Il responsabile produzione della Cantine Colli Ripani di Ripatransone, Marco Pignotti, ha analizzato la questione del vino invenduto di cui...

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Il responsabile produzione della Cantine Colli Ripani di Ripatransone, Marco Pignotti, ha analizzato la questione del vino invenduto di cui si sta parlando molto anche qui nel Piceno.
Marco com’è la situazione nella vostra azienda? "Fortunatamente siamo riusciti a vendere quasi tutta la produzione 2025 e ci prepariamo alla nuova vendemmia con grande ottimismo. Di certo le giacenze nelle cantine non è, però un falso problema perché c’è molto vino invenduto anche qui nel Piceno. La questione non è tanto l’elevata quantità di prodotto perché se vediamo le ultime annate la produzione è calata anche a causa del clima e non mi riferisco solo alla grandinata di questa settimana, ma anche alla siccità di due anni fa. Credo piuttosto che sia necessario fare delle analisi approfondite sul perché si beve meno vino e sul fatto che la clientela è cambiata, si informa, cerca vini naturali poco elaborati e quindi genuini e di qualità".
Voi avete introdotto qui nel territorio il vino dealcolato: vi sta dando tante soddisfazioni? "È stata una bella intuizione che ci sta regalando grandi soddisfazioni perché al di là delle leggi del codice della strada che hanno puntato molto sul non bere, credo anche giustamente, c’è proprio un settore di clientela che non beve alcolici o non può berli sia per motivi di salute che religiosi e culturali, quindi abbiamo coperto una bella fetta di mercato e certamente siamo molto soddisfatti".
Oggi avete organizzato un convegno a Ripatransone sull’enoturismo: può essere una soluzione? "Certamente. Il convegno intitolato "Manuale d’uso del territorio: L’enoturismo come leva di sviluppo, identità e valorizzazione locale", è stato molto partecipato e ha aperto nuove strade nella commercializzazione del vino. Non possiamo pensare di continuare a lavorare come dieci o venti anni fa. Occorre investire, aggiornarsi e proporre nuove strategie".
Valerio Rosa
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