24 luglio 2026, 07:35
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In questi giorni faticosi del mercato juventino si materializza idealmente quella vecchia, e mai abbastanza ricordata, massima di Nereo Rocco: “Datemi un centravanti che segna e un portiere che para, al resto ci penso io”. Iniziamo, così, dal centravanti che resta una vera e propria emergenza per la Juventus. Certificata in maniera plastica lo scorso anno, quando i numeri hanno sostanziato la siderale distanza realizzativa dall’Inter capolista: 89 a 61 con un delta negativo di 28 reti a favore dei nerazzurri.
Il problema del gol
Non solo in termini di paragone, ma anche in ambito squisitamente interno i bianconeri hanno mostrato una carenza clamorosa in zona gol visto che sono stati i secondi per occasioni create, ben 206. Una media quindi molto bassa che pone al centro delle questioni l’efficienza del reparto offensivo, a maggior ragione ora che si trova orfano di Dusan Vlahovic, attaccante che è peraltro è mancato per oltre tre mesi. Il problema, insomma, è spesso e cogente tanto è vero che rappresenta la priorità da risolvere per i responsabili del mercato bianconero.
La soluzione Kolo Muani
Un problema per cui è stata individuata la soluzione in Randal Kolo Muani. Inutile, perfino pleonastico, ricordare che la trattativa con il Psg va avanti da mesi ma che solo da qualche settimana il clima del confronto è cambiato, vale a dire da quando alla dirigenza della Juventus è arrivato Giovanni Carnevali, colui che ha raccolto l’eredità di Damien Comolli e che ha fin da subito iniziato a ricucire i rapporti con il club parigino, rapporti che al suo arrivano erano piuttosto tesi.
E sì, i dialoghi sono ripresi in termini civili ma non è che il Psg abbia abbassato gran che le pretese: resta fermo a 50 milioni di euro per un calciatore che andrà in scadenza nel 2028 e che, soprattutto, non rientra nel progetto tecnico di Luis Enrique. Lo si sapeva eh, ma a ‘sto giro non ci sono davvero più dubbi visto che Kolo è stato mandato ad allenarsi con la Primavera. Più chiaro di così...
Campos non fa sconti
Eppure Luis Campos non si schioda da quella richiesta che la Juve non considera congrua, anche perché la cifra non rappresenta l’unico intoppo, poiché il Psg ha anche chiesto di inserire nel contratto di cessione una percentuale sulla futura rivendita dell’attaccante. Non che la Juve sia pregiudizialmente contraria ma al momento non collimano le cifre. Ed è su tutti questi aspetti che sta lavorando Fredric Massara, colui che ha ereditato compitamente la pratica e che sta appunto mantenendo i contatti quotidiani con il suo omologo Campos.
Un lavoro di lima e di diplomazia che sembra portare i frutti sperati, tanto che filtra un cauto ottimismo per la chiusura della trattativa nei tempi previsti: prima, cioè, della partenza per la tournée in Asia fissata per inizio agosto.
Niente Bundesliga: Kolo vuole la Juve
Quanto a Kolo, lui non vede l’ora di tornare in quella Torino in cui era stato accolto e apprezzato sia tecnicamente che umanamente, tanto è vero che il gruppo bianconero si è già espresso positivamente circa un suo ritorno. Non è un caso che il suo entourage abbia declinato tutte le altre offerte, soprattutto dalla Bundesliga, arrivate finora in attesa che Juve e Psg trovino la quadra per la cessione.
Il profilo ideale per Spalletti
Quanto al suo contratto, l’accordo c’è già e le indiscrezioni riferiscono di un contratto quinquennale introno ai 5 milioni netti a stagione. Spalletti lo aspetta con malcelata ansia, sia per le questioni contingenti sia per quelle future. Al momento, infatti, la Juve è di fatto senza attaccanti di ruolo, tanto è vero che per l’amichevole di domani a Bruges è stata messa in stand by la partenza di Openda. Poi, una volta che si saranno definiti ingressi e partenze, la presenza di Kolo gli garantirà quella duttilità che è mancata la scorsa stagione all’attacco bianconero. Il francese, infatti, può esprimersi tanto da prima quanto da seconda punta ed è perfino in grado di stare largo sulla fascia. Dettagli importanti, per carità, ma si poi si torna sempre alla frase di Rocco: un centravanti che segni.
In questi giorni faticosi del mercato juventino si materializza idealmente quella vecchia, e mai abbastanza ricordata, massima di Nereo Rocco: “Datemi un centravanti che segna e un portiere che para, al resto ci penso io”. Iniziamo, così, dal centravanti che resta una vera e propria emergenza per la Juventus. Certificata in maniera plastica lo scorso anno, quando i numeri hanno sostanziato la siderale distanza realizzativa dall’Inter capolista: 89 a 61 con un delta negativo di 28 reti a favore dei nerazzurri.
Il problema del gol
Non solo in termini di paragone, ma anche in ambito squisitamente interno i bianconeri hanno mostrato una carenza clamorosa in zona gol visto che sono stati i secondi per occasioni create, ben 206. Una media quindi molto bassa che pone al centro delle questioni l’efficienza del reparto offensivo, a maggior ragione ora che si trova orfano di Dusan Vlahovic, attaccante che è peraltro è mancato per oltre tre mesi. Il problema, insomma, è spesso e cogente tanto è vero che rappresenta la priorità da risolvere per i responsabili del mercato bianconero.
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