Francoforte, sede della Banca centrale europea, ha ospitato una piccola cerimonia destinata a ridisegnare, letteralmente, il portafoglio di trecentoquarantasei milioni di europei. Christine Lagarde ha mostrato al mondo i dieci progetti finalisti per la futura serie di banconote in euro, accompagnata dal membro italiano del board Piero Cipollone.
Si tratta della prima revisione grafica dall'introduzione della moneta unica: le banconote attualmente in circolazione, infatti, risalgono al 1996, sei anni prima del debutto dell'euro.
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Un casting d'eccezione, tra soprano e genio rinascimentale
Il tema che più promette di far discutere si chiama “Cultura europea”, e propone per la prima volta ritratti di personalità reali al posto degli anonimi ponti e portali che avevano caratterizzato la prima serie.
Nella rosa dei sei protagonisti selezionati figurano la soprano Maria Callas, il compositore Ludwig van Beethoven, la scienziata due volte Nobel Marie Curie, lo scrittore Miguel de Cervantes, Leonardo da Vinci e la scrittrice pacifista Bertha von Suttner, prima donna a ricevere il Nobel per la pace nel 1905.
Non è un caso che la scelta sia caduta su figure capaci di attraversare i confini nazionali: Callas, greca di nascita, ha costruito la propria leggenda nei teatri di tutta Europa, mentre Leonardo ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in Francia pur essendo un genio profondamente italiano.
Il secondo filone tematico, “Fiumi e uccelli”, punta invece su un'estetica più naturalistica, con specie come il martin pescatore e la cicogna in primo piano e, sul retro delle banconote, le sedi delle principali istituzioni dell'Unione europea.
Bertha von Suttner
Perché cambiare un simbolo che tutti riconoscono
Rimettere mano a un'icona quotidiana come la banconota non è mai una decisione neutra.
Il sito della Bce indica quattro ragioni alla base del restyling: riflettere l'identità e i valori europei, restare un passo avanti rispetto alle tecniche di contraffazione, migliorare l'inclusione e l'accessibilità — anche per le persone con disabilità visive — e ridurre l'impatto ambientale della produzione.
La scelta compiuta nel 1996 di rappresentare ponti e finestre immaginari, va ricordato, non fu casuale: si trattò di un compromesso politico per evitare di privilegiare simboli di un singolo paese, in un momento in cui l'euro doveva ancora conquistare la fiducia di culture ed economie molto diverse tra loro.
A distanza di trent'anni, la Bce sembrerebbe considerare quella cautela ormai superflua, puntando piuttosto su figure che, pur nazionali d'origine, appartengono al patrimonio simbolico condiviso da tutto il continente.
Marie Curie
La parola (e il voto) ai cittadini
Fino al 21 settembre chiunque risieda nell'area euro può esprimere la propria preferenza attraverso il sondaggio online pubblicato sul sito della Bce, affiancato da un'indagine demoscopica condotta parallelamente da un istituto di ricerca indipendente su un campione rappresentativo di cittadini.
I due risultati confluiranno nella decisione finale, che spetterà al Consiglio direttivo entro la fine dell'anno.
Una volta scelto il tema vincitore, il progetto dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e sottoposto a test tecnici prima di entrare in produzione: le nuove banconote, spiega la Bce, dovrebbero integrare accorgimenti di sicurezza più avanzati per contrastare la contraffazione.
I tempi di circolazione effettiva restano legati alle fasi successive del processo, che richiederanno presumibilmente ancora alcuni anni.
Uno stile che guarda al futuro senza rinnegare la tradizione
Curiosamente, non è la prima volta che il volto dell'euro cambia pelle. Dal 2013 era già stata introdotta gradualmente la cosiddetta serie “Europa”, che aveva aggiunto in filigrana un piccolo ritratto della figura mitologica da cui il continente prende il nome, ripreso da un vaso conservato al Louvre.
Questa volta, però, il cambiamento sembrerebbe più radicale: nei toni cromatici tradizionali, dal rosso all'azzurro fino al verde, i nuovi tagli da 5, 10, 20, 50 e 200 euro rielaborerebbero i ritratti storici in una chiave contemporanea e più stilizzata. Un dettaglio che promette di intercettare proprio quella sensibilità estetica, sospesa tra memoria e reinvenzione, che da sempre anima il gusto europeo.
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