Ok a decreto prestiti, nuove le regole per chi paga a rate: le novità

2026/08/28

Categories: business-finance

Cambiano le regole per banche, società finanziarie, intermediari ed esercenti che offrono pagamenti rateali. A cambiare le regole è il decreto del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 agosto, in attuazione della riforma del credito al consumo.

La novità non riguarda soltanto i tradizionali prestiti personali, ma interviene anche sulle formule di pagamento dilazionato utilizzate nei negozi e negli acquisti online.

Indice

Come cambiano i finanziamenti tutelati

Il decreto prestiti del Cicr modifica la soglia del credito al consumo, che sale da 75.000 a 100.000 euro. In recepimento della direttiva Ue 2023/2225, con il Testo Unico bancario è stato cioè esteso il perimetro di tutela per tutti i finanziamenti richiesti da persone fisiche per scopi estranei alla propria attività imprenditoriale o professionale, fino – appunto – a  100.000 euro.

Per questa fascia di prestiti di importo medio-alto:

Inoltre, la normativa ha esteso l’attenzione anche ai micro-crediti e alle dilazioni di pagamento digitali, come il buy now, pay later, inserendoli in un quadro di maggiore sorveglianza.

Nuove regole per i pagamenti a rate

Con le nuove regole entrate in vigore:

Per i piccoli prestiti, ovvero quelli di importo inferiore a 200 euro, è stata introdotta una clausola anti-frazionamento per evitare l’aggiramento normativo. Quindi, qualora un’unica operazione economica venga suddivisa in più contratti, i crediti frazionati verranno sommati e considerati come un importo unico.

Le eccezioni

Nonostante l’estensione generale delle regole, restano fuori dalla normativa sul credito al consumo alcune specifiche casistiche, ovvero le dilazioni:

Pubblicità dei prestiti: arriva l’avvertimento

Anche per le pubblicità sui finanziamenti devono essere rispettate precise condizioni. In particolare, la riforma ha stabilito che gli annunci relativi ai contratti di credito dovranno contenere un’avvertenza chiara e visibile sul costo dell’indebitamento.

La formula prevista dalla disciplina è: “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro”, oppure un’espressione equivalente. In questo modo si punta a rendere immediatamente evidente al consumatore che il finanziamento non coincide semplicemente con la disponibilità immediata di liquidità, ma comporta un costo complessivo.

Le informazioni dovranno inoltre essere presentate in primo piano e accompagnate da un esempio rappresentativo il più possibile coerente con il contratto pubblicizzato.

Infine, vengono vietate alcune tecniche pubblicitarie considerate potenzialmente fuorvianti. Non sarà possibile, per esempio:

Più controlli sulla capacità di rimborso

La riforma rafforza poi il principio del merito creditizio. Il finanziatore deve cioè effettuare una valutazione approfondita della capacità del consumatore di sostenere gli impegni assunti, per prevenire concessioni irresponsabili e situazioni di sovraindebitamento.

Il credito dovrebbe quindi essere concesso quando dall’analisi emerge che il consumatore sarà verosimilmente in grado di rispettare gli obblighi previsti dal contratto. In questa fase:

Recesso più lungo e rimborsi più alti

Infine, se il consumatore non ha ricevuto le condizioni contrattuali e le informazioni previste dalla legge, le nuove regole prevedono che:

Restano escluse da queste condizioni le imposte e le spese pagate direttamente dal consumatore a un soggetto terzo.

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