Omicidio di Nurjan Dalipaj a​​​​​​ Vescovato, interrogato l’assassino: “Una vicenda tragica. Mi sento molto scosso”

2026/08/07

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Il 32enne Mattia Miraglia, sentito in carcere, ha risposto a tutte le domande fornendo la propria versione su come è arrivato a uccidere il rivale in amore nel Cremonese

Domenica sera il camionista Mattia Miraglia ha accoltellato alla gola Nurjan Dalipaj e ferito gravemente il fratello

Domenica sera il camionista Mattia Miraglia ha accoltellato alla gola Nurjan Dalipaj e ferito gravemente il fratello

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Vescovato (Cremona), 7 agosto 2026 – È stato interrogato ieri mattina in carcere Mattia Miraglia, 32 anni, autotrasportatore siciliano, da una decina di anni residente a Vescovato. È accusato dell’omicidio di Nurjan Dalipaj, ucciso con un coltellata alla gola, e di tentato omicidio del fratello ventenne, raggiunto da un fendente all’addome. Miraglia è assistito dall’avvocato Vittorio Antonio Genovese, legale di Napoli procuratogli dal padre, che ieri è arrivato a Cremona e ha preso parte all’interrogatorio a Ca’ del Ferro, dove il gip Elisa Mombelli si è recata per ascoltarlo. Con lei anche il pm Giannangelo Maria Fagnani.

In attesa del processo

Alla fine dell’interrogatorio il difensore ha riferito che Miraglia ha raccontato fatti e antefatti, mentre il giudice si è riservata la decisione, anche se non dovrebbero esserci sorprese: Miraglia resterà in carcere ad attendere il processo. Nel frattempo è stata eseguita l’autopsia su Dalipaj e il medico legale Andrea Verzelletti, che ha ricevuto l’incarico dalla Procura, ha chiesto novanta giorni per rispondere ai quesiti.

Il fratello di Nurjan sta meglio

Una buona notizia arriva dall’ospedale dove è ancora ricoverato il fratello di Nurjan, ferito gravemente domenica. I medici lo hanno operato per ridurre le conseguenze della ferita da arma da taglio e gli hanno salvato la vita. Adesso il ragazzo, che ha vent’anni, è stato dichiarato fuori pericolo, anche se resta sotto osservazione.

Quanto alle risposte che Mattia Miraglia ha dato al giudice, secondo l’avvocato Genovese il proprio assistito è apparso molto scosso, ma ha fornito la sua versione dei fatti, ricostruendo l’accaduto e raccontando anche incontri ravvicinati precedenti in merito alla ragazza della gelateria di Cremona dove è nata la lite poi terminata con l’accoltellamento.

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