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- Omicidio di Somma, la mamma di Federico: “Non cercate un eroe, lui era altruista per natura”
La mamma racconta Federico Venco, ucciso senza un motivo. E spiega di non provare rancore: “Ho ritrovato la fede, il buon Dio mi ha preparata”

Mamma Patrizia con i figli per la laurea di Elena; Federico è il primo a sinistra

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Samarate (Varese), 6 agosto 2026 – “Non provo rancore. Il bene ha vinto sul male”. In una vicenda segnata da una morte assurda, sono le parole di Patrizia Venco a lasciare il segno. La madre di Federico – il trentaseienne travolto e ucciso a Somma Lombardo dall’ex compagno di una sconosciuta in difficoltà, che lui si era fermato ad aiutare venendo scambiato per un rivale in amore – racconta il proprio dolore con serenità.
La villetta di Samarate si trova nella piccola frazione di San Macario, dove i Venco li conoscono tutti. Patrizia aveva già perso il marito Ermanno, colpito da un malore mentre sciava nel 2010 in Val Formazza.
“Sono serena, sono lieta”, afferma. E subito chiarisce il significato di quella parola che potrebbe sembrare incomprensibile davanti a una tragedia così grande come l’omicidio di un figlio. “Lieta significa che il dolore non mi ha schiacciata”. Una forza che nasce dalla fede. “Quattro mesi fa, non sarei stata così. Ho fatto un cammino spirituale e ringrazio il buon Dio perché mi ha preparata ad affrontare questa prova”.

Federico Venco (a sinistra) è stato travolto e ucciso in auto da Mirko Bertellini
Non c’è odio nelle sue parole, neppure nei confronti di Mirko Bertellini, il quarantaquattrenne in carcere. “Non provo rancore – ripete con convinzione – Dio ha preparato me e ha preparato anche Federico”. Patrizia Venco non nasconde che la tragedia sia difficile da accettare. “Devo ancora metabolizzare quello che è accaduto”, ammette.
La mamma di Federico rivolge un appello a chi sta raccontando la storia del figlio. “Non cercate un eroe – dice – Federico era semplicemente così”. Quel gesto che gli è costato la vita non è stato un atto eccezionale ma il riflesso della sua natura. Il trentaseienne era abituato ad aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio: anche durante una lunga riabilitazione dopo un grave incidente in moto, usciva con le stampelle per fare visita agli anziani soli del suo paese.
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