'isola allo stato naturale in cui si trovava nel 1616, anno in cui fu avvistata per la prima volta dal navigatore olandese Dirk Hartog. Secoli di sfruttamento pastorale hanno introdotto capre e pecore, distruggendo la vegetazione nativa. L'introduzione di gatti selvatici ha poi decimato la fauna locale, portando all'estinzione sull'isola di 10 delle 13 specie di mammiferi originarie. Il piano del governo australiano prevede il rilascio controllato di 12 specie di mammiferi e una specie di uccello.
Meta leggendaria per gli amanti dell'avventura "off the grid" e del fuoristrada, l'isola è raggiungibile da Denham grazie alle barche di Island Life Adventure. Tra i punti più suggestivi dell'isola ci sono Cape Inscription, il punto dove Dirk Hartog sbarcò nel 1616, e il Blowhole ("sfiatatoio marino") situato lungo le scogliere della costa occidentale.
LA CURIOSITÀ: Per testimoniare il suo passaggio a Cape Inscription nell'ottobre del 1616, il navigatore olandese Dirk Hartog inchiodò a un palo di legno un piatto da pranzo in peltro con inciso un testo commemorativo. Ritrovato nel 1697 dall'esploratore Willem de Vlamingh, è esposto oggi al Rijksmuseum di Amsterdam e rappresenta il più antico manufatto europeo mai rinvenuto sul suolo australiano.
DA FARE: Prima di lasciare l'isola recarsi all'Inscription Bar & Cafe, il bar più a ovest di tutta l'Australia, per una "Gin tasting experience”: un assaggio di spiriti profondamente legati alla storia di Dirk Hartog Island che vengono aromatizzati con erbe del posto raccolte a mano, come la rosa selvatica di Shark Bay (Shark Bay wild rose), l'atriplice (Old man saltbush) e il sale marino locale.
Dirk Hartog Island
Dall'hotel di design alla tenda fronte oceano: dove dormire
Che si tratti di un albergo di ultima generazione a Perth o di una tenda a pochi metri dall'oceano a Dirk Hartog Island, il Western Australia offre sistemazioni abitative per tutti i gusti (e tutte le tasche). Negli ultimi anni la scena alberghiera della capitale dello Stato ha vissuto una massiccia espansione e un profondo rinnovamento, trainata da investimenti miliardari e dall'arrivo di prestigiosi marchi internazionali. Tra le strutture più nuove l'Hyde Perth Hotel, inaugurato a marzo di quest'anno al numero 37 di Pier Street (all'interno di un edificio restaurato degli anni Sessanta), è caratterizzato da un'atmosfera ispirata ai club di Los Angeles e vanta 121 camere, una piscina e il ristorante di ispirazione mediterranea FARR. A pochi chilometri dall'ingresso del deserto dei Pinnacoli, a Cervantes, il Pinnacles Edge Resort offre invece monolocali e appartamenti con una o due camere così come il Kalbarri Edge Resort, a poca distanza dal Kalbarri National Park. Situato direttamente sulla spiaggia di Monkey Mia dove ogni mattina è possibile assistere all'avvicinamento a riva dei delfini, il Rac Monkey Mia Dolphin Resort offre opzioni per ogni budget: dalle piazzole per camper e roulotte alle camere con vista giardino e fronte oceano fino ancora alle ville. Soluzione super esclusiva (nonchè unica) a Dirk Hartog Island è il Dirk Hartog Island Eco Lodge situato a Homestead Bay. Ricavata dai vecchi alloggi dei tosatori dell'isola e interamente ristrutturata in pietra locale, la struttura combina un'atmosfera rustica con un comfort di altissimo livello. A disposizione degli ospiti 6 camere e due tende glamping montate direttamente sulla sabbia, a pochissimi metri dall'acqua.
Glamping al Dirk Hartog Island Eco Lodge
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Aragosta, barramundi e carne di canguro: dove mangiare
Frutti di mare, crostacei, carne di canguro e di manzo. La scena gastronomica del Western Australia unisce l'eccellenza delle materie prime locali alle influenze culinarie provenienti da altre parti del mondo. Protagonisti indiscussi dei menu lungo la Coral Coast Highway sono il Barramundi, il pesce d'acqua dolce e salata più iconico d'Australia, e la Western Rock Lobster, l'aragosta spinosa della costa occidentale. Al cartoccio o arrostito, il primo è il protagonista del menu di Finlay's Kalbarri, rinomato ristorante (e birreria artigianale) sulla Coral Coast che propone anche "Chilli Mussels" ("cozze al peperoncino"), calamari fritti e fish&chips. L'aragosta invece è un must al Lobster Shack di Cervantes e da The Cray Seafood & Grill Restaurant a Perth, vincitore per quattro anni consecutivi del titolo di Miglior Ristorante di aragoste del Western Australia. Per un'esperienza più informale e "divertente" da Kickin' Inn, nel centro di Perth, il crostaceo viene servito in stile Cajun: cotto in sacchetti speciali con salse speziate e rovesciato direttamente sul tavolo per essere mangiato con guanti e bavaglio. Per gli amanti della carne, quella di canguro è molto magra (circa il 2% di grassi), ricca di proteine, ferro e omega-3. Si mangia sotto forma di hamburger al Boughshed Restaurant all'interno del RAC Monkey Mia Dolphin Resort o come tartare al Cervantes Bar & Bistro, a pochi chilometri dall'ingresso del deserto dei Pinnacoli. Per uno spuntino veloce lungo la strada, da premiare l'iniziativa di una coppia bresciana che vive da anni a Geraldton, la "Capitale del windsurf": il loro Saltdish propone un menu con influenze mediterranee e si pranza tra barattoli di pelati e pacchi di farina per la pizza.
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