Nicole, l’educatrice coraggiosa: “Così ho bloccato i ladri dopo il colpo”

2026/09/24

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Nicole Pintonello, educatrice pesarese di 41 anni che ieri pomeriggio è stata protagonista, insieme alla commessa della Cap di via Faggi, del movimentato inseguimento

Il coraggio di Nicole Pintonello, educatrice professionale di 41 anni

Il coraggio di Nicole Pintonello, educatrice professionale di 41 anni

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Pesaro, 24 settembre 2026 – “Quando vedo una situazione di pericolo non ci penso un secondo: mi fiondo e difendo chi è in difficoltà, senza curarmi della mia incolumità. Sono fatta così”. A parlare è Nicole Pintonello, educatrice pesarese di 41 anni che ieri pomeriggio è stata protagonista, insieme alla commessa della profumeria Cap di via Faggi, del movimentato inseguimento che ha portato a bloccare i due ladri dopo il colpo, fino all’arrivo dei carabinieri.

Nicole, partiamo dall’inizio: come si sono svolti i fatti?

“Ero in macchina parcheggiata di fianco al negozio quando ho visto due ragazzi passare: confabulavano, si guardavano attorno e nascondevano qualcosa sotto la maglia. Lì per lì ho avuto come un sesto senso, ho avvertito subito un atteggiamento strano”.

Poi cosa è successo?

“Quando sono scesa dall’auto li ho visti accelerare e poi correre. Subito dietro c’era la commessa, visibilmente spaventata e disorientata. Ho capito all’istante la situazione e le ho gridato: “Sono andati di là!” (lungo via Faggi, verso via Rossi, ndr), indicando la direzione”.

E ha deciso di rincorrerli?

“Sì. La commessa era determinata a fermarli, aveva il cellulare in mano e stava già chiamando i carabinieri mentre gridava di fermarsi. Loro inveivano contro di lei dicendo “Cosa vuoi, non abbiamo fatto niente”, ma continuavano a scappare. Ho pensato: “Dove va da sola? Se la aggrediscono e sono armati è finita”. Così ho iniziato a correre a mia volta per non lasciarla sola”.

Nicole è stata protagonista, insieme alla commessa della profumeria Cap di via Faggi

Nicole è stata protagonista, insieme alla commessa della profumeria Cap di via Faggi

E poi?

“Ci hanno aiutato altri passanti, che avevano sentito le grida. La situazione era tesa. Un ragazzo in motorino si è subito avvicinato per darci una mano cercando di bloccagli la strada, un’auto ha affiancato i due fuggitivi e poi è arrivato un altro signore. Li abbiamo praticamente circondati. Nel frattempo i due si agitavano tantissimo, urlando alla commessa che non poteva accusarli. Lei però è stata fortissima e ha ribattuto che dentro al negozio avevano nascosto un profumo sotto la pancera e che poi glielo avevano restituito. Probabilmente lungo la fuga, tra le siepi e i giardini, si erano sbarazzati di altra merce”.

Poi sono arrivati i carabinieri?

“Li abbiamo tenuti lì incastrati per pochissimi minuti, giusto il tempo di far arrivare le pattuglie dei carabinieri, che sono stati velocissimi. Io poi sono dovuta scappare a un appuntamento, ma più tardi sono tornata per fornire i miei dati e testimoniare. Quando poi sono ripassata al Cap, la commessa mi ha ringraziato tantissimo: mi ha spiegato che aveva iniziato a urlare proprio per attirare l’attenzione di qualcuno e non farli scappare. Alla fine i carabinieri li hanno presi e perquisiti”.

Lo sa che ha rischiato? Ha avuto paura? A mente fredda, lo rifarebbe?

“Certamente ci è voluto del coraggio, sia da parte mia che della commessa: effettivamente avrebbero potuto essere armati o reagire male. Ma grazie alla collaborazione di tutti siamo riuscite a evitare che la situazione degenerasse e che scappassero via. È andata bene così. Sì, rifarei tutto”.

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