
Dovrà essere lui il leader del pacchetto arretrato del Bologna di Tedesco .

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Un anno fa Torbjorn Heggem fu il regalo di Ferragosto che Sartori e Di Vaio fecero a Vincenzo Italiano. Un regalo costato 7,5 milioni di euro più di 2 di bonus, peraltro il minimo che si potesse sborsare per un difensore maturato un po’ in ritardo, ma allora già nel giro di una nazionale norvegese dominante e col vento in poppa di una stagione da protagonista nelle fila del West Bromwich Albion, serie B inglese.
Un anno dopo, Heggem torna a Casteldebole (oggi alle 18 c’è la ripresa degli allenamenti) esibendo il titolo di ministro, irrinunciabile, della difesa. Perché con la partenza, annunciata da settimane, di Lucumi è il classe 1999 di Trondheim l’erede designato. Precisazione doverosa: Heggem dal punto di vista tecnico non è la copia conforme del colombiano, tanto che il bastone del comando nella linea difensiva rossoblù lo ha sempre impugnato Lucumi e Heggem, almeno fino a dicembre, è stato la sua solida spalla.
Se il norvegese abbia le caratteristiche per comandare il reparto lo scopriremo strada facendo. Di certo Heggem è stato il centrale titolare della Norvegia squadra rivelazione del Mondiale, un gruppo splendidamente modellato attorno al totem Haaland che si è fermato solo a un passo dalla semifinale, traguardo che per quanto visto nel rocambolesco ko per 1-2 con l’Inghilterra dell’11 luglio Heggem e compagni avrebbero meritato.
Quel giorno Heggem mise a segno un gol che avrebbe potuto essere la rete della staffa ma che fu annullato per una precedente vistosa spinta di Haaland a centro area.
"Ci siamo andati così vicino – vergò il difensore su Instagram dopo l’eliminazione –. Grazie per tutto il supporto che abbiamo ricevuto, è stata un’avventura che verrà ricordata per sempre".
Laddove il ringraziamento era rivolto ai tifosi norvegesi, con la loro iconica ‘Viking Row’. Orfani degli azzurri, sotto le Due Torri in tanti hanno remato con i norvegesi sperando che la nazionale di Heggem potesse arrivare fino in fondo. Di certo un Mondiale così da protagonista, seguito passo passo dai famigliari, presenze fisse in tribuna insieme alla fidanzata Karianne, non se l’aspettava nemmeno lui.
Eppure, navigando nella gloria, Torbjorn non si è dimenticato del mondo rossoblù. "Il mio futuro è a Bologna", ha scolpito nei giorni del sogno americano, tra un’impresa (vedi l’eliminazione del Brasile) e l’altra. Da oggi sarà di nuovo a Casteldebole, per fare la cosa che nello sport è la più complicata: confermarsi. Ovvero: confermarsi il difensore solido ammirato la scorsa stagione fino a dicembre, quando le tante partite ravvicinate giocate da titolare tra campionato ed Europa League gli hanno presentato il conto, rendendo deficitaria la sua seconda parte di stagione in rossoblù.
Il viaggio iridato ha però risistemato tutto, ricollocandolo al centro della scena. Il resto sono stati spiccioli di vacanza, consumati con la fidanzata nel mare di Taormina. Da oggi il vichingo Heggem torna a calarsi l’elmetto. Obiettivo dichiarato: prendere per mano la nuova difesa made in Tedesco.
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