Noleggio auto a Lanzarote: Papagayo, Timanfaya e le regole

2026/07/19

Categories: travel

Lanzarote è piccola, le strade sono buone e gli autobus funzionano meglio di quanto ci si aspetti da un’isola. Eppure è il posto delle Canarie dove ho visto più gente pentirsi di non aver noleggiato, e la ragione è tutta in una frase: qui la rete pubblica collega benissimo dove si dorme e quasi per niente dove si va. I resort sono serviti, il circuito di César Manrique e dei vulcani no.

Poi c’è la questione che mi ha fatto scrivere questo pezzo. A Lanzarote esistono due posti dove l’auto a noleggio incontra un problema che nessuno spiega: alle spiagge di Papagayo, dove si paga un pedaggio per entrare su una pista sterrata, e a Timanfaya, dove si arriva in macchina ma il parco non si gira in macchina. Sono esattamente i due motivi per cui la maggior parte delle persone la noleggia. Qui sotto trovate come stanno le cose davvero, più il resto: dove si ritira, cosa serve per La Graciosa, e perché noi italiani su quest’isola siamo così pochi. Per il metodo generale resta la nostra guida ai trucchi per noleggiare un’auto.

In breve

A Lanzarote gli autobus coprono bene i resort e l’aeroporto, ma Timanfaya, il Mirador del Río, la Cueva de los Verdes e Papagayo non sono serviti: l’auto serve per vedere, non per spostarsi. Alle spiagge di Papagayo si paga un pedaggio per veicolo, solo con carta, per percorrere sette chilometri di pista sterrata: e gli sterrati sono ciò che i contratti di noleggio vietano. A Timanfaya si arriva in auto ma il giro del parco si fa col pullman incluso nel biglietto, che va comprato solo online e con fascia oraria. Per La Graciosa l’auto resta a Órzola, ma non serve alcun permesso per visitarla. A Lanzarote non ci sono ZTL attive né spiagge a numero chiuso. E l’isola è britannica: il Regno Unito da solo vale oltre metà dei visitatori, l’Italia appena il 2,5%.

A Lanzarote l’auto non serve per spostarsi, serve per vedere

Cominciamo da una cosa che di solito nelle guide al noleggio viene liquidata in una riga, di solito per vendervi l’auto. La rete di autobus di Lanzarote conta una quarantina scarsa di linee, ed è organizzata bene: collega l’aeroporto con Arrecife e con Playa Blanca, unisce tra loro i tre poli turistici, e la domenica mette in campo quattro linee dedicate al mercatino di Teguise, una da ciascuna zona. Per confronto, a Fuerteventura ne bastano diciotto, mentre Tenerife arriva a centosettantotto. Lanzarote sta comodamente nel mezzo.

Il problema è cosa resta fuori, ed è quasi tutto quello per cui si viene qui. Timanfaya non è servito da alcuna linea, e non lo dico io: lo scrive il Parco Nazionale, che dichiara testualmente che non esiste un servizio pubblico di trasporto che acceda al parco. Fuori rete anche il Mirador del Río, la Cueva de los Verdes e le spiagge di Papagayo. Perfino l’ente turistico dell’isola, che non avrebbe motivo di scoraggiare nessuno, scrive che le guaguas non vanno dappertutto e che per esplorare Lanzarote conviene puntare sull’auto a noleggio.

Due eccezioni, però, vanno dette per onestà, perché contraddicono quello che si legge in giro. I Jameos del Agua e il Jardín de Cactus una fermata ce l’hanno, sulla linea che sale verso Órzola. Solo che quella linea fa quattro corse al giorno e ai Jameos non si fermano tutte: in pratica ne restano due utili. Tecnicamente raggiungibili, praticamente scomodi.

Consiglio: se il vostro albergo è a Puerto del Carmen, Costa Teguise o Playa Blanca, per andare e tornare dall’aeroporto e per muovervi tra i centri l’autobus va benissimo. Prendete l’auto per le giornate di giro: una per il nord (Jameos, Cueva de los Verdes, Mirador del Río), una per il sud e Timanfaya, una per Papagayo se decidete di andarci. Tre giorni di noleggio invece di sette, senza rinunciare a niente. Se invece dormite fuori dai tre centri, l’auto serve tutti i giorni. In entrambi i casi conviene fare il conto sulle date reali: su un comparatore come DiscoverCars si confrontano gli stessi operatori su tre giorni e su sette, e la differenza è quasi sempre più netta di quanto ci si aspetti.

Ritirare l’auto all’aeroporto di Lanzarote

L’aeroporto César Manrique-Lanzarote ha mosso 8.920.901 passeggeri nel 2025 e ha due terminal: il T1 per i voli nazionali e internazionali, dove atterrerete arrivando dall’Italia, e il T2 per gli interinsulari. La buona notizia è che, a differenza di Tenerife, qui non dovete preoccuparvi di sbagliare scalo: gli elenchi ufficiali dell’ente aeroportuale riportano le stesse nove compagnie di noleggio in entrambi i terminal, cioè AutoReisen, Cabrera Medina, Cicar, Europcar, Goldcar, Hertz, Payless, Sixt e TopCar.

Una precisazione utile, visto che circola il contrario: Avis non compare in quell’elenco ufficiale. Non significa che non esista un modo di noleggiare da loro sull’isola, significa che l’aeroporto non ne dichiara la presenza. Se prenotate con un marchio che non è tra quei nove, verificate in fase di prenotazione dove avviene il ritiro.

L’aeroporto sta a sei chilometri dal capoluogo, tra Arrecife e Puerto del Carmen. Sulle altre distanze non vi do numeri, e stavolta per un motivo preciso: né il Cabildo né il portale turistico ufficiale pubblicano una tabella delle distanze, e le cifre che trovate in giro vengono da siti di transfer che già non concordano tra loro. Un’isola di questa dimensione, comunque, si attraversa in una giornata tranquilla.

Info pratica: dall’aeroporto non risulta alcuna linea diretta per Costa Teguise, per il paese di Teguise o per Órzola, che è il porto d’imbarco per La Graciosa: bisogna passare da Arrecife e cambiare. Se il vostro alloggio è a Costa Teguise e atterrate con le valigie, questo da solo giustifica il noleggio del primo giorno. Altro dettaglio, banale finché non vi riguarda: i parcheggi ufficiali hanno un limite d’altezza di 2 metri al T1 e 3,1 al T2, e in entrambi è vietato l’accesso a veicoli oltre 2,5 per 5 metri di ingombro.

Papagayo: si paga un pedaggio del 1999 per una strada che il contratto vi vieta

Le spiagge di Papagayo, all’estremo sud dentro il Monumento Natural de Los Ajaches, sono il posto più fotografato dell’isola dopo i vulcani. E sono anche il punto in cui, cercando informazioni, ho trovato la situazione più curiosa di tutto questo lavoro sulle Canarie. Ve la racconto in ordine, perché è l’ordine in cui la vivrete voi.

Primo: si paga per entrare, e il pedaggio ha un atto formale. È una tassa comunale istituita dal Comune di Yaiza con un’ordinanza fiscale pubblicata sul bollettino provinciale nel gennaio del 1999. L’articolo 7 di quel testo fissa la tariffa in cinquecento pesetas per veicolo. I circa tre euro che pagate oggi sono la conversione in euro di quella cifra, mai aggiornata in ventisette anni. Si paga per auto e non per persona, e solo con carta: il Comune ha comunicato ufficialmente che al varco non si accettano contanti.

Secondo: la strada è sterrata, e lo dice il Comune stesso. Sono sette chilometri di piste in terra battuta, che negli atti municipali vengono chiamate proprio così, dall’ingresso di Las Coloradas fino ai parcheggi delle spiagge. Il Comune ci interviene periodicamente con mezzi propri per correggere e compattare il fondo, rovinato dal passaggio continuo e dalle piogge. Non esiste alcun progetto di asfaltatura, e vista la natura di area protetta è improbabile che ne nasca uno.

Terzo, ed è la parte che mi ha divertito. Il Comune incassa da quel varco cifre nell’ordine dei centoquarantamila euro in sette mesi, ma sulla manutenzione della pista c’è un braccio di ferro istituzionale: nel luglio 2026 il sindaco di Yaiza ha ricordato pubblicamente al Cabildo che la cura del Monumento Natural è anche una sua responsabilità, dopo avergli mandato una relazione legale e aver chiesto un incontro. Tradotto: si paga un pedaggio per entrare, e intanto i due enti discutono su chi debba sistemare la strada. C’è persino un dettaglio più sottile: l’esenzione per i residenti, che il Comune applica, non compare nel testo dell’ordinanza, che anzi all’articolo 8 esclude espressamente qualunque beneficio fiscale.

E adesso il punto che riguarda voi, che è quello che non ho trovato spiegato da nessuna parte. Gli articoli sul noleggio auto citano genericamente il divieto di percorrere strade non asfaltate, ma non nominano mai il pedaggio. Le pagine dedicate alla spiaggia spiegano benissimo il pedaggio, ma non dicono una parola sul divieto. Sono due mondi che non si toccano, e in mezzo ci finite voi: prenotate l’auto, guidate fino al casello, pagate con la carta, e solo dopo aver pagato vi trovate davanti sette chilometri di sterrato.

Attenzione: il fatto che una strada sia pubblica, aperta e perfino a pagamento non dice nulla su cosa vi consenta il contratto di noleggio. Sono due piani diversi: il pedaggio è una tassa comunale, il divieto sugli sterrati è una clausola privata tra voi e la compagnia. E vale la pena distinguere due cose che quasi tutti confondono: una è violare il contratto, l’altra è avere un’esclusione di garanzia. Non sono sinonimi e non hanno le stesse conseguenze. Il divieto sugli sterrati sta nelle condizioni generali, varia da azienda ad azienda, e si legge nel proprio contratto prima di partire: non date per scontato che un operatore locale lo consenta solo perché è di casa. Aggiungo una cosa che nessun ente ha mai detto: né il Comune né il Cabildo hanno mai pubblicato una parola rivolta a chi arriva lì con un’auto a noleggio. Tutto quello che leggete in giro sull’argomento, comprese le raccomandazioni su come guidarci, viene da blog di viaggiatori, non da un’autorità.

Se volete vedere Papagayo senza questo problema, ci sono due alternative concrete: a piedi o in bicicletta dal versante di Playa Blanca, visto che la tariffa è per veicolo, oppure con i taxi-boat che partono dal molo di Playa Blanca. Una delle spiagge del gruppo, il Caletón de San Marcial, è comunque accessibile solo a piedi.

Timanfaya: ci arrivate in auto, ma non ci girate in auto

Questa è l’altra cosa che nessuna guida al noleggio spiega, e che ribalta l’aspettativa con cui si prenota la macchina. Le guide dicono che Timanfaya non è servito dai mezzi pubblici, il che è vero, e da lì lasciano intendere che con l’auto il parco lo girerete. Non è così.

Con la vostra auto arrivate fino al parcheggio dell’Islote de Hilario, e lì l’auto si ferma. L’esplorazione autonoma dentro il parco non è consentita: il percorso tra i crateri, la Ruta de los Volcanes, si fa con il pullman del parco, che parte da lì a intervalli regolari, dura una quarantina di minuti, ha l’audioguida e non prevede fermate per scendere. È inclusa nel biglietto, quindi non è un costo aggiuntivo, ma è l’unico modo.

Il biglietto costa 30 euro per un adulto, comprende parcheggio, dimostrazioni geotermiche e il giro in pullman, e va comprato esclusivamente online scegliendo data e fascia oraria: la biglietteria fisica non vende più. Si arriva quindici minuti prima della fascia prenotata, e fuori da quella fascia il biglietto non vale. Non è modificabile né rimborsabile.

Attenzione: il parcheggio dell’Islote de Hilario è il vero collo di bottiglia dell’isola. Il piano di gestione del parco, che risale al 1990, fissa un tetto di novanta veicoli privati in contemporanea, e nei periodi di punta si formano code lungo la strada d’accesso. La cosa è talmente seria che la guardia ambientale spagnola ha formalmente denunciato i gestori per aver superato quel limite, con un procedimento amministrativo aperto. Prenotate una fascia oraria lontana dalle ore centrali, e mettete in conto attesa se andate a Pasqua o in agosto.

C’è anche un’alternativa che quasi nessuno conosce: il parco organizza due percorsi guidati a piedi, gratuiti, con una guida del parco. Si prenotano tramite il sistema nazionale dei parchi, sono a posti molto limitati e vanno richiesti con circa un mese di anticipo. Se siete tipi da camminata e programmate con largo margine, è il modo migliore di vedere Timanfaya.

La Graciosa, Famara e i Centri di César Manrique

Tre situazioni diverse che vale la pena conoscere prima di programmare le giornate, perché ognuna ha una sua regola.

DoveL’autoCosa sapere
La GraciosaResta a ÓrzolaLe auto private non circolano sull’isola: è dentro un parco naturale e il traffico è contingentato. Per visitarla non serve alcun permesso
TimanfayaSolo fino al parcheggioBiglietto 30 €, solo online con fascia oraria, giro in pullman incluso
PapagayoPedaggio + 7 km di sterratoSi paga per veicolo, solo con carta. A piedi o in bici non si paga
Caleta de FamaraSì, strada asfaltata200 posti auto regolamentati in paese; dal 2027 è annunciato il divieto di sosta a ridosso della spiaggia
Centri di ManriqueSì, con parcheggioSparsi ai due estremi dell’isola: sono una logica da itinerario in auto

Su La Graciosa c’è un equivoco da sciogliere per chi arriva qui dopo aver letto della vicina Fuerteventura. Sono due regimi opposti: per l’isola di Lobos serve un permesso obbligatorio con posti contingentati, mentre per La Graciosa non serve alcuna autorizzazione per sbarcare. Serve invece per campeggiare, ed è gratuita. Si parte da Órzola con i traghetti di due compagnie, e il parcheggio vicino al porto è messo a disposizione dagli armatori stessi per chi ha il biglietto. Sull’isola circolano solo taxi e fuoristrada autorizzati: a giugno 2026 il Comune di Teguise ha rivisto la sua ordinanza portando il numero massimo di veicoli autorizzati da due a quindici.

Sui Centri di Arte, Cultura e Turismo, cioè il circuito firmato da César Manrique che comprende Jameos del Agua, Cueva de los Verdes, Mirador del Río, Jardín de Cactus, la Casa-Museo del Campesino e lo stesso Timanfaya, c’è una notizia che cambia i conti: i biglietti combinati non esistono più. Il Cabildo vende ormai solo ingressi singoli per ciascun centro. Curiosamente, la Fondazione César Manrique, che è un ente privato e distinto dal Cabildo e gestisce la casa-studio di Tahíche e la casa museo di Haría, il suo biglietto congiunto ce l’ha ancora. Vale la pena saperlo prima di pianificare un giro che li tocchi tutti: con i prezzi attuali, una giornata da tre centri non è una spesa banale.

Guidare e noleggiare a Lanzarote

Sulle zone a traffico limitato la risposta è la stessa delle altre Canarie: a Lanzarote non ce ne sono di attive. Arrecife, che con oltre settantamila abitanti sarebbe tenuta per legge a istituire una zona a basse emissioni, è ferma alla consultazione pubblica di una bozza avviata nel 2023, e il portale del governo regionale conferma che nessun comune delle Canarie ha oggi una zona approvata e sanzionabile. Non ho trovato ordinanze di sosta a pagamento nei quattro centri turistici principali, ma su questo sono onesto: non averle trovate non prova che non esistano, quindi guardate la segnaletica come fareste ovunque.

Un’altra buona notizia, per chi arriva dalle nostre guide sarde: a Lanzarote non c’è nessuna spiaggia a numero chiuso, niente targhe da comunicare e niente prenotazioni. Papagayo, che è l’unico posto dove si paga, non fa eccezione: è a pagamento per veicolo, il che è una cosa diversa dal contingentamento. Il numero chiuso qui riguarda semmai i centri visitabili, non le spiagge.

Cosa guardareOperatori canari storiciGrandi marchi internazionali
CopertureAlcuni dichiarano l’assicurazione senza franchigia già inclusaCopertura base con franchigia, azzeramento a parte
Deposito sulla cartaChi non richiede deposito né preautorizzazione lo scrive nelle proprie condizioniPreautorizzazioni che possono superare il migliaio di euro
Presenza in aeroportoAutoReisen, Cabrera Medina, Cicar e TopCar, in entrambi i terminalEuropcar, Goldcar, Hertz, Payless e Sixt, in entrambi i terminal
Formula carburanteVariabile: si legge nelle condizioni, non si dà per scontataVariabile: idem

Un dato curioso e vero: uno dei gruppi di noleggio storici delle Canarie è nato proprio a Lanzarote, alla fine degli anni Sessanta, quando l’isola cominciava appena a essere una destinazione. Non è un argomento per scegliere una compagnia invece di un’altra, ma spiega perché qui i nomi locali abbiano un peso che altrove in Europa non hanno.

Sulla formula del carburante vale quello che ho scritto per le altre isole: non fidatevi delle semplificazioni, nemmeno delle mie. Le formule cambiano da azienda ad azienda e nel tempo, e su questo tema il web italiano è pieno di attribuzioni sbagliate ripetute da anni. Si legge nelle condizioni della propria prenotazione, e alla consegna si fotografa la lancetta.

Infine, la regola che vale per tutto l’arcipelago e che qui è particolarmente tentatrice, perché da Playa Blanca si vede Fuerteventura a occhio nudo e il traghetto per Corralejo è breve e frequente: l’auto a noleggio non si porta da un’isola all’altra. Quasi tutte le compagnie lo vietano e chi lo fa comunque resta scoperto dall’assicurazione. Se volete fare la gita, andate a piedi e semmai noleggiate di là: trovate il quadro completo nella nostra guida su cosa sapere prima di noleggiare alle Canarie.

Quando andare, e perché a Lanzarote siamo così pochi

Lanzarote è l’isola più britannica delle Canarie, e non è un modo di dire: nei dati ufficiali sugli arrivi del 2025 il Regno Unito da solo vale il 50,9%, cioè più di un visitatore su due. Segue l’Irlanda con l’11,2%, poi gli spagnoli della penisola e i tedeschi. L’Italia è appena il sesto mercato, con il 2,5%: per darvi un’idea, a Fuerteventura siamo il 6,3% e a Tenerife il 5,6%. Su quest’isola siamo davvero pochi, e si sente nell’atmosfera dei resort.

Come le sorelle, Lanzarote è destagionalizzata: il mese più affollato del 2025 è stato marzo e il più tranquillo settembre, con un rapporto di appena 1,29 tra i due. Non esiste una stagione morta e non esiste un picco estivo.

Noi italiani però, anche qui, andiamo per conto nostro: il nostro picco è agosto e il nostro minimo è maggio, con una curva molto più mossa di quella dell’isola. Seguiamo il calendario delle ferie italiane, con le gobbe su agosto, Natale e la settimana di Pasqua, invece della logica del sole invernale che porta qui britannici e irlandesi. Il risultato è che disertiamo proprio i mesi in cui l’isola è al suo meglio: maggio, giugno, settembre e ottobre, quando fa caldo, non piove e c’è meno gente.

Sul clima non c’è molto da decidere. Alla stazione dell’aeroporto la media di gennaio è 17,4 gradi e quella di luglio 24,3, con appena otto gradi di escursione in tutto l’anno. Piovono 111 millimetri all’anno su una ventina scarsa di giorni, quasi tutti tra novembre e febbraio, e in estate praticamente mai. Le ore di sole sono quasi tremila. Del vento non vi do numeri perché l’agenzia meteorologica spagnola non lo pubblica tra le medie di questa stazione, e i valori che girano sui siti meteo sono elaborazioni private: sappiate solo che è costante, come su tutte le Canarie orientali.

Per il noleggio significa le solite due cose, che a questo punto della serie sono un ritornello: non c’è una finestra morta con prezzi stracciati, e i mesi da prenotare per tempo sono l’inverno e l’inizio primavera, più le feste. Se dovete confrontare i grandi marchi con i noleggiatori canari sullo stesso scalo e leggere le condizioni di ciascuno prima di impegnarvi, io parto da un comparatore come DiscoverCars, che qui è utile soprattutto perché mette in fila nomi locali che altrove non incontrerete mai.

Domande frequenti sul noleggio auto a Lanzarote

<strong>Si può andare a Papagayo con l’auto a noleggio?</strong>

Alle spiagge di Papagayo si accede pagando un pedaggio comunale per veicolo, solo con carta di credito o debito, e percorrendo circa sette chilometri di pista sterrata. Il fatto che la strada sia pubblica, aperta e a pagamento non dice però nulla su cosa consenta il contratto di noleggio: sono due piani diversi, perché il pedaggio è una tassa comunale mentre il divieto sugli sterrati è una clausola privata tra chi noleggia e la compagnia. Quel divieto sta nelle condizioni generali, varia da azienda ad azienda e va letto sul proprio contratto prima di partire. Né il Comune né il Cabildo hanno mai pubblicato indicazioni rivolte a chi arriva con un’auto a noleggio. In alternativa si può arrivare a piedi o in bicicletta, visto che la tariffa è per veicolo, oppure con i taxi-boat da Playa Blanca.

<strong>Quanto costa entrare a Papagayo e come si paga?</strong>

Si paga una tassa comunale per veicolo, istituita dal Comune di Yaiza con un’ordinanza fiscale del gennaio 1999 che fissava la tariffa in cinquecento pesetas: i circa tre euro di oggi sono la conversione in euro di quella cifra, mai aggiornata da allora. Il pagamento è possibile esclusivamente con mezzi elettronici, cioè carta fisica o pagamento da telefono: al varco non si accettano contanti. La tariffa è per veicolo e non per persona, quindi chi arriva a piedi o in bicicletta non paga. Sull’orario di apertura del varco non esiste un dato ufficiale pubblicato e le fonti disponibili si contraddicono.

<strong>Si può girare il parco di Timanfaya con la propria auto?</strong>

No. Con l’auto privata si arriva soltanto al parcheggio dell’Islote de Hilario, e da lì il percorso tra i crateri, la Ruta de los Volcanes, si fa esclusivamente con il pullman del parco, che è incluso nel biglietto e non prevede fermate per scendere. Il biglietto costa 30 euro per un adulto, comprende parcheggio, dimostrazioni geotermiche e giro in pullman, e va acquistato solo online scegliendo data e fascia oraria, perché la biglietteria fisica non vende più. Il piano di gestione del parco fissa un tetto di novanta veicoli privati in contemporanea, quindi nei periodi di punta si formano code all’ingresso.

<strong>Serve l’auto a Lanzarote o bastano gli autobus?</strong>

Dipende da cosa si vuole fare. La rete pubblica conta una quarantina scarsa di linee e collega bene l’aeroporto, Arrecife e i tre poli turistici, con linee dedicate al mercatino di Teguise la domenica. Restano però fuori quasi tutte le attrazioni principali: il Parco Nazionale di Timanfaya dichiara ufficialmente che nessun servizio pubblico vi accede, e sono fuori rete anche il Mirador del Río, la Cueva de los Verdes e le spiagge di Papagayo. I Jameos del Agua e il Jardín de Cactus una fermata ce l’hanno, ma su una linea con quattro corse al giorno di cui non tutte utili. Una soluzione sensata è noleggiare solo per le giornate di giro.

<strong>Si può portare l’auto a noleggio a La Graciosa?</strong>

No, l’auto resta a Órzola. Sull’isola le auto private non circolano, perché La Graciosa è dentro il Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo e il traffico è contingentato da un’ordinanza comunale che a giugno 2026 ha portato il numero massimo di veicoli autorizzati da due a quindici, riservati a taxi, fuoristrada e trasporti autorizzati. Va però chiarito un equivoco frequente: per visitare La Graciosa non serve alcun permesso, a differenza dell’isola di Lobos davanti a Fuerteventura, dove l’autorizzazione è obbligatoria e i posti sono contingentati. Il permesso a La Graciosa serve solo per campeggiare, ed è gratuito.

<strong>Ci sono ZTL o spiagge a numero chiuso a Lanzarote?</strong>

No, in nessuno dei due casi. Non esiste alcuna zona a traffico limitato o a basse emissioni attiva e sanzionabile: Arrecife, che per numero di abitanti sarebbe tenuta a istituirne una, è ferma alla consultazione pubblica di una bozza avviata nel 2023, e il portale del governo regionale conferma che nessun comune delle Canarie ne ha una approvata. Non esistono nemmeno spiagge a numero chiuso o con prenotazione obbligatoria: Papagayo, dove si paga, è a pagamento per veicolo, che è cosa diversa dal contingentamento. Il numero chiuso a Lanzarote riguarda semmai i centri visitabili, come Timanfaya.

<strong>Qual è il periodo migliore per andare a Lanzarote?</strong>

L’isola è destagionalizzata: nei dati ufficiali sugli arrivi del 2025 il picco è marzo e il minimo settembre, con un rapporto di appena 1,29 tra i due, quindi non esiste una stagione morta né un picco estivo. Alla stazione dell’aeroporto la media di gennaio è 17,4 gradi e quella di luglio 24,3, con circa 111 millimetri di pioggia all’anno concentrati tra novembre e febbraio e quasi tremila ore di sole. Gli italiani, che qui sono solo il 2,5% dei visitatori contro un Regno Unito che da solo vale oltre la metà, tendono a venire in agosto e a disertare maggio, giugno, settembre e ottobre, che sono invece i mesi in cui l’isola è più piacevole e meno affollata.

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