La rivoluzione delle concessioni per la nautica da diporto parte da Napoli. Per la prima volta un approdo turistico sarà tenuto ad esporre e rendere pubbliche le tariffe di ormeggio in modo che l’utente potrà essere informato dei costi cui andrà incontro. Niente favoritismi e tanta trasparenza. Il bando è chiaro: chi violerà le regole sarà soggetto a procedura di revoca. Questo il filo conduttore delle gare pubblicate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale per l’assegnazione di sette lotti nel porto di Castellammare di Stabia. Un percorso che sarà presto sperimentato anche nei territori costieri di Napoli e di Salerno ove è competente la Port Authority.
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Parliamo dei porti di Mergellina, Nisida, Molosiglio, ma anche dei campi boa che la Soprintendenza ed il Comune di Napoli riterranno di poter autorizzare a seguito di un percorso valutativo già in corso. «Abbiamo preso il tempo necessario per confrontarci - dice il presidente Eliseo Cuccaro - con i diversi portatori di interesse, con le associazioni di categorie e anche con i singoli concessionari. Abbiamo valutato con attenzione le posizioni espresse dalla direzione generale del ministero dei Trasporti, dall’Authority per la Concorrenza (Agcm). Insieme al segretario generale Giuseppe Grimaldi abbiamo ponderato ogni esigenza e con l’ausilio dei nostri funzionari e dirigenti abbiamo pubblicato un bando di gara equilibrato che riteniamo possa essere preso a riferimento anche da altre amministrazioni».
LE NUOVE NORME
Ma veniamo alla procedura di gara. La prima notizia è che si è scelto di generare più lotti per garantire l’accesso alle piccole imprese: una scelta non da poco, non scontata e certamente più faticosa e articolata. Sono ben sette i lotti funzionali con canoni annui a base di gara da 2.968,63 euro a 18.643,45 euro. Ciascun concorrente potrà presentare offerta per più lotti, ma aggiudicatario di una sola concessione. Fatto cento il punteggio assegnabile, 70 punti sono riferibili all’offerta tecnica e ai requisiti del concorrente e 30 punti all’offerta economica. La base d’asta è assai poco significativa perché sarà soggetta certamente a forti rialzi. L’apertura al libero mercato e alle piccole e medie imprese è leggibile dai requisiti di accesso che non sono affatto penalizzanti sia per il basso fatturato annuo richiesto (pari al 50% della base di appalto per il quadriennio), sia per la richiesta di esperienze maturate nel settore (solo tre anni). Inoltre le attività dovranno essere gestite direttamente, sub-affidando eventualmente ad altri solo una parte accessoria e residuale dei servizi. Insomma, niente scatole vuote. Ma come saranno assegnati i restanti settanta punti dell’offerta tecnica?
Ben 20 punti sulla base di una “proposta tecnica” di gestione dello specchio acqueo posto in gara che dovrà essere elaborata in conformità alle “Linee programmatiche” approvate con delibera di Giunta Regionale Campania del 8/10/2025. Saranno valutati sicurezza, ambiente, servizi all’utenza, qualità delle strutture e impianti. Altri 17 punti saranno assegnati in ragione del numero dei lavoratori impegnati e delle loro qualifiche professionali mentre 12 punti sono riservati per valorizzare l’esperienza dei concorrenti, un segnale di non poco conto per i concessionari uscenti che da più parti vengono demonizzati all’insegna del libero mercato. Ma la grande novità riguarda gli utenti del mare, quelli che alla gara non partecipano: a tutela di questi ben 16 punti saranno assegnati in ragione delle tariffe offerte per ciascuna tipologia di posto barca e per i diversi periodi stagionali e che saranno pubbliche. Una novità assoluta che fungerà da calmiere per le offerte ma soprattutto consentirà alla Port Authority di mettere fuori chi partecipa con altri interessi. Infine solo 5 punti assegnati a chi possiede le diverse certificazioni di qualità, forse ancora poco significative per questa tipologia di servizi. Insomma, questa volta Napoli e la Campania sono avanti e probabilmente faranno scuola anche in altre regioni. Un cambio di paradigma efficace perché entreranno molto più fondi anche nelle casse dello Stato.
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