La Polizia di Stato ha scoperto a Sarno una carrozzeria abusiva nascosta all'interno di un'area agricola privata. Durante il blitz è stato recuperato un autocarro rubato con targhe contraffatte, mentre due persone sono state denunciate per ricettazione e violazioni della normativa ambientale. L'area e le attrezzature sono state sequestrate
13 luglio 2026
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Un'officina clandestina nascosta in un capannone tra i terreni agricoli, un autocarro rubato con targhe non corrispondenti e numerosi veicoli custoditi in condizioni potenzialmente pericolose per l'ambiente. È questo il bilancio dell'operazione condotta dalla Polizia di Stato a Sarno, in provincia di Salerno, nell'ambito dei controlli contro i reati predatori e gli illeciti ambientali. L'intervento ha portato alla denuncia di due persone e al sequestro dell'intera area, confermando l'attenzione delle forze dell'ordine verso il fenomeno delle officine abusive, spesso utilizzate anche per occultare mezzi di provenienza illecita.
Un capannone abusivo trasformato in carrozzeria
L'indagine del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sarno ha permesso di individuare un capannone adibito illegalmente ad attività di autocarrozzeria. Durante il controllo gli agenti hanno scoperto un autocarro sul quale erano state applicate targhe appartenenti a un altro veicolo. I successivi accertamenti sul numero di telaio hanno consentito di risalire alla reale identità del mezzo, risultato rubato il 2 luglio scorso nella provincia di Chieti. Il presunto gestore dell'attività è stato denunciato per ricettazione e per violazioni della normativa ambientale, poiché diversi veicoli in riparazione erano parcheggiati direttamente sul terreno vegetale, con il rischio di contaminazione del suolo. Per questo motivo è stato disposto il sequestro penale dell'intera area. Oltre alle contestazioni penali, è stata elevata una sanzione amministrativa superiore a 5.000 euro per l'esercizio abusivo dell'attività di carrozzeria, con il contestuale sequestro delle attrezzature utilizzate.
Indagini ancora aperte: verifiche su altri veicoli presenti nell'area
Gli investigatori hanno infatti denunciato anche un secondo soggetto, ritenuto gravemente indiziato di ricettazione, in quanto avrebbe condotto il mezzo fino all'officina ed era nella disponibilità della targa di copertura applicata al veicolo. Nel capannone erano inoltre presenti altri mezzi sui quali sono in corso approfondimenti per accertarne la provenienza e verificare l'eventuale coinvolgimento di ulteriori persone nell'attività illecita. Il caso evidenzia ancora una volta come i controlli contro le officine abusive rappresentino uno strumento fondamentale non solo per contrastare il traffico di veicoli rubati, ma anche per tutelare l'ambiente e garantire il rispetto delle norme che regolano il settore della riparazione automobilistica. Le indagini proseguono e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
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