x
Vai al contenuto
/
Domenicali ritiene che i prossimi regolamenti non debbano assecondare troppo le richieste delle case e che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale vada limitato
Riproduzione riservata
Pubblicato il 9 Settembre 2026 ore 08:00
4 minuti
FIA e Formula 1 pensano già ai regolamenti del futuro, con un approccio molto diverso dall’ultima volta. Il dietrofront sull’elettrificazione ha mostrato quanto possa essere mutevole il settore della mobilità, rispetto al quale il Circus potrebbe prendere una direzione diversa. È il pensiero di Stefano Domenicali, che durante il fine settimana di Monza ha incontrato la stampa italiana, inclusa FormulaPassion, facendo il punto sui regolamenti che verranno.
Auto leggere e in mano ai piloti
“La Federazione è la responsabile della presentazione e del controllo dei regolamenti”, precisa Domenicali. “Presto, però, spiegheremo l’allineamento sulle motorizzazioni del futuro e sulle scelte collegate alle vetture. Comunque, bisogna ricordare che quando venne affrontato il cambiamento regolamentare che stiamo vivendo oggi, sembrava che il futuro fosse definito e improntato all’elettrificazione, ma non è più così. Sta anche a noi capire come reagire e come interpretare il tutto in maniera giusta, per garantire, da un lato, la presenza dei costruttori e, dall’altro, se poi le case avessero altre priorità, di essere indipendenti”.
Per Domenicali, la direzione da seguire per il futuro è chiara: “Dal punto di vista sportivo e tecnologico, la rilevanza deve essere quella di avere le benzine sostenibili al centro del progetto tecnologico, per mantenere gli obiettivi legati alla sostenibilità, che sono molto importanti. Dall’altro, bisogna scegliere un concetto di vettura che vada nella direzione di alleggerirla, perché vogliamo vedere dei piloti che possano spingere al limite un mezzo che, inoltre, deve essere nelle loro mani. Uno dei temi sarà evitare un’eccessiva influenza dell’intelligenza artificiale nell’utilizzo [delle auto] e nello sviluppo del nostro sport”.

L’indipendenza dei costruttori
A differenza di quanto fatto in passato, Domenicali non vuole più che i regolamenti vengano stesi in funzione delle richieste delle case, ma strutturarli in modo che siano accessibili anche a realtà più piccole: “Un altro rischio è che se i costruttori decidessero di abbandonare, come accaduto in passato, avremmo un grande problema. Non a caso, l’attuale regolamento delle power unit era stato scritto così proprio perché eravamo in una situazione di questo genere. In futuro, quindi, dovremo cercare di farci trovare pronti ad essere indipendenti se i nostri obiettivi fossero diversi rispetto a quelli delle case”.
La Formula 1 potrebbe così riaccogliere dei costruttori indipendenti: “È sicuramente una soluzione. Il progetto tecnologico è meno complesso, ma comunque legato a degli obiettivi in termini di costi e prestazioni. Sicuramente, questo aiuta ad essere più indipendenti senza correre questo rischio [che le case vadano via], che comunque ad oggi non vedo. In questo cambiamento tecnologico, nel quale prima tutti quanti erano andati in una direzione, ora si vedono delle nicchie di mercato che hanno costretto i costruttori a ritornare su delle piattaforme che erano state abbandonate”.

La separazione tra corse e mobilità
Svincolarsi dalle richieste tecnologiche dei costruttori permetterebbe anche di sviluppare un concetto di motore e macchina più adeguato allo spettacolo che la Formula 1 intende offrire. “Le scelte della mobilità saranno sempre meno coerenti con quelle del motorsport, perché le corse stanno attivando delle ‘vibrazioni’ diverse rispetto alle esigenze di sostenibilità della tecnologia e della mobilità. Noi, comunque, la mobilità la stiamo mantenendo al centro, non abbiamo cambiato gli obiettivi, ma le due aree stanno chiaramente andando in direzioni opposte”, conclude Domenicali.
>> Home