Oggi si opera Buongiorno e potrebbe stare fuori più di 4 mesi: il piano del Napoli

2026/07/23

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A un mese dall'esordio in campionato contro il Genoa a Marassi, sullo stesso campo e contro lo stesso avversario, il Napoli di Allegri ha inaugurato la stagione con un'altra sconfitta con l'Arezzo. La seconda consecutiva a un anno esatto di distanza: 0-2 il 22 luglio 2025 e questa volta 1-3. Sta diventando una sorta di classico delle estati a Dimaro, ma questa è soltanto una curiosità. I dati salienti dell'esordio della squadra di Max, invece, sono altri. Innanzitutto è tornato il 4-3-3. E ancora: perdere e partire con il piede sbagliato non fa mai piacere a nessuno neanche in amichevole, ci mancherebbe, ma gli assenti di spessore nei punti nevralgici della formazione e soprattutto del sistema sono troppi. L'elenco parla da sé: McTominay, Neres, De Bruyne, Gilmour, Olivera, Lang, Lukaku, Beukema e Buongiorno. E infatti non sono casuali i due elementi maggiormente negativi emersi dal debutto: scarsa concretezza offensiva, problema atavico ereditato dalle due stagioni precedenti e chiaramente aggravato dalla mancanza di McT, David e soci; e soprattutto carenze difensive sia in copertura sia in costruzione. 

Capitolo mercato: serve un difensore

Gli infortuni di Beukema e Buongiorno, atteso oggi dall'intervento al ginocchio destro e da un'assenza che potrebbe anche superare i 4 mesi previsti, hanno creato una chance importante per Rafa Marin - non ancora giudicabile -, e in attesa di Olivera al momento in rosa ci sono Marianucci e Obaretin. Mettiamola così: con tutto il dovuto rispetto nei confronti di ognuno degli alfieri del pacchetto centrale, il Napoli non può evitare riflessioni accurate sulla possibilità di intervenire sul mercato per colmare la voragine creata innanzitutto dall'uscita di scena di Buongiorno, uno dei pilastri annunciati della squadra che immaginava Allegri, e poi da quella di Beukema. Il club ha dettato una linea guida ritenuta inderogabile: senza cessioni non ci saranno acquisti, motivo per cui l'ala argentina Zeballos e il terzino destro Favasuli sono stati bloccati e congelati, e per il momento punterà sulle soluzioni interne. D'accordo. Ma nel contempo, allo stato attuale è complesso immaginare di affrontare il campionato, la Coppa Italia e ancor di più la Champions senza un rinforzo di un certo spessore internazionale in marcatura. L'impressione carpita ieri è questa. Tra l'altro, il Napoli aveva lavorato per mesi su Gila, salvo poi arrendersi all'inserimento del Milan proprio per questioni economiche: e il catalano, non a caso, è un difensore centrale. C'è di più: la società s'era mossa anche per Federico Gatti, un altro marcatore puro, in uscita dalla Juve. Insomma: l'idea di rinforzare il reparto è datata e sembra strano che sia svanita proprio dopo il peggioramento creato dall'infortunio non banale di Buongiorno. Oggi il ds Manna parlerà in conferenza e se ne saprà di più sulle strategie. 

Il 4-3-3 di Allegri

La squadra, invece, sarà rivalutata con maggiori approfondimenti contro la Carrarese, l'avversario della seconda amichevole del ciclo estivo in programma alle 18 allo stadio Comunale di Carciato. La prima, dicevamo, è stata bruttina per i 1.800 spettatori paganti: qualche spunto sulle fasce di Alisson e Giovane, un palo del discreto Lucca nel grigiore - Lorenzo è uscito nel finale per una distorsione alla caviglia destra da valutare - e poco più. Allegri conferma il 4-3-3 provato finora, con Vergara mezzala nel secondo tempo e quasi tutti gli uomini a disposizione in campo nei 90 minuti. Bene l'Arezzo di Bucchi, un ex della ricostruzione e della rinascita del club da giocatore: doppio vantaggio con Cerri e Gilli, poi accorcia Politano dopo aver fallito un rigore (parata di Serban) e la chiude Mawuli. 


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