F1 Madrid | Norris in simbiosi con la McLaren: illusione Ferrari, cosa è mancato

2026/09/12

Categories: sports

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Lando Norris ringrazia una McLaren capace di assecondarlo, mentre alla Ferrari manca il guizzo vincente, ma il degrado gomma lascia tutto aperto per la gara

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McLaren Norrsi Ferrari Hamilton Madrid

Pubblicato il 12 Settembre 2026 ore 18:56

8 minuti

La pole position di Lando Norris per il Gran Premio di Spagna non arriva ai livelli di quella di Pierre Gasly a Monza, ma è comunque sorprendente. Rimasto in ombra per tutto il weekend, il campione del mondo è venuto fuori al momento decisivo, in una qualifica nella quale si è deciso tutto all’ultimo tentativo. La Ferrari, invece, è venuta meno proprio al momento decisivo, ma la quarta e la quinta posizione potrebbero non essere una condanna, in vista di una gara dove la gestione delle gomme sarà a dir poco delicata.

All’improvviso Norris

Assistere alle prime qualifiche del Madring ha ricordato un po’ quelle di Monte Carlo e di Singapore e non solo per la presenza dei muretti a ridosso della riga bianca. Come sempre accade per gli asfalti appena posati, la pista ha subito un’evoluzione costante e repentina per tutta la qualifica, con i tempi che si sono progressivamente abbassati, rendendo decisivo l’ultimo giro lanciato in Q3. Ed è solo a quel punto che è emerso Lando Norris, con una McLaren poco brillante nelle prove libere, oltretutto con l’handicap della sessione persa venerdì pomeriggio per un problema al cambio.

Avevo le idee chiare su cosa volevo fare”, ha dichiarato il campione del mondo, suggerendo così di aver provato il giro a pezzi in precedenza, per poi mettere tutto assieme quando ce n’è stato bisogno. Norris ha raccontato di essere riuscito a fare quello che voleva, sintomo di una macchina ben bilanciata, prevedibile e capace di trasmettergli fiducia, qualità che tra i muretti dei tracciati cittadini è spesso premiante. Gli undici millesimi rifilati ad Antonelli e valsi la pole position nascono anche dalla scelta del muretto di mandare Lando in pista per il terzultimo, sfruttando così quasi le migliori condizioni possibili dell’asfalto.

F1 GP Spagna 2026, Madrid: Lando Norris (McLaren F1 Team) - Foto: Getty Images
Rudy Carezzevoli/Getty Images

La pole position di Madrid è la terza in quattro gare per la McLaren. Al netto di Monza, dove la MCL40 ha pagato soprattutto la mancanza di velocità in allungo, la macchina papaya continua a essere estremamente competitiva quando si tratta di sprigionare carico nel guidato. In Spagna, oltretutto, la McLaren corre con l’ala posteriore ad alto carico che aveva debuttato a Zandvoort, rinunciando momentaneamente alla versione ribaltabile vista in azione con l’alettone più scarico di Monza. L’unica nota negativa rimane Oscar Piastri, attardato di quasi mezzo secondo, palesando ancora una scarsa sintonia con l’attuale generazione di macchine.

Ferrari, pole sfumata

La Ferrari ci ha creduto, ma il sogno della pole position è svanito sul più bello. Sul tortuoso Madring la SF-26 è tornata ad essere molto più vicina alla vetta, senza pagare troppo la mancanza di velocità sul dritto che a Monza era stata a dir poco evidente. Tuttavia, quando entrambe le macchine chiudono a meno di due decimi dalla pole position, non si può ignorare l’handicap della mancanza di cavalli dal motore, che in questa Formula 1 compatta costa intere file in griglia di partenza.

Hamilton (Ferrari)
Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images

Nonostante questo, Lewis Hamilton ha comunque assaporato la pole position per pochi attimi, poi sfumata con il secondo tentativo. Il pluricampione del mondo ha commesso un errore alla prima chicane, forse viziato dalle gomme, che il pilota ha definito come strane. Difficile dire se si tratti di uno dei soliti alibi di Sir Lewis, ma è anche plausibile che non tutto sia stato eseguito correttamente nella preparazione delle gomme durante il giro di lancio. Alle spalle di Hamilton partirà Charles Leclerc, attardato di soli 6 millesimi dal compagno nonostante lo svantaggio di non aver potuto utilizzare il motore ADUO-2. Il suo è un risultato che aumenta il rammarico in casa Ferrari, capace di mettere tutto assieme, ma non quando contava farlo.   

La Mercedes torna normale

A scattare al fianco di Lando Norris in gara ci sarà Andrea Kimi Antonelli. In entrambi i tentativi in Q3 il muretto ha scelto di mandare i suoi piloti in pista per primi, evitando di correre il rischio di una bandiera gialla, ma rinunciando così anche a sfruttare l’evoluzione dell’asfalto, che invece avrebbe potuto ribaltare quegli 11 millesimi costati la pole. In ogni caso, la Mercedes del sabato non è stata quella ben più incisiva vista nella giornata di venerdì, avendo forse meno margini di crescita dalla base iniziale rispetto alla concorrenza. Il quadro finale per le Frecce d’Argento comunque è nella norma, con una W17 inevitabilmente non dominante come a Monza, dove poteva far valere la propria superiorità in allungo, ma comunque in lotta per il vertice nonostante il protrarsi dell’assenza degli aggiornamenti.

Photo by Oscar DEL POZO / AFP via Getty Images

Alle spalle di Antonelli partirà Max Verstappen, che si conferma ancora vicino ai migliori, questa volta su una pista tecnicamente più esigente e complicata di Monza. La Red Bull ha saputo compiere grandi progressi rispetto alle prove libere, continuando a dare l’idea di una macchina molto performante quando riesce a centrare la finestra di funzionamento, compito però di estrema difficoltà. Restano inoltre i limiti del software dell’ibrido, che a detta di Verstappen non riesce a distribuire correttamente l’energia nell’arco del giro, ritrovandosi a corto di spinta nell’ultimo settore.

Prosegue infine il duello per il quinto posto tra i costruttori. L’Alpine ribadisce di essere tornata in partita con gli aggiornamenti di fine estate, capitalizzati questa volta da Franco Colapinto, autore di un pregevole giro in Q2. L’argentino ha poi avuto la meglio su Arvid Lindblad, principale alfiere di una Racing Bulls che attende di riabbracciare Liam Lawson.

Gara tutta da decifrare

Alla vigilia si pensava che le qualifiche avrebbero definito buona parte dell’ordine di arrivo del Gran Premio, una certezza, però, che ha iniziato a vacillare. Le prove libere hanno evidenziato un degrado termico importante sull’asse posteriore, ma anche un graining evidente sull’anteriore, a causa di un asfalto talmente aderente da fare presa e strappare la superficie delle gomme. I sorpassi potrebbero così farsi più agevoli e non è ancora chiaro quante volte sarà necessario fermarsi. Anche per questo le squadre hanno preso decisioni diverse sulle mescole da portarsi in gara, con i ferraristi e Verstappen, ad esempio, che hanno disputato il Q1 con gomme medie per assicurarsi un treno di soft in più per domenica. Nessuno sa esattamente cosa aspettarsi, prospettando una gara che bisognerà leggere, scoprire e interpretare in tempo reale.

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