Non solo Zes. O meglio, non è tutto Zes quello che in Campania si legge e si scrive alla voce investimenti, privati per giunta, uno dei capitoli più interessanti della crescita economica della regione degli ultimi 4 anni. È probabile che la spinta della Zona economica speciale unica abbia influito sulla narrazione dell’attrattività del territorio (non a caso la Campania condivide con la Puglia le maggiori Autorizzazioni Uniche della Zes più di un terzo delle 1.500 attualmente censite) ma è indubbio che in più settori, dall'energia al manifatturiero, dalla ricettività alberghiera all'agroindustria gli investimenti stiano aumentando anche grazie al capitale straniero. La conferma è di pochi giorni fa. Il gruppo bulgaro Plastchim-T Group ha annunciato presso la sede di Confindustria a Roma il nuovo piano industriale per lo stabilimento di Sessa Aurunca, nel Casertano, che prevede un rilevante programma di investimenti (fino a 100 milioni) per i prossimi dieci anni. Il gruppo, leader europeo nella produzione di film in BOPP per imballaggi flessibili e azionista di Manucor Spa, ha infatti deciso di puntare forte sul Mezzogiorno e, come detto, in particolare sul sito produttivo di Sessa Aurunca, considerato un asset strategico nelle prospettive di crescita della società. Per la cronaca, gli investimenti saranno destinati principalmente all’incremento della capacità produttiva già a partire dal prossimo anno, con ricadute positive sui livelli occupazionali, sull’efficientamento energetico e, più in generale, sulla competitività del sito produttivo Manucor. Il progetto di sviluppo, incentrato sul una nuova linea di produzione, è stato ritenuto ammissibile da Invitalia nell’ambito della proposta di Contratto di Sviluppo presentata per l’accesso a contributi a fondo perduto fino a 23,435 milioni di euro. A Giugliano, terza città più popolosa della Campania, è invece in pieno svolgimento l’investimento di Energia Terre del sole, oltre 90 milioni per un'iniziativa pionieristica in Campania che unisce energia pulita e agricoltura sostenibile. L'impianto agrivoltaico è promosso da NextEnergy Group e Coldiretti Campania, si estende su circa 130 ettari e ha una potenza complessiva di oltre 86 MWp. I moduli fotovoltaici bifacciali sono installati a un'altezza tale da permettere la coltivazione di prodotti agricoli autoctoni e il pascolo. Una volta a pieno regime, l'impianto sarà in grado di generare più di 130 GWh all'anno, soddisfacendo il fabbisogno di 48mila famiglie e riducendo le emissioni di oltre 60mila tonnellate di CO2 annue. Nuovi investimenti nel comparto energia arrivano anche da Teverola, nel Casertano, per effetto della sinergia tra Eni e Seri Industrial nel settore della produzione di batterie al litio. A Brindisi è stata appena presentata con il ministro Urso, la gigafactory che non si limiterà all’assemblaggio dei pacchi batterie: sarà un polo integrato, dove si procederà anche alla produzione dei materiali per il catodo (cioè litio-ferro-fosfato), delle celle e dei moduli, fino al riciclo delle batterie. Non solo: l’impianto si occuperà anche dell’assemblaggio dei moduli provenienti dalla fabbrica di Seri Industrial a Teverola. Il gruppo campano, specializzato nello stoccaggio energetico e controllato dall’amministratore delegato Vittorio Civitillo, è parte integrante di Eni Storage Systems, società ripartita in parti uguali tra Eni e, appunto, Seri Industrial. Guarda al futuro con un certo ottimismo anche il settore delle costruzioni che in Campania incide sul Pil regionale per il 13,4% in termini di investimenti e per l'8,4% sull’occupazione complessiva. Per il 2026 si stima una crescita degli investimenti del 5,9% in termini reali, dovuta soprattutto alle opere pubbliche, ancora in forte espansione per la conclusione degli interventi del Pnrr, con 1.036 cantieri in corso di realizzazione nella regione, che produrranno effetti positivi anche nel 2027.
INNOVAZIONE
E l’innovazione? Una indicazione di un certo peso arriva dall'ultimo Bollettino ufficiale della Regione Campania a proposito dei 123 interventi inseriti nella graduatoria dell’Avviso Pubblico “Aiuti per lo Sviluppo e la Fabbricazione di Tecnologie critiche – STEP II edizione”, finanziato con risorse della politica di coesione europea della Regione. Sulla base della dotazione finanziaria complessiva, pari a 150 milioni di euro, sono 82 gli interventi che potranno beneficiare di un contributo, a fronte di progetti per oltre 260 milioni di euro, finalizzato allo sviluppo o al potenziamento di “tecnologie critiche” nei settori biotech, digital e deep-tech e green tech. Le prime 81 aziende risultano integralmente finanziabili, mentre l’impresa alla posizione n. 82 potrà essere finanziata in misura parziale. Tra i beneficiari 15 grandi imprese, 18 medie imprese, 39 piccole imprese e 10 microimprese.
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