Nuovi scavi a Numluli, in Tunisia: c’è anche l’Università di Sassari - L’Unione Sarda.it

2026/07/23

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L'Institut National du Patrimoine di Tunisi e l’Università di Sassari sono partner nelle ricerche dell'ambito del progetto "Numluli from forum to Christian basilica. The story of a Roman city in transition, training the next generation of archaeologists in Tunisia’s Roman heartland". Il progetto è tra gli 11 vincitori dell’Expandere Conscientiae Lumen Grant della piattaforma Ancient Rome Live, organizzato per conto dell’American Institute for Roman Culture, diretto da Darius Arya, grazie al finanziamento della Elon Musk Foundation.

Si è svolta a gennaio e febbraio la prima campagna di scavi che riguarda il municipium di Numluli, una delle città romane meglio conservate della Tunisia settentrionale, corrispondente alla moderna località di El Matria, nel Governato di Béja. Dal 3 settembre al 1° ottobre si svolgerà la Summer School of Archeology che consentirà di approfondire ulteriormente le ricerche con studenti tunisini e italiani sotto la direzione congiunta di Moheddine Chaouali dell’INP e Alessandro Teatini con Antonio Ibba dell'ateneo turritano.

LE RICERCHE - Il foro con il Capitolium (il tempio della Triade Capitolina) datato epigraficamente al 170 d.C. e la curia, un grande tempio a corte, un acquedotto e un impianto termale, una struttura fortificata bizantina, un piccolo martyrium (santuario dedicato ad un martire cristiano) e una basilica paleocristiana, sono gli edifici assai ben conservati che caratterizzano il tessuto urbanistico di questa città romana e che saranno oggetto delle ricerche e degli scavi archeologici di carattere didattico svolti con gli studenti.

Ha destato interesse il rinvenimento nel foro di una statua in marmo raffigurante un pastore accompagnato da una pecora e dalla piccola figura di Eros. La scultura, di pregevole fattura e in ottimo stato di conservazione, è policroma: rimangono ampie campiture di colore.
L’altra importante scoperta ha riguardato la basilica paleocristiana sorta in area di necropoli intorno al 450 d.C. Il pavimento dell’edificio è un mosaico policromo conservatosi in larghe porzioni della superficie. Nel pavimento sono ricavate alcune tombe. Sono state ritrovate al momento anche tre iscrizioni realizzate nel mosaico stesso, che si riferiscono a dediche di porzioni del pavimento da parte di membri della comunità cristiana di Numluli. Tali iscrizioni riportano acclamazioni a Cristo e nominano dei re, evidentemente Vandali: sono riferimenti epigrafici molto rari e dunque di grande valore storico.

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