Nuovo thriller per Sandrone Dazieri «Dietro ogni male c’è un Demone»   - L’Unione Sarda.it

2026/08/23

Categories: world-news

Tra l’Italia e la Spagna agisce un Demone che, tra incidenti sospetti e finti suicidi, elimina le persone che in passato hanno frequentato in Piemonte la comunità Tarayoga, una ex casa famiglia. Il guru, Surya, un santone americano capo della comunità, ora in carcere negli Stati Uniti, sembrerebbe il depositario di tanti misteri che includono anche fatti depravanti. È la nuova indagine con cui Dante Torre, «l’uomo del Silo», e Colomba Caselli, ex vicequestore di polizia e ora investigatrice privata, si devono confrontare ne “La mossa del granchio”, nuovo thriller (il quinto della serie) mandato in libreria dallo scrittore e sceneggiatore Sandrone Dazieri, insuperabile maestro di storie complesse e appassionanti (Rizzoli, 448 pp., 19,50 €).

Dazieri, nel suo nuovo libro Dante è convocato dalla vicedirettrice dei servizi di intelligence italiani per visionare un cadavere. Perché si ricorre a lui?

«C’è una precisa ragione e Dante la scoprirà con grande turbamento. Durante la rimozione dei detriti di una frana nei pressi di Asti, all’interno di una chiesetta di montagna è stato trovato lo scheletro di una donna. Il corpo scheletrico è disposto a croce, e ciò fa presumere un rito satanico o qualcosa del genere. Sopra l’altare è stato tracciato con la vernice un disegno che per Dante è una rivelazione che lo riporta indietro nel tempo: la vittima si chiamava Alba, in passato era stata sua moglie, ed entrambi erano stati ospiti della ex casa famiglia».

Panico?

«Panico, soprattutto perché Dante è claustrofobico, e stare chiuso in un rudere fatiscente che potrebbe crollare e rivedere tutto il suo passato di fronte alla triste sorpresa che quel cadavere gli ha procurato lo avvilisce. Il suo primo pensiero è Colomba che se la spassa sul Monte Bianco con il suo fidanzato Glenn Martinez, facoltoso imprenditore francese. Dante è intelligente, ma è un disadattato totale rispetto al mondo, e senza Colomba non sarebbe in grado di fare niente per risolvere il mistero in cui si è trovato immerso, così le telefona pregandola di tornare. Subito dopo è coinvolto in un brutto incidente».

La sofferenza vissuta ha accresciuto in Dante l’intuizione?

«La sofferenza del passato (per 12 anni è stato rinchiuso in un silo) l’ha trasformato. Il suo intuito affinato dalla sofferenza (diventato poi il suo stile di vita), gli fa comprendere meglio gli esseri umani e capisce quando un problema va in una certa direzione. È come se avesse un radar: vede e sente che i delitti orrendi cui assiste hanno un disegno strategico diabolico».

L’inchiesta dall’Italia si sposta alla Spagna, e nemmeno lì mancano sorprese e morti ammazzati: il crimine è diventato inarrestabile?

«Cerco sempre di adattare i miei romanzi alla situazione contemporanea: nonostante i mezzi odierni, molti criminali restano imprendibili. Perciò mi chiedo com’è possibile fare un omicidio e nascondersi nel mondo nonostante le nuove tecnologie; ma ho imparato anche che bisogna ragionare in modo transnazionale. Ormai, a parte il piccolo scippo, ogni fatto ha ramificazioni internazionali, e ciò che Dante e Colomba scoprono in Spagna è la conferma che il male ha sempre un vertice demoniaco. Il nostro mondo iperconnesso facilita le indagini ma in certe situazioni bisogna pensare e reagire con nuovi metodi inquisitivi».

Cosa si celava dietro il gruppo di studiosi civili che 25 anni prima dell’indagine usava la setta di Surya come laboratorio dei servizi segreti militari?

«Erano persone che in nome della scienza erano disposte a fare qualunque cosa. La scoperta, dopo la seconda guerra mondiale, degli orrori del dottor Mengele e altri ha mostrato che la scienza ha anche un aspetto terribile: può creare mostri, e certe trasgressioni sono diventate stile operativo anche nel presente. Ciò mi porta a giocare nel mio libro su due posizioni: da una parte quelli che credono nella scienza e sono disposti a fare qualunque cosa per la ricerca e lo studio, a costo di fare del male ad altri esseri umani; dall’altro, gli antiscientifici che credono alla religione, agli elementi e alla magia. I due estremi si contrappongono, e nessuno dei due funziona. Il Demone è il prodotto di questi due estremi: scienza e religione».

Il Demone, una sorta di emanazione malefica?

«Soprattutto è l’incarnazione di tante paure e lo specchio oscuro con cui Dante e Colomba devono confrontarsi. Un po’ alla volta si capirà che hanno delle cose in comune, ma queste cose hanno preso strade diverse. Ma sul Demone io faccio un ragionamento diverso: questo essere che fadelle cose brutte, è veramente il cattivo o è una vittima anche lui? A volte, quelli che noi pensiamo siano i demoni e gli assassini sono solo le vittime d’un male che risale molto più indietro nella storia».

Un pacifista come lei come riflette nel suo romanzo la situazione drammatica del nostro tempo?

«Credo si rifletta nelle richieste d’identità che si fanno i personaggi del romanzo: chi siamo noi oggi, come sarà il nostro futuro? In questo mondo pieno di disastri e di guerre, dove andiamo? Qual è la soluzione? La scienza, la religione, l’amore? Ognuno dei miei personaggi dà risposte differenti a domande inquietanti».

Come è arrivato al finale shock di questo thriller?

«Con i miei romanzi cerco di dare una risposta a quello che è stato il thriller americano degli anni Ottanta. Allora la storia era sempre la stessa: un killer folle che uccideva perché era matto. Ideologicamente ritengo questa formula una forzatura: la maggior parte degli omicidi non è commessa da persone malate ma da persone normali, razionali, che hanno scelto di essere criminali e pensano che la donna debba sottomettersi all’uomo. La vecchia tecnica del thriller in cui l’assassino ammazza solo perché è un folle è stata un modo per mettere lo sporco sotto il tappeto».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi

>> Home