PADOVA - Nicu Terletchi, il muratore moldavo di 35 anni morto il 4 agosto a seguito di un malore nel suo primo giorno di lavoro (in nero) a Padova, con ogni probabilità è deceduto per un infarto o un collasso da calore. È quanto emerge, apprende l'Ansa, dalle prime rilevanze dell'autopsia condotta dal medico legale Antonello Cirnelli.
L'autopsia
Per capire la dinamica della sua morte, gli inquirenti dovranno analizzare a fondo i telefonini degli indagati. Grande importanza poi avrà la definizione della causa e dell'orario della morte, per stabilire quanto tempo Terletchi possa essere sopravvissuto dopo i primi segni di malore. L'autopsia esclude che l'uomo abbia bevuto ed è possibile che i sei indagati per omissione di soccorso aggravata abbiano tentato di inscenare il fatto che fosse ubriaco.
I punti oscuri
Una vicenda dai lati oscuri su cui sta lavorando il pm Claudia Brunino, coadiuvata nelle indagini dai carabinieri di Piove di Sacco e di Padova. Il tragitto del corpo (ancora in vita o morto non è al momento stato chiarito) sembra l'unica cosa certa per ora: dal cantiere, alla casa dell'imprenditore rumeno, al parcheggio del supermercato. Almeno nella versione degli indagati. Ad aggravare la loro posizione il fatto di aver cancellato i messaggi e le chiamate di quel giorno, come a non voler lasciare traccia. E versioni ritrattate di quanto accaduto, sia da parte dell'imprenditore Viorel Roman, rumeno di 49 anni, sia di sua zia Costanda Pasare, di 64 anni. Con loro sono indagati la moglie di Roman, Mioara di 46 anni e i due operai Dorica Virgil Taranu e Florin Condrea, rispettivamente di 43 e 37 anni, entrambi rumeni) che per primi in cantiere si sono accorti che Nicu non stava bene e hanno allertato il titolare. Anche la figlia di Costanda, Claudia Nicoleta Pasare, di 38 anni, è indagata: insieme alla madre ha caricato in auto Nicu da casa di Roman per portarlo a Bovolenta nella loro abitazione. Quando le due donne si sono rese conto che l'uomo sembrava ormai senza vita, hanno chiamato i soccorsi. Sembra che l'imprenditore avesse detto alla zia che Nicu era in coma etilico, ma Costanda gli avrebbe risposto che se stava male l'avrebbe portato in ospedale.
Gli orari
Nelle deposizioni degli indagati ci sono delle incongruenze. Costanda avrebbe detto di essere stata chiamata telefonicamente dalla moglie di Roman, Mioara, alle 15.15, mentre Roman sostiene di averla chiamata lui. La figlia di Costanda invece avrebbe dichiarato di essere stata cercata dalla madre alle 15.55 dicendole che sarebbe passata a prenderla a Polverara per andare dal padre ricoverato all'ospedale di Schiavonia. Solo durante il tragitto la madre le ha confidato di essere stata contattata da Roman: dovevano andare a casa sua perché Nicu non si sentiva bene e che non voleva incorrere in ulteriori ripercussioni. Non è dunque chiaro per quale motivo Roman, che aveva ospitato la sera prima a dormire Nicu, sapendo che la zia era a casa da sola (essendo il marito in ospedale), volesse consegnare un uomo in quelle condizioni alle sue cure a casa sua.
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