Nativi digitali, il vero rischio è sentirsi troppo sicuri e smart - Teen - Ansa.it

2026/07/14

Categories: lifestyle

Il paradosso dei nativi digitali italiani: il 93% ha sentito parlare dei rischi per la sicurezza online, ma il 27% clicca su link sospetti, il 32% interagisce con sconosciuti durante il gaming online e il 16% accetta richieste di contatto sui social media da persone che non conosce.
Con la fine della scuola e l'aumento del tempo trascorso online durante l'estate, tra social media, gaming e chat, emerge un divario tra consapevolezza e comportamenti: molti ragazzi continuano infatti ad adottare abitudini che possono esporli a minacce informatiche e interazioni potenzialmente rischiose. Lo dimostra la ricerca realizzata da YouGov per Kaspersky, che ha coinvolto 525 ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni.

Eccessiva confidenza: il vero rischio è sentirsi troppo sicuri
Il livello di familiarità con i temi della sicurezza online è elevato: il 93% degli intervistati ha sentito parlare di cybersecurity, principalmente in famiglia (59%), a scuola (57%) e online (49%)1. Tuttavia, la consapevolezza non sempre si traduce in comportamenti prudenti.
Più di un ragazzo su quattro (27%) ammette infatti di aver cliccato su un link senza verificarne l'affidabilità, a conferma che la familiarità con gli strumenti digitali non equivale necessariamente a una maggiore capacità di riconoscere le minacce online.

Secondo Kaspersky, il fenomeno della cosiddetta overconfidence digitale rappresenta oggi uno dei principali fattori di vulnerabilità per le nuove generazioni. Per questo è fondamentale affiancare alla conoscenza teorica lo sviluppo di spirito critico e consapevolezza, attraverso un dialogo costante tra scuola, famiglia e ragazzi.

Gaming: quando il gioco diventa un'opportunità per i cybercriminali
Le piattaforme di gaming rappresentano uno dei principali luoghi di aggregazione per i più giovani. Oltre a giocare, i ragazzi utilizzano questi ambienti per socializzare e conoscere nuove persone: secondo la ricerca, il 32% degli intervistati ha dichiarato di aver interagito con persone sconosciute durante le sessioni di gioco online. Un comportamento che, in alcuni casi, si accompagna alla condivisione di dati sensibili: rispettivamente l’8% dei ragazzi dichiara infatti di inviare informazioni personali, come il nome della propria scuola, l’indirizzo e la data di nascita, e il 7% immagini e foto personali.

Proprio per la loro popolarità tra i più giovani, le piattaforme di gaming sono diventate un obiettivo privilegiato per i cybercriminali. Secondo i dati Kaspersky, nel primo semestre del 2024 sono stati rilevati oltre 6,6 milioni di tentativi di attacco legati a giochi particolarmente diffusi tra i ragazzi, come Minecraft, Roblox e Among Us. I cyber criminali sfruttano questi titoli per diffondere malware, rubare dati personali o attirare gli utenti verso siti fraudolenti.

A rendere il fenomeno ancora più insidioso contribuisce l'evoluzione delle tecniche di phishing, sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. Per questo, Kaspersky raccomanda di scaricare contenuti solo da fonti affidabili e di evitare la condivisione di informazioni personali con utenti sconosciuti incontrati durante le attività di gioco.

Social media: il rischio dell'oversharing
I social network rappresentano uno degli spazi principali di espressione e relazione per i più giovani. In Italia, il 71% dei ragazzi tra i 10 e i 16 anni possiede almeno un account personale e utilizza queste piattaforme per comunicare, condividere contenuti e mantenere rapporti con amici e conoscenti. Accanto alle opportunità offerte dai social, emergono tuttavia alcuni comportamenti che possono aumentare l'esposizione ai rischi. Il 17% degli intervistati dichiara di condividere contenuti senza verificarne la fonte e il 16% di accettare richieste di contatto da sconosciuti.
Grazie al maggior tempo libero, ai viaggi e alle vacanze, durante l’estate le immagini pubblicate sui social tendono generalmente ad aumentare e, sebbene la maggior parte dei ragazzi sia consapevole che i contenuti online possono rimanere accessibili nel tempo, quasi un quinto ritiene ancora che possano essere rimossi facilmente

Secondo Kaspersky, questo fenomeno di oversharing può favorire attacchi di phishing, furti di account e altre forme di truffa online, poiché consente ai cybercriminali di raccogliere informazioni utili per rendere gli attacchi sempre più credibili e personalizzati. Parallelamente, stanno aumentando le campagne malevole che sfruttano brand, piattaforme e trend familiari ai più giovani: i tentativi di attacco che imitano contenuti popolari tra i ragazzi sono cresciuti del 38%2, a conferma di come i cybercriminali stiano adattando sempre più le proprie strategie a un pubblico giovane e altamente connesso.

"I dati mostrano chiaramente un divario tra la percezione delle proprie competenze digitali e i comportamenti reali online. I giovani sono sempre più connessi e consapevoli dei rischi, ma continuano a esporsi a minacce concrete, spesso proprio a causa di un'eccessiva fiducia nelle proprie capacità digitali. Con l'arrivo dell'estate e l'aumento del tempo trascorso online, è ancora più importante rafforzare l'educazione alla cybersecurity, coinvolgendo famiglie e scuole e promuovendo un dialogo aperto sulle esperienze digitali dei ragazzi. Solo così sarà possibile accompagnarli nello sviluppo di una reale capacità di riconoscere e gestire i rischi online”, ha concluso Cesare D'Angelo, General Manager Italy & Mediterranean di Kaspersky.

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