Nola, la mission del Cis: sviluppo del territorio e sinergia tra istituzioni

2026/10/07

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La sfida adesso è guardare al futuro con la stessa visione di 40 anni fa. Che in concreto vuol dire «continuare ad adeguarsi ai cambiamenti, adattando la visione alla velocità con la quale nel mondo di oggi i cambiamenti avvengono», per dirla con il sindaco della Città Metropolitana di Napoli e presidente dell’Anci Gaetano Manfredi. Non poteva che arrivare da un nolano doc come lui l’indicazione forse più concreta dell’incontro organizzato per festeggiare i primi 40 anni del Cis, l’esperienza imprenditoriale voluta dal Cavaliere del Lavoro Gianni Punzo e da altri undici visionari come lui. «Quaranta anni fa, quando venne inaugurato il Cis, si era capito che il modello di commercio di Piazza Mercato a Napoli non andava più bene, che i tempi erano cambiati, che si doveva voltare pagina – dice Manfredi - La capacità di visione di allora ha prodotto il Cis di oggi, rivelandosi lungimirante ancorché all’inizio non compresa da tanti. Oggi quel percorso deve guardare ai nuovi mercati, sapendo che l’unica direzione possibile per il sistema delle imprese è quella europea e internazionale». Messaggio chiaro e senza equivoci, perché «la dimensione dello sviluppo locale non basta più e non possiamo immaginare cosa sarà il mondo tra altri 40 anni», dice ancora Manfredi. Dunque, occorre attrezzarsi e il Cis, proprio attraverso l’iniziativa di ieri, mostra di essersi già messo in cammino da tempo in questa direzione, per tanti aspetti obbligata. Lo confermano le parole del presidente Andrea Miranda e dell’ad Claudio Ricci, oggi ai vertici di un sistema che fattura ben 8 miliardi all’anno e continua a ricevere quasi ogni giorno richieste di nuovi insediamenti da parte di importanti imprese, anche straniere. «Da noi ci sono tutti i migliori», sottolinea con orgoglio Ricci, arrivato a Nola dieci anni fa e diventato da allora il punto di riferimento della continuità gestionale, scandita anche da momenti difficili e incerti.

LA VISIONE

Ma sono anche le istituzioni a confermare la piena fiducia nel futuro del Cis e dell’annesso Interporto, un unicum imprenditoriale anche per l’Europa. In collegamento da Bruxelles, il vicepresidente esecutivo Ue Raffaele Fitto sottolinea il valore ormai acquisito del modello nolano anche su scala europea mentre il presidente della Regione Campania Roberto Fico ribadisce la “massima collaborazione” sugli obiettivi più urgenti come il sostegno alle imprese sul caro-energia. Ovvero, la realizzazione di impianti fotovoltaici e accumulatori nelle cave dismesse del territorio, «in grado di calmierare i prezzi anche per le famiglie»; e l’attivazione della nuova centrale idroelettrica pubblica collegata alla diga di Campolattaro. Di sicuro, l’efficienza anche amministrativa mostrata per il Pnrr («Abbiamo raggiunto quasi tutti i target dei progetti di cui eravamo soggetti attuatori») e l’avanzo di bilancio appena certificato proiettano la Regione in una dimensione operativa molto interessante: «Nel 2028 entreranno in vigore le nuove regole sui fondi europei che ricalcheranno in parte il modello Pnrr. E noi stiamo già lavorando per farci trovare pronti», assicura Fico. Anche dalla vicepresidente del Senato Mariolina Castellone arriva il plauso per l’esperienza del Cis. E con esso, l’auspicio che l’impegno delle imprese «possa frenare l’esodo dei giovani dal Sud e dal Paese che misuriamo ormai in 100mila uscite ogni anno». Di sicuro, osserva il sindaco di Nola, Andrea Ruggero, «il Cis non è ormai solo una storia del territorio, della Campania e del Mezzogiorno ma dell’Italia intera, una testimonianza assoluta di coraggio e di visione imprenditoriale».

LA ZES

A renderla, del resto, ancora più vincente sono le 60 autorizzazioni a nuovi investimenti arrivate in questi mesi dalla Zes unica, la vera novità del Paese in termini di politica industriale. «Abbiamo già superato adesso il numero di autorizzazioni rilasciate in tutto lo scorso anno», dice Giosy Romano, Capo del Dipartimento Sud di Palazzo Chigi, il vero motore della Zes (oltre 1570 il totale). E in risposta ai dubbi sollevati poco prima da Fico, peraltro scettico sull’ampliamento della misura anche al Nord («Non contano solo i numeri ma la qualità del singolo investimento, troppe deroghe sono un rischio», aveva detto il Governatore), Romano sottolinea un dato che si commenta da solo: «Con i 70 miliardi di investimenti abbiamo attivato oltre 75mila posti di lavoro al Sud». La Zes necessaria e da tutelare, concordano Vittorio Genna, presidente dell’Unione Industriali Napoli e Pasquale Russo, leader campano di Confcommercio, entrambi consapevoli peraltro che il peso delle infrastrutture materiali e immateriali sarà decisivo per la crescita della Campania.

LE TESTIMONIANZE

Nella giornata di festa c’è spazio anche per i ricordi dei giornalisti. Lino Zaccaria, inviato della redazione economia del Mattino all’inaugurazione del Cis - presente l’allora capo del Governo Bettino Craxi - si commuove ricordando come nacque il titolo “Cin Cin Cis” dedicato all’evento. «Lo cambiammo all’ultimo minuto dopo esserci accorti che quello prescelto, “Buongiorno Cis” era già stato utilizzato da un inserzionista pubblicitario». E il direttore del Mattino, Vincenzo Di Vincenzo, racconta anche lui con un pizzico di emozione di essere stato “di casa” a Piazza Mercato in quegli anni: prima di farsi assorbire in toto dal mestiere di cronista, consegnava, giovanissimo, i prodotti dell’azienda del padre ai commercianti di riferimento. «Non ho mai dimenticato l’atmosfera di quel periodo, rilanciare Piazza Mercato sarebbe una sfida da vincere insieme».

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