La rivoluzione delle strisce blu a Lecce può cominciare. E partirà dal centro, senza aspettare né i nuovi parcometri né il completo rifacimento della segnaletica orizzontale. A otto giorni dal via libera della Giunta alla Zona di particolare rilevanza urbanistica, arriva l’ordinanza che mette in moto il nuovo piano della sosta: 13.274 stalli tariffati complessivi, nuove aree a pagamento, rincari differenziati e 221 parcometri da installare. A firmarla nelle scorse ore è stato Donato Zacheo, comandante della Polizia locale e dirigente del settore, che autorizza Sgm a dare concreta attuazione al piano. Adesso manca il cronoprogramma che stabilirà, strada per strada, quando scatteranno le nuove regole. E non ci sarà un unico giorno di partenza: la trasformazione procederà per fasi.
L’ordinanza è infatti il passaggio operativo che segue la delimitazione della Zpru approvata il 10 settembre dalla Giunta Poli Bortone. Sgm aveva già trasmesso al Comune il piano analitico, frutto della ricognizione condotta tra aprile e luglio: per ogni zona e strada sono indicati numero degli stalli, tariffa applicabile, importo minimo, abbonamenti, giorni e orari di pagamento. Il totale è di 13.274 posti tariffati. L’atto precisa però che il piano non introduce aree o tariffe diverse da quelle già definite dai precedenti provvedimenti: ora ne autorizza concretamente l’attuazione.
Le diverse zone in città
Il primo fronte riguarda le strisce blu che già esistono. Si partirà dalle zone centrali e qui l’accelerazione potrà essere immediata. Non servirà attendere la sostituzione dei vecchi parcometri: Sgm potrà riprogrammarli, adeguare la segnaletica verticale e gli altri sistemi di pagamento e far scattare le nuove tariffe dalla data preventivamente comunicata. Persino il rifacimento delle strisce sull’asfalto potrà proseguire successivamente, purché gli stalli siano chiaramente individuabili. È questo il passaggio che può consentire di anticipare l’entrata in vigore dei rincari nelle aree già a pagamento.
Secondo fronte, le nuove strisce blu. Qui il percorso sarà necessariamente più lungo. Prima dovranno essere realizzate la segnaletica verticale e quella orizzontale; poi dovranno essere garantiti adeguati sistemi di pagamento; soltanto a quel punto la singola zona potrà essere attivata. E non bisognerà neppure aspettare che un intero quartiere sia pronto: l’ordinanza consente di procedere per singole porzioni funzionali, allargando così progressivamente la sosta tariffata. Il terzo passaggio riguarda i parcometri. Il Comune autorizza Sgm a installarne fino a 221. La priorità sarà data proprio alle zone dove le strisce blu devono ancora arrivare. Soltanto dopo l’attivazione delle nuove aree gli apparecchi saranno utilizzati anche per sostituire progressivamente quelli esistenti. Le posizioni indicate nella planimetria allegata sono ancora indicative: ubicazioni definitive e verifiche tecniche arriveranno nella fase esecutiva.
A scandire concretamente i tempi sarà adesso Sgm. Prima di ogni attivazione la società dovrà comunicare al Settore Mobilità e alla Polizia locale le strade interessate, le ubicazioni definitive dei dispositivi, il cronoprogramma dei lavori e la relativa data di avvio. Contemporaneamente dovrà informare i cittadini. Solo dalla data resa pubblica la nuova disciplina acquisterà efficacia nella zona interessata. Tradotto: nessun aumento potrà scattare dall’oggi al domani e non ci sarà un passaggio simultaneo al nuovo sistema in tutta Lecce.
Sul nuovo corso della sosta arriva intanto l’affondo del Pd. Luigi Sanasi, responsabile Mobilità e Trasporti del partito cittadino, contesta soprattutto la tempistica: le strisce blu vengono estese subito mentre le alternative all’auto restano, sostiene, ancora lontane. Il Pums colloca infatti nel medio-lungo termine, tra il 2030 e il 2035, la realizzazione delle principali aree di interscambio, mentre entro il 2027 sarebbe prevista soltanto un’area a est da 190 posti. «Si sta costruendo la casa partendo dal tetto», attacca Sanasi, secondo cui si rischia di penalizzare cittadini e pendolari senza avere già a disposizione una rete capillare di trasporto pubblico e infrastrutture intermodali. Il Pd chiede quindi di accelerare sull’integrazione tra trasporto urbano ed extraurbano e sui collegamenti con i Comuni della prima cintura, così da intercettare i pendolari prima dell’ingresso in città.