Nuovi guai per la Volkswagen, richiama 2,9 milioni di auto - Industria e Analisi - Ansa.it

2026/09/25

Categories: auto

Nuova tegola sul gruppo Volkswagen, già alle prese con una crisi profonda che l'ha costretta ad un doloroso piano di ristrutturazione e al taglio di decine di migliaia di posti di lavoro. Una vite che con il tempo può corrodersi fino a spezzarsi, mettendo a rischio lo sterzo, è il difetto che ha spinto la casa di Wolfsburg a richiamare circa 2,9 milioni di veicoli in tutto il mondo, come ha reso noto l'autorità tedesca della motorizzazione (Kba). Il richiamo riguarda 2,16 milioni di auto del marchio Volkswagen, cinque modelli (Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran e Caddy) prodotti tra il 2013 e il 2024. A questi si aggiungono quasi 700 mila Suv Audi Q3 usciti dalle fabbriche tra il 2017 e il 2024. Circa un terzo delle vetture, circola in Germania. Il meccanismo lo descrive la stessa Kba.

La corrosione può portare alla "rottura delle viti" che fissano lo sterzo, un pezzo piccolo ma da cui dipende la direzione dell'auto, e questa a sua volta può "provocare un guasto" al sistema. Per ora, precisa l'autorità, non sono noti casi di danni materiali né di persone ferite, ma entrambi i richiami restano oggetto di indagine. Dal gruppo arriva un messaggio rassicurante. Un portavoce ha spiegato che durante i controlli di qualità è stato rilevato "un fenomeno di corrosione sulla vite". Il richiamo, ha aggiunto, è scattato "a titolo precauzionale", senza danni alle persone. Il pericolo, secondo l'azienda, non è "così grave da dover fermare l'auto".

Chi ne possiede una può quindi "continuare a guidare fino all'appuntamento dal concessionario", dove verrà montata una nuova vite, più resistente alla corrosione. Il richiamo arriva in un momento delicato per il primo costruttore europeo. A inizio settembre il gruppo ha approvato, con il sì di IG Metall, il più grande sindacato industriale tedesco, altri 50 mila tagli, che portano a circa 100 mila le uscite previste entro il 2030. Pesa la Cina, il mercato più importante per il gruppo, dove Volkswagen ha perso una leadership che durava da un decennio. Nel 2024 è stata superata da Byd e nel 2025 anche da Geely, entrambi cinesi. Alla radice c'è il ritardo sull'elettrico, il terreno su cui i costruttori cinesi hanno costruito il loro vantaggio. La crisi potrebbe avere ricadute anche in Italia, con gli occhi puntati su Ducati, entrata nel gruppo Volkswagen nel 2012 attraverso Audi. Il numero uno di Audi, Gernot Döllner, ha confermato che la cessione del marchio italiano è in valutazione, ma che "nulla è stato deciso" e che non ci saranno decisioni prima di due o tre anni. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, chiede che l'azienda torni "pienamente nelle mani italiane". 

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