Nasi finti, barbe e camici da lavoro per svaligiare le Poste: incastrati i rapinatori mascherati di Roma (video)

2026/09/12

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Ritenuti colpevoli di altre tre rapine, due messe a segno e una terza tentata. Teatro di caccia le Poste Roma. Ad essere ritenuti responsabili dei blitz criminali Luciano Terzini e Filippo Giuffrida, romano di 68 anni il primo, nato a Catania 54 anni fa il secondo. Già in carcere per precedenti rapine, sono stati riconosciuti quali autori di altri colpi risalenti agli anni 2023 e 2024. Casal de' Pazzi, Gregorio VII e Conca d'Oro gli uffici postali visitati dalla coppia. 

Travestiti da lavoratori, in alcuni casi con barba e naso finti applicati in volto, ma anche da finti clienti il loro curriculum vanta decine di rapine, due vecchie conoscenze delle forze dell'ordine a cui le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate direttamente in carcere.

Amici e rapinatori 

Legati da un rapporto di amicizia consolidato nel tempo e da una collaudata complicità operativa, come emerge dagli elementi raccolti e richiamati nell’ordinanza eseguita nella mattinata di sabato 12 settembre, Terzini e Giuffrica sono ritenuti coinvolti in almeno tre episodi di rapina: il 30 agosto del 2023 alle Poste di via Adriano Fiori, a Casal de' Pazzi, il 15 giugno 2024 agli uffici di via Sant'Agatone Papa in zona Gregorio VII e in viale Pantelleria, nel municipio Montesacro, quando tentarono la rapina scappando a mani vuote.

Travestiti da lavoratori, in alcuni casi con barba e naso finti applicati in volto, dopo essere già stati fermati in flagranza di reato erano poi stati riconosciuti quali presunti colpevoli di altri due colpi messi a segno nell'arco di cinque mesi allo stesso ufficio postale di Grottarossa a Roma nord, dove sparirono con un bottino di 300mila euro. Luciano Terzini era inoltre stato riconosciuto colpevole di una tentata rapina in solitaria alle Poste di Fidene, nascondeva in casa trucchi, barbe e nasi finti, nonché istruzioni cartacee per i travisamenti.

Uffici postali nel mirino

Tra il 2023 e il 2024, la polizia ha condotto una complessa attività investigativa sul territorio della provincia di Roma in relazione ad una serie di rapine -tentate e consumate- ai danni di uffici postali che, pur verificandosi in contesti differenti, presentavano significative analogie nelle modalità esecutive. Le azioni delittuose venivano generalmente perpetrate nelle prime ore di apertura degli sportelli da uno o due soggetti che, al fine di ostacolare ogni possibile identificazione, curavano attentamente il proprio travestimento, coprendo gli elementi somatici maggiormente riconoscibili.

Camice bianco e cuffie

Tra gli espedienti adottati con maggiore frequenza, figura quello di presentarsi come addetto di un supermercato, indossando un lungo camice bianco recante il marchio di una nota catena della grande distribuzione, completato dal caratteristico copricapo, da una mascherina chirurgica e da occhiali da sole. In altri casi, invece, uno degli autori assumeva l’aspetto di un giovane cliente, utilizzando vistose cuffie audio, tipicamente associate al mondo giovanile e sportivo, nel tentativo di eludere l’attenzione e rendere più difficoltoso il riconoscimento.

Arrestato in flagranza di reato

Gli episodi si sarebbero consumati nei quartieri di Casal dè pazzi, Gregorio VII e Conca d’Oro. È stata quest’ultima circostanza a dare una svolta decisiva anche alle indagini sulle precedenti: in quell’occasione, il più giovane dei due entrò materialmente in filiale mettendo in atto il solito schema -minacciare con una pistola i dipendenti ed intimare loro di aprire la cassaforte – ma fu arrestato in flagranza grazie ad una tempestiva segnalazione giunta al 112.

La rapina a Grottarossa

Le indagini, condotte dagli investigatori della squadra mobile capitolina e del centro operativo per la sicurezza cibernetica, con il coordinamento dei magistrati della procura di Roma del Dipartimento criminalità diffusa e grave, hanno anche evidenziato le similitudini con un’altra rapina avvenuta a Roma nord, sempre ai danni di un ufficio postale.

Cerotto sul tatuaggio

Sono state le nitide immagini delle videocamere di sicurezza a consentire di catturare alcuni particolari, poi ritenuti fondamentali per l’identificazione degli odierni indagati. Tra questi, spicca un cerotto posizionato ad arte su una mano per occultare il tatuaggio di Luciano Terzini.

I sopralluoghi

Gli approfondimenti investigativi hanno altresì permesso di mettere in luce la stretta sinergia operativa esistente tra i due. È stato, infatti, accertato che uno dei veicoli impiegati per i sopralluoghi preparatori e per la commissione delle rapine era stato acquisito a noleggio ed era nella disponibilità di uno dei sodali. Il successivo tracciamento dell'autovettura si è rivelato determinante per la ricostruzione dei fatti, consentendo di contestare all'indagato più anziano il ruolo di supporto esterno all'azione delittuosa in occasione della rapina durante la quale il complice cinquantaquattrenne fu arrestato in flagranza di reato.

Già in carcere

Il quadro indiziario raccolto a loro carico è confluito nell’ordinanza con cui il giudice per indagini preliminari presso il tribunale di Roma ha disposto nei loro confronti la misura della custodia cautelare in carcere. Quest’ultima, notificata dagli investigatori negli istituti di detenzione, si andrà a sovrapporre ai provvedimenti già in essere.

Coppia di rapinatori da anni

Tre ulteriori rapine (in concorso) a cui se ne devono aggiungere altre decine. Sia Terzini che Giuffrida sono infatti già stati giudicati nel corso degli anni per almeno quindici rapine (quasi tutte commesse insieme) a partire dal lontano 2009. Banche e uffici postali a Rieti, Roma, Firenze, Perugia e la provincia di Bologna. La coppia, dopo le due rapine dell'estate 2024 all'ufficio postale di via Grottarossa, si era fermata annusando il pericolo. Non a caso nel secondo colpo messo a segno andarono via esclamando: "La terza volta non verremo perché troppo rischioso, buone vacanze". Una premonizione.

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